Pagina 2 | Rudiger in pole per Spalletti, ma il Real Madrid…: la Juve ha l’alternativa pronta

Alla Continassa l’ambizione va di pari passo con la cautela finanziaria. Un’accoppiata apparentemente contraddittoria, ma comunque necessaria per programmare il futuro con pragmatismo e ridurre così il rischio di incappare nell’ennesimo flop di mercato. Spalletti, del resto, è stato chiaro con la società: non vuole profili in erba, o comunque giovani da plasmare un passo alla volta. Quelli li ha già in rosa, ed è ben contento di poterci lavorare insieme. Al contrario, servono calciatori già pronti. Campioni affermati, di esperienza internazionale, che possano innalzare fin da subito il tasso tecnico - e della personalità - del suo gruppo squadra.

Spalletti, il ricongiungimento con Rudiger fa gola

L’unica via percorribile per tornare subito a competere con il resto delle big di Serie A per lo scudetto. Senza un’uscita eccellente, però, è difficile credere che vi saranno gli estremi per assecondare le richieste del tecnico bianconero. Guai, dunque, ad illudersi che la coppia difensiva della prossima Juve di Spalletti risponderà ai nomi di Gleison Bremer e Antonio Rudiger. O l’uno o l’altro. Almeno per come stanno le cose ora. E questo al netto della situazione contrattuale del tedesco, che a fine stagione potrebbe liberarsi a zero dal Real Madrid. Il tecnico bianconero non ha dubbi sulle sue qualità: è stato lui a plasmarlo negli anni trascorsi insieme in giallorosso. Ma sa anche che la via per assicurarselo, oggi, è più impervia di quello che possa sembrare. Non solo per un tema di ingaggio o di concorrenza (Liverpool e Manchester United sono sulle sue tracce da tempo), ma anche perché i Blancos sembrerebbero disposti a tornare sui propri passi e intavolare una trattativa per il suo rinnovo di contratto. Ipotesi impensabile fino a qualche settimana fa. Decisivo, in questo senso, l’endorsement di Arbeloa, che stravede per il centrale tedesco e si è detto disposto a tutto pur di trattenerlo a Madrid. Rudiger - seppur tentato dal progetto di Lucio - fin da subito ha fatto intendere di voler mettere il Real al primo posto. A patto che il club spagnolo si avvicini alle sue richieste, assicurandogli altri due anni di contratto. Viceversa, sarà addio, senza rimpianti.

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Juve, l'alternativa si chiama Senesi

La Juve, dopo i primi sondaggi delle scorse settimane, resta allora alla finestra nella speranza che le parti non trovino l’accordo, e nel frattempo tiene in piedi piste alternative. Su tutte, quella che porterebbe a Marcos Senesi, in uscita dal Bournemouth. Nel suo caso, il nodo da sciogliere non riguarda la concorrenza - l’argentino, seppur corteggiato da Barcellona e Aston Villa, sembra più incline a sposare il progetto bianconero - quanto più la distanza sull’ingaggio. La Juve ha fatto sapere al suo entourage di non essere disposta a garantirgli 5 milioni netti l’anno. Troppe, ancora, le variabili in gioco, a cominciare dalla qualificazione alla prossima Champions League, che vale tra i 60 e i 70 milioni di euro.

Spalletti aspetta, ma non all'infinito

Senza un ridimensionamento sul piano delle pretese economiche l’affare salterà. Scenario che costringerebbe l’argentino a cedere alla avances dell’Aston Villa - decisamente meno appetibile come piazza sul piano tecnico - o Barcellona, dove però rischierebbe di agire più come rincalzo, di fronte all’exploit della coppia titolare blaugrana, composta da Cubarsì e Gerad Martin. Il messaggio, in fondo, è uno solo: senza una svolta sul piano economico, anche l’ambizione resta teoria. E allora meglio abbassare i toni e alzare il livello delle scelte, evitando rincorse fuori portata. Spalletti aspetta, ma non all’infinito. Perché per colmare il gap non serviranno promesse, ma decisioni nette. E soprattutto coerenti con il disegno che ha in mente per la Juve che verrà.

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La Juve, dopo i primi sondaggi delle scorse settimane, resta allora alla finestra nella speranza che le parti non trovino l’accordo, e nel frattempo tiene in piedi piste alternative. Su tutte, quella che porterebbe a Marcos Senesi, in uscita dal Bournemouth. Nel suo caso, il nodo da sciogliere non riguarda la concorrenza - l’argentino, seppur corteggiato da Barcellona e Aston Villa, sembra più incline a sposare il progetto bianconero - quanto più la distanza sull’ingaggio. La Juve ha fatto sapere al suo entourage di non essere disposta a garantirgli 5 milioni netti l’anno. Troppe, ancora, le variabili in gioco, a cominciare dalla qualificazione alla prossima Champions League, che vale tra i 60 e i 70 milioni di euro.

Spalletti aspetta, ma non all'infinito

Senza un ridimensionamento sul piano delle pretese economiche l’affare salterà. Scenario che costringerebbe l’argentino a cedere alla avances dell’Aston Villa - decisamente meno appetibile come piazza sul piano tecnico - o Barcellona, dove però rischierebbe di agire più come rincalzo, di fronte all’exploit della coppia titolare blaugrana, composta da Cubarsì e Gerad Martin. Il messaggio, in fondo, è uno solo: senza una svolta sul piano economico, anche l’ambizione resta teoria. E allora meglio abbassare i toni e alzare il livello delle scelte, evitando rincorse fuori portata. Spalletti aspetta, ma non all’infinito. Perché per colmare il gap non serviranno promesse, ma decisioni nette. E soprattutto coerenti con il disegno che ha in mente per la Juve che verrà.

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