Ma ora servono dei nuovi leader

Problemi di concentrazione, di cattiveria, di sicurezza: quanti punti sono stati buttati, solo in questa stagione, per l’assenza di due o tre leader in campo

In realtà Spalletti sa benissimo cos’è la sua Juve. Una squadra con del potenziale, che lui ha saputo tirare fuori, ma fortemente inaffidabile per cronica mancanza di personalità e leadership. Gli errori e le omissioni della stagione (e se vogliamo delle ultime stagioni) dipendono in parte a a un livello tecnico da alzare, ma anche, forse soprattutto, a carenze caratteriali che hanno provocato passi falsi cruciali. La Juve è una squadra che ha spesso sbagliato approccio in partite decisive contro avversari tecnicamente inferiori. Problemi di concentrazione, di cattiveria, di sicurezza: quanti punti sono stati buttati, solo in questa stagione, per l’assenza di due o tre leader in campo che tenessero insieme la squadra, scuotendola, facendola correre invece di camminare, spazzando timidezze e timori. Dall’abbondanza del ciclo dei nove scudetti, in cui i leader erano tanti e di spessore notevole, la Juve è andava via via perdendo personalità, fino ad arrivare ad avere un gruppo sicuramente coeso (soprattutto da quando c’è Spalletti), ma fragile sotto il profilo mentale, che soffre ancora di amnesie agonistiche, come quella di ieri pomeriggio, quando sul 2-0 tutto è andato in modalità grigliata di Pasquetta, fino al rigore concesso al Genoa, quando sono spuntati i fantasmi e qualche accenno di nervosismo.

Manca la locomotiva

Stavolta i bianconeri non si sono messi nei guai (e il Genoa non sembrava avere i mezzi e la smania di metterceli), ma giustamente è suonato un campanello d’allarme dalle parti della panchina. In questi mesi spallettiani abbiamo visto crescere la Juve nell’atteggiamento tattico, ora più aggressivo e offensivo; abbiamo visto la valorizzazione di alcune individualità che si davano per perse; abbiamo visto crescere lo spirito di gruppo (quello, per esempio, che ha celebrato la meravigliosa rinascita sportiva di Di Gregorio).

 

 

Oggi è una squadra tornata sui binari, ma le manca la locomotiva. Ovvio, a questo punto, guardare al mercato e per la Juve diventa quanto mai fondamentale scegliere giocatori forti (e vabbè, quello dovrebbe essere scontato), ma che portino anche quella leadership e quella personalità che oggi mancano.

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