La malinconia, negli occhi, gliela si leggeva già dal post match con il Sassuolo, quando alla semplice e genuina domanda di un piccolo tifoso bianconero - «Ma quanto sei forte?!» Dusan ha risposto con un lapidario «Forse una volta…». E pensare che allora, quantomeno, era certo di essersi messo definitivamente alle spalle ogni noia fisica. Quell’infortunio all’adduttore della coscia, che l’aveva costretto a osservare i compagni dalla tribuna per ben 4 mesi. Giusto una manciata di minuti contro i neroverdi. Poco più di un cameo, sufficiente - comunque - a far credere a Spalletti e all’intero immaginario bianconero che il peggio fosse ormai passato. Poi due settimane di lezioni private con Lucio alla Continassa, sguarnita dai vari nazionali, per sintonizzare cuore e testa sul nuovo spartito tattico, prima di arrendersi nuovamente alla logica spietata dell’Allianz Stadium (dove si era infortunato lo scorso 29 novembre contro il Cagliari), durante il riscaldamento. Un dedalo doloroso e frustrante, che confinerà l’attaccante serbo, nella migliore delle ipotesi, almeno per le prossime due settimane, quando tornerà al J-Medical per ulteriori accertamenti.
Vlahovic ancora fuori
La risonanza magnetica di ieri ha evidenziato una lesione di basso grado al soleo della gamba sinistra. Tradotto: Lucio, sicuramente, dovrà fare a meno di lui per i prossimi impegni di campionato contro Atalanta e Bologna e, forse, pure per quello con il Milan di Allegri. Tutto dipenderà dalle risposte del serbo alle terapie. La Juve non forzerà la mano, dal momento che le sue condizioni fisiche erano tutt’altro che ottimali anche prima di questo stop. Probabile, allora, che Vlahovic possa tornare effettivamente arruolabile per la gara interna del 3 maggio contro il Verona. Una bella botta per il gruppo squadra bianconero e per Spalletti, ben contento di potersi affidare al suo centravanti preferito nella speranza di dare uno strappo netto in ottica quarto posto e propiziarne il rinnovo di contratto. I discorsi per il rinnovo, negli scorsi giorni - come ammesso dallo stesso ds Ottolini - sono andati avanti, ma è probabile che la Juve, alla luce dell’ennesimo stop del serbo, possa prendersi del tempo per riflettere sul da farsi.
