TORINO - Tempo. C’è bisogno di tempo. E le parti han deciso di prenderselo tutto, anche solo per non evitare di gettare via tutto il lavoro fatto. A volte è anche una questione di attesa, altre volte invece è proprio un discorso di opportunità. A ogni modo, sia la Juventus che Dusan Vlahovic si aspettano di trovare un compromesso e un punto in comune sul rinnovo di contratto. E la prossima settimana, quando papà Milos e la dirigenza bianconera sembrano destinati a rivedersi, può essere quella decisiva per sciogliere gli ultimi nodi, decidere i dettagli decisivi.

La linea bianconera
Da dove si riparte? Dalle certezze. Che non sono nemmeno poche. La Juve e Vlahovic hanno già un accordo di massima sull’ingaggio: supererà i 6 milioni di euro con i bonus, ma non raggiungerà i 7 di Kenan Yildiz, destinato a diventare il più pagato della rosa a partire dalla prossima stagione. Poi la durata: sarà un biennale, su questo le parti sono già d’accordo, pur avendo riscontrato qualche perplessità lato giocatore. Da parte dell’entourage, infatti, resiste il timore che una stretta di mano di breve durata possa in qualche modo cautelare molto più il club bianconero rispetto all’attaccante, potenzialmente e nuovamente sul mercato tra dodici mesi. La linea bianconera però è chiara: a Dusan non sarà garantito il futuro, semmai gli sarà data l’opportunità di cancellare quattro anni di alti e bassi, e di farlo comunque con un ingaggio da top player, complicato da strappare altrove. Su questo punto la società bianconera insiste e continuerà a farlo: la Juve sa che il serbo non ha ancora trovato un accordo con nessun altro club, né ha intenzione di ascoltare proposte e prospettive.
Vlahovic-Juve, le cifra che balla
La sua testa, fino all’ultimo infortunio, era totalmente focalizzata su un grande finale di stagione, così da garantirsi il maggior numero di opzioni poco prima di prendere una decisione. Così pure da garantirsi qualche decibel in più in sede di trattativa. Invece nulla. Anzi: la necessità della Juventus può diventare la sua virtù, a patto che lui - cioè, il suo intorno - abbassi le prospettive di guadagno legate al bonus alla firma e alle commissioni da destinare agli agenti. Tra tutto, calcoli alla mano, ballano circa 6 milioni di euro: non sono affatto pochi, ma nemmeno così tanti da ritrovarsi a smontare un’impalcatura ormai costruita, e finalizzata esclusivamente alla costruzione di un nuovo rapporto tra le parti. Ecco: anche quest’ultima sarà una base importante per garantirsi un domani insieme.
