Finale di stagione con incroci tra lotta Champions e salvezza. E non sorprende che a farne le spese a volte siano proprio le squadre in lotta per il traguardo più ambizioso. Spesso è solo una questione di psicologia. A spiegare perché accade questo il prof. Giuseppe Vercelli, responsabile scientifico del Centro di Psicologia dello Sport e della Prestazione Umana all’ISEF di Torino ma soprattutto responsabile dell’area psicologica della Juventus, ormai da 16 anni, che a Genova ha tenuto una sessione formativa organizzata dalla Filca Cisl Liguria per i propri operatori.
"Champions o salvezza, non c'è differenza"
«Tra salvezza e Champions non c’è differenza anzi, la mia salvezza equivale quasi alla vittoria della Champions anche perché sono squadre che hanno avuto meno risorse per cui quel traguardo è veramente la vita - racconta in esclusiva - Chi gioca per la Champions magari ha uno scenario, un panorama davanti a sé decisamente più dorato, però sa anche che l’importanza del giudizio degli altri può influire tantissimo». E grazie a figure come quella del professor Vercelli tanti atleti non hanno più timore a chiedere aiuto psicologico. «Questa figura è sdoganata, lavoro alla Juventus da 16 anni come prima squadra ma così come altri colleghi in giro per l’Italia. Adesso è normale, poi è chiaro che per questioni personali magari ci si rivolge a qualcuno esterno alla società, però questa è una figura totalmente integrata nello staff».
