"Quando posso tornare?", questa è la domanda che ogni atleta si pone dopo un brutto infortunio. Al JMedical, clinica specializzata in traumatologia sportiva e cure multidisciplinari, sono tanti gli atleti che sono passati sotto le mani del Dott. Luca Stefanini, medico chirurgo specialista in Medicina dello Sport e general manager di Jmedical. Da anni Stefanini lavora quotidianamente con atleti di alto livello e pazienti comuni, in una struttura in cui le due realtà si incontrano e si contaminano. E proprio Stefanini ha approfondito molti aspetti del suo lavoro in un'intervista a Fortune Italia concentrandosi sull'ultimo caso relativo al mondo bianconero: Arkadiusz Milik.
I rischi per Milik
Il polacco è tornato a fermarsi dopo il rientro in campo, ma qual è è l’equilibrio tra accelerare il rtrieno e proteggere la salute a lungo termine dell’atleta? Esiste ancora una pressione per forzare i tempi? Stefanini risponde: "Esistono fattori di rischio intrinseci, legati alle caratteristiche dell’atleta, come l’età o gli infortuni pregressi, e fattori estrinseci, come la metodologia di allenamento o il calendario delle competizioni. Questi ultimi sono modificabili. Nel mondo professionistico esistono pressioni legate alla performance, è inevitabile. Il compito del medico è trovare un equilibrio tra ridurre i tempi di recupero e rispettare i tempi biologici di guarigione. Non bisogna dimenticare che il muscolo di un atleta impiega lo stesso tempo di quello di una persona comune a guarire. L’atleta però lavora per ottimizzare questo processo con terapie ed esercizi mirati. Non esiste il rischio zero: l’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di recidiva. Come sta Milik? Ha avuto un infortunio muscolare, nulla di particolare. Ha già iniziato le cure e riprenderà senza problemi".