Koopmeiners via, Juve pronta al doppio colpo a centrocampo: Kessie e non solo

L’ivoriano resta tra i preferiti dei bianconeri, che in estate torneranno a ritoccare il reparto

Tocca rifare. E poco dopo aver fatto. La Juve lo sa e Spalletti l’ha fatto capire: il centrocampo bianconero è un cantiere. Solo formalmente è finito, ma dietro le transenne si notano ancora adesso i lavori in corso. Lavori che sono appunto destinati a proseguire, però necessariamente con un supporto ulteriore da parte della dirigenza, cioè del mercato. La strategia, intanto: alla Continassa si sono messi in testa di procedere con un colpo di livello assoluto da affiancare tanto a Manuel Locatelli quanto a Khephren Thuram.

Tutto porta a Kessie

Lo vogliono forte, duttile, in grado di agire da mezzala ma pure di tenere il passo di un reparto a due. Soprattutto: lo vogliono leader, un giocatore in grado di prendere il pallone nei momenti caldi, di dare il ritmo (perciò il cambio al capitano), e magari la giocata in verticale che non è esattamente nelle corde di Thuram. Un identikit tutto sommato preciso, che corrisponde in buona parte nel profilo identificato già a gennaio, ossia Franck Kessie, in uscita dal campionato arabo e desideroso di riprendersi il calcio che conta. Però con l’andamento italiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Le manovre della Juve per Kessie

Le manovre sull’ex Milan sono state estremamente indicative: il primo passo è stato rendersi certi delle sue buone condizioni, quindi che il contratto con l’Al-Ahli - in scadenza a giugno - non venisse rinnovato. Tutto in linea, nonostante il nuovo tentativo dei sauditi poco prima della primavera: no deciso di Franck, che vuole valutare intanto altre ipotesi prima di prendere una decisione definitva. La Juve c’è. A cifre normali, s’intende. Quindi non i 14 milio ni percepiti oggi, ma poco più di un terzo, con i bonus pronti a venire in soccorso per trovare una quadra. Quadra che i bianconeri dovranno individuare per il secondo, potenziale colpo per il reparto. Che passerà naturalmente dalla Champions, però anche dalle cessioni. Il primo nome in uscita in questo senso resta quello di Teun Koopmeiners, sul quale Spalletti ha lavorato senza riscontrarlo realmente come un’alternativa ai due titolari, considerati inamovibili. Koop, un suo mercato, ce l’ha. E a bilancio a giugno peserà poco più di 30 milioni di euro, la cifra di partenza per ipotizzare un addio. Serve incassare, pertanto - almeno inizialmente - non saranno valutate possibilità in prestito, se non con garanzie totali di ingaggio. Squadre alla finestra? Pochine. Non certo del livello a cui ambisce l’olandese, che in passato aveva flirtato con il Manchester United, ma che fino a questo punto ha avuto interessamenti più concreti giusto dalla Turchia.

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Occhio ai fedelissimi di Spalletti

Insomma: tutto da vedere. Da costruire. Da decidere. Come il futuro di Leon Goretzka, altro grande sogno estivo bianconero, sebbene il preferito in quella porzione di campo, almeno per Lucio, rimanga Ederson (da combattere con l’Atletico Madrid). Più in disparte Ugarte (Manchester United) mentre ha perso nettamente posizioni Schlager, pronto a lasciare il Lipsia a parametro zero ma verosimilmente non per raggiungere Torino.

 

 

Occhio infine ai fedelissimi di Spalletti: si monitora la situazione relativa ad Anguissa, i cui discorsi sul rinnovo con il Napoli si sono totalmente arenati; più motivazionale, invece, l’eventuale addio Lobotka: si considera ormai al punto finale della storia con Conte e gli azzurri, vorrebbe dunque fare un’esperienza diversa. Così come diversa è l’aria attorno a Koné del Sassuolo, con ogni probabilità protagonista di una caldissima estate e già cercato da più club. Sarebbe un colpo giovane, di prospettiva, però una scommessa in questa Juventus che si è detta di aver bisogno di certezze granitiche. Per questo motivo, oltre al prezzo da star e una partenza da 40 milioni, si è fatta complicata la scalata ad Assan Ouédraogo: mediano di origini burkinabé, nato nel 2006 e ultimo prodotto del Lipsia (e cresciuto allo Schalke 04). Non solo: ha debuttato lo scorso novembre con la Germania, a 19 anni compiuti. Un altro mondo. E un’altra filosofia.

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Tocca rifare. E poco dopo aver fatto. La Juve lo sa e Spalletti l’ha fatto capire: il centrocampo bianconero è un cantiere. Solo formalmente è finito, ma dietro le transenne si notano ancora adesso i lavori in corso. Lavori che sono appunto destinati a proseguire, però necessariamente con un supporto ulteriore da parte della dirigenza, cioè del mercato. La strategia, intanto: alla Continassa si sono messi in testa di procedere con un colpo di livello assoluto da affiancare tanto a Manuel Locatelli quanto a Khephren Thuram.

Tutto porta a Kessie

Lo vogliono forte, duttile, in grado di agire da mezzala ma pure di tenere il passo di un reparto a due. Soprattutto: lo vogliono leader, un giocatore in grado di prendere il pallone nei momenti caldi, di dare il ritmo (perciò il cambio al capitano), e magari la giocata in verticale che non è esattamente nelle corde di Thuram. Un identikit tutto sommato preciso, che corrisponde in buona parte nel profilo identificato già a gennaio, ossia Franck Kessie, in uscita dal campionato arabo e desideroso di riprendersi il calcio che conta. Però con l’andamento italiano.

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