È ancora presto per pensare ai documenti da preparare, quali vestiti portare, che clima ci sarà dall’altra parte del mondo. Troppo presto per dare forma a quello che per molti è un sogno, il viaggio in Australia per la tournée che la Juventus farà ad agosto e che prevede le amichevoli contro l’Inter, 8 agosto, e Palermo l’11. Cambiano i piani, l’estate bianconera si trasferisce da Herzogenaurach, sede degli ultimi due ritiri, ma non cambia la filosofia del club. L’idea resta quella di integrare dei giovani di buone speranze al gruppo che sarà guidato da Luciano Spalletti. L’ambizione, invece, è che questi non siano di passaggio ma, chissà, possano restare in prima squadra nella prossima stagione. L’anno scorso, strapparono in extremis un posto tra gli aggregati Gil Puche e Alessandro Pietrelli. Il secondo, dopo l’esperienza tedesca, è stato ceduto al Venezia, in Serie B, dove ha trovato fin qui alterne fortune. Il difensore spagnolo, invece, è rimasto a Torino dove ha giocato una stagione di alto livello con la maglia della Next Gen. 23 presenze, un ruolo da leader difensivo e una crescita costante che lo pongono tra i migliori della stagione della seconda squadra.
Licina osservato speciale
Per questo, non si può escludere a prescindere che Gil possa far parte della spedizione australiana, un passaggio eventualmente fondamentale: ultimo step in bianconero prima di un prestito, oppure la conferma in prima squadra. E poi c’è il nome che stuzzica la curiosità, che solletica la fantasia: quello di Adin Licina. Arrivato a gennaio dal Bayern Monaco, l’intuizione di Claudio Chiellini sta già pagando dividendi. Certo, c’è un percorso di ambientamento da portare a termine, ma quando si parla la lingua universale della qualità in campo ci si trova sempre bene. Di recente ha trovato il suo primo gol con la Next Gen, già in precedenza aveva fatto vedere di essere fatto di una pasta diversa, quella che appartiene a chi sa dove vuole arrivare. Possibilmente passando dall’Australia, per misurarsi con la prima squadra e provare a convincere Spalletti di essere pronto per il salto. Se non subito, magari nella seconda parte della prossima stagione, ma comunque pronto. In mezzo ci saranno i playoff di Serie C, altro trampolino per un salto che sembra essere già disegnato.
Puczka uomo copertina
Nella lista dei papabili giovani aggregati non si può certo depennare David Puczka. Il polacco classe 2005 è l’uomo copertina della stagione della squadra di Massimo Brambilla, a lui va sicuramente la palma di migliore dell’anno. Dieci gol e cinque assist, oltre i numeri una crescita costante e miglioramenti evidenti in fase difensiva. Nel suo caso la riflessione è duplice: il ritiro con la prima squadra è un’ipotesi da non scartare, ma non lo è nemmeno quella di monetizzare da un calciatore che ha fatto un exploit importante e che si è messo in mostra. Infine, nei piani del club c’era l’idea di aggregare uno dei giovani più promettenti del settore giovanile: Destiny Elimoghale. Il classe 2009, però, sta vivendo un periodo meno brillante rispetto all’inizio di stagione. E questo potrebbe suggerire un rallentamento nel piano originale, con i giovanissimi è così.
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