Yildiz, cosa succede dopo le due esclusioni di fila: le vere condizioni e il piano Juve

Il fenomeno turco, contro Bologna e Milan, è entrato soltanto nei minuti finali: come sta il ginocchio

TORINO - Scollinata la vetta, tra fatiche, rabbia - più che comprensibile per un ragazzo che avverte sulle spalle il peso dell’intera rosa bianconera - e dolori, non resterà che guardare agli ultimi impegni stagionali col sorriso. Un po’ perché il calendario, sulla carta, non pare celare chissà quali insidie. Un po’ perché per Kenan, che freme per tornare a dare il suo contributo dal primo ai compagni, fungerà da “palestra” per ritrovare la miglior condizione in vista del Mondiale negli Usa.

Yildiz, problemi al ginocchio e recupero graduale

Dopo due settimane complicatissime, scandite dai trattamenti al ginocchio - affetto dalla solita tendinopatia rotulea - e dalle sedute in palestra, il peggio pare ormai alle spalle. Sì, perché per la prima volta dal match vinto contro l’Atalanta, filtra ottimismo circa la possibilità che il turco non debba più sottoporre il ginocchio infiammato alle infiltrazioni. Una notizia confortante, se si considera che da prassi, tali pratiche vanno sempre corroborate da almeno 48 ore di riposo per poter attecchire al meglio. Ne sa qualcosa il turco che, dal 13 aprile in poi, ha partecipato giusto a 3 sessioni di allenamento con il resto della squadra.

 

 

Da qui, l’affanno - evidente - emerso nel match di San Siro con il Milan, in cui Spalletti gli ha concesso giusto una quindicina di minuti nel finale, per provare a far saltare il banco con una giocata delle sue. E se ciò non è successo, per stessa ammissione di Lucio, è proprio in virtù delle condizioni ancora non ottimali del turco: «In settimana non l’ho proprio visto. È venuto giusto con noi nella rifinitura di sabato. Stasera (domenica ndr) si è visto che dopo i primi scatti era a corto di fiato».

Rientro in gruppo e possibile titolarità contro il Verona

Ma nei prossimi giorni - appunto - Kenan intravederà nuovamente la luce fuori dal tunnel. Spalletti ha in programma di reintrodurlo gradualmente in gruppo. Presumibilmente già a partire dalla seduta di mercoledì. Nessuna forzatura: si procederà un passo alla volta, valutando di allenamento in allenamento come risponderà il ginocchio di Yildiz. Filtra comunque un cauto ottimismo sulla possibilità di rivederlo titolare all’Allianz domenica sera contro il Verona. Il primo a sperarci, manco a dirlo, è proprio il numero dieci bianconero, a secco da quattro match consecutivi, e in particolare dal pari casalingo contro il Sassuolo. Sa bene che Spalletti, anche a fronte della soluzione Boga - utilissima fin qui, ma di certo non paragonabile al turco in termini prettamente tecnici -, ha disperato bisogno dei suoi acuti per centrare la qualificazione in Champions League.

 

 

Al contrario di quanto accaduto nelle ultime uscite stagionali, la gara con il Milan non pare aver consegnato “prigionieri”. Ad eccezione dei lungodegenti - Cabal e Milik le cui stagioni in bianconero possono dirsi belle che finite - ieri tutto il gruppo squadra ha preso parte alla canonica seduta di scarico. Nessun allenamento in programma questa mattina: la missione Verona riprenderà a partire da domani.

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