Favola De Ceglie, raggiunta la promozione con l'Aosta: "È un regalo a mio padre". E sulla Juve...

L'ex terzino bianconero ha vinto il campionato di Prima Categoria, tornando in campo cinque anni dopo il suo ritiro

Paolo De Ceglie, a 5 anni dal ritiro, ha appena vinto il campionato di Prima Categoria con l'Aosta. L'ex terzino di Juventus, Genoa e Parma ha raggiunto un incredibile successo. Il club valdostano, guidato dal Presidente e Allenatore Giulio De Ceglie (padre di Paolo) ha vinto con un punto di vantaggio sul Gaglianico, staccando il Pass per la Promozione e Paolo si è rimesso in gioco a 39 anni, segnando anche alcuni gol decisivi. L'ex giocatore bianconero ha raccontato le sue emozioni ai microfoni di SerieD24.com, dove si è soffermato anche sulla squadra guidata da Luciano Spalletti e sulla presenza di Giorgio Chiellini in società.

Le parole di De Ceglie

"Quello che tengo a fare ermergere è un percorso partito 26 anni fa. La nostra idea è sempre stata quella di valorizzare il calcio dilettantistico, quel calcio vero che va oltre i soldi e che si fonda sui valori. Siamo partiti dal nulla, dalla Terza Categoria alla Promozione, l'abbiamo fatto senza un centro sportivo, cercando di arrangiarci". Un ritorno in campo nato grazie al forte legame con il padre, simbolo del progetto del CGC Aosta: "La scorsa estate ho deciso di abbandonare il mondo del calcio professionistico per aiutare mio padre. La mia idea iniziale era più di aiutare la squadra durante gli allenamenti con un ruolo fuori campo ma poi ho deciso di tesserarmi e da che doveva essere solo una partita, sono sceso in campo più volte, facendo anche dei gol decisivi. Ho cercato di restituire a papà tutto il sostegno che mi ha dato fin da bambino nel mio percorso da calciatore".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Settore giovanile 

"La cosa più importante non è stata tanto ritornare in campo ma dare spazio a dei ragazzi cresciuti in questo settore giovanile, alcuni dei quali sono miei amici fin dall'infanzia. Su una rosa di 20 giocatori, dodici sono stati lanciati dal nostro vivaio, di cui sei hanno sempre giocato qua, non cambiando mai squadra. Vogliamo continuare a fare un calcio di passione, attirando l'attenzione al panorama dilettantistico".

"La Juve? Per me è sempre casa..."

Per De Ceglie anche un passato fuori dal campo con il vivaio bianconero: "Lavorare con i giovani non è semplice, soprattutto quando non c'è il giocatore al centro del progetto. La prima cosa che dobbiamo fare noi grandi  è garantire il benessere di questi ragazzi. Un ritorno alla Juve? Per me è sempre casa, ho passato 30 dei miei 40 anni in quel mondo". Sulla situazione attuale dei bianconeri, l'ex terzino ha dichiarato: "La Juventus ha vissuto degli anni complicati, non è mai semplice ripartire. La cosa positiva che sto notando è che si siano gettate delle basi solide per la prossima stagione. In primis grazie alla conferma di Spalletti e per la presenza di figure come Chiellini. Alla Juventus servono persone che sappiano cosa vuol dire rappresentare questi colori, e Giorgio è l'esempio perfetto".

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Paolo De Ceglie, a 5 anni dal ritiro, ha appena vinto il campionato di Prima Categoria con l'Aosta. L'ex terzino di Juventus, Genoa e Parma ha raggiunto un incredibile successo. Il club valdostano, guidato dal Presidente e Allenatore Giulio De Ceglie (padre di Paolo) ha vinto con un punto di vantaggio sul Gaglianico, staccando il Pass per la Promozione e Paolo si è rimesso in gioco a 39 anni, segnando anche alcuni gol decisivi. L'ex giocatore bianconero ha raccontato le sue emozioni ai microfoni di SerieD24.com, dove si è soffermato anche sulla squadra guidata da Luciano Spalletti e sulla presenza di Giorgio Chiellini in società.

Le parole di De Ceglie

"Quello che tengo a fare ermergere è un percorso partito 26 anni fa. La nostra idea è sempre stata quella di valorizzare il calcio dilettantistico, quel calcio vero che va oltre i soldi e che si fonda sui valori. Siamo partiti dal nulla, dalla Terza Categoria alla Promozione, l'abbiamo fatto senza un centro sportivo, cercando di arrangiarci". Un ritorno in campo nato grazie al forte legame con il padre, simbolo del progetto del CGC Aosta: "La scorsa estate ho deciso di abbandonare il mondo del calcio professionistico per aiutare mio padre. La mia idea iniziale era più di aiutare la squadra durante gli allenamenti con un ruolo fuori campo ma poi ho deciso di tesserarmi e da che doveva essere solo una partita, sono sceso in campo più volte, facendo anche dei gol decisivi. Ho cercato di restituire a papà tutto il sostegno che mi ha dato fin da bambino nel mio percorso da calciatore".

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