Vlahovic, l'assist di Spalletti e il 'ghigno giusto': da cosa dipende davvero il futuro alla Juve

L'allenatore bianconero sicuro che il serbo voglia restare e possa essere determinante, ma il club riflette...

Non gli manca certo la coerenza. Così Luciano Spalletti, a proposito del futuro di Dusan Vlahovic, ha raccontato tanto in poche frasi: «Se ribadirei che Dusan sarebbe felicissimo di restare alla Juve e può darci una grande mano? Sì, perché si sta allenando con grande entusiasmo, perché è un professionista che ha un grande carattere e perché ha le giocate che mancano alla squadra. Come Yildiz sa che può essere utile a mettere un po’ del suo in queste ultime partite, ma ci sarà da vedere con che tempistiche perché abbiamo dovuto perfezionare il suo lavoro. La cosa fondamentale è averlo a disposizione, con il ghigno giusto». È un caposaldo del pensiero di Spalletti, che già in tempi non sospetti si era espresso senza mezzi termini su DV9. Sì, vuole che rimanga. Sì, vuole proseguire a lavorare su Dusan. E, sì, sa perfettamente che inseguire sul mercato una punta di pari livello (oltre a quella che la Juve dovrà necessariamente prendere, anche al netto degli orizzonti incerti su David e Openda) comporti rischi altissimi senza benefici sicuri, considerando i soldi da investire pure in altri reparti.

Vlahovic, messaggio chiaro di Spalletti

La mano tesa di Spalletti a Vlahovic è un messaggio chiaro alla società. Al contrario, però, la strategia del club viaggia in direzione opposta: non più tardi di due settimane fa, dopo il nuovo stop del serbo, Damien Comolli aveva preso pubblicamente una posizione forte: «Rinnovo? Ne riparliamo a fine campionato». Tradotto: la Juve tiene in mano il pallino del gioco nella complessa partita di una trattativa che ha vissuto varie fasi. C’era bisogno, però, di una nuova sterzata. Ci ha pensato Spalletti, in questo senso: così già tra qualche giorno i dialoghi con papà Milos potrebbero riprendere. Conviene a tutti. Alla società bianconera, che sta cercando di dissipare ogni dubbio legato alle condizioni fisiche del classe 2000. Al giocatore, che ha sempre voluto la Juve, senza mai prendere realmente in considerazione l’interesse (flebile a dire il vero) di altre concorrenti (Milan, Barcellona e Bayern Monaco su tutte).

E agli equilibri faticosamente raggiunti da Lucio, convinto che da qui alla sfida contro il Toro all’ultima giornata Vlahovic possa essere il valore aggiunto per la spallata decisiva alla corsa Champions. Il nodo economico non cambia: il tetto dei 6 milioni di euro di stipendio è già stato digerito sia da Dusan che dal suo entourage, col quale però manca ancora l’accordo sulle commissioni e i bonus. La Juve finora ha mostrato i muscoli, ma se già stasera col Verona dovesse compiere un altro passo verso la blindatura del 4° posto è possibile che i discorsi di rinnovo riprendano in settimana. Spalletti ha dato un assist all’attaccante, che però adesso dovrà fare il resto. Convincendo il padre, per esempio, ad avvicinarsi ulteriormente alle cifre messe sul piatto da Comolli.

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