Lui e altri 10: così Spalletti disegna la penultima Juve per la Champions

Le scelte verso le quali è indirizzato il tecnico per la sfida decisiva contro la Fiorentina, domenica 17 maggio alle 12

TORINO - Allenamento invisibile, ieri. Oggi? Tutti in campo. In vista della Fiorentina e con qualche certezza in più su giorni, situazioni e condizioni. Oh, la Juve torna alla normalità, e lo fa dopo giorni di incertezza legata alla data del match, ma anche ai carichi e scarichi di lavoro. Non un tema di poco conto, ancor di più in un momento in cui ci si giocano milioni (tanti) e futuro (buona parte), in cui persino i destini e quindi il mercato si legano a doppio filo. Tant’è: chiuso il capitolo dei dubbi, la strada verso la Viola s’è fatta più serena, e un ultimo, unico per la verità, dubbio è finito per attanagliare Luciano Spalletti. È quello legato alle condizioni di Thuram, da ieri fresco di esclusione dal Mondiale, proprio come Kalulu. Il francese sta bene. Cioè: sta smaltendo gli acciacchi, gli stessi che hanno costretto il tecnico a virare altrove, però in generale non preoccupa e si farà in modo di recuperarlo per la Fiorentina, magari anche per il primo minuto.

McKennie a supporto di Vlahovic

In questo senso, un giorno in più verso la prossima sfida avrebbe fatto tutta la differenza, anche solo per aumentare la tenuta del centrocampista, ugualmente candidato a prendere il posto di Koopmeiners nel 4-2-3-1 pressoché identico rispetto a quanto visto a Lecce. Dunque con McKennie da finto numero dieci a svariare e a dialogare con la punta, senza alcun dubbio Vlahovic.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Vlahovic si gioca il futuro

Ecco, Dusan. Sono i suoi giorni. Quelli in cui l’attesa (specialmente la sua) monta e in cui il futuro sembra semplicemente impronosticabile. L’attaccante attende un segnale chiaro sulle volontà della Juventus riguardo al rinnovo, ma i bianconeri non andranno oltre la proposta di biennale, con cifre considerate importanti e che superano i 6 milioni bonus inclusi. Se vorrà di più, dovrà cercarlo altrove. E altrove, a parte Arabia e Turchia, campionati comunque non considerati, è difficile che possano offrire competitività e salari, opportunità da titolare e spazio per incidere. Perciò, sì, si gioca sul filo delle intenzioni, sulle sfumature delle carte in tavola.

 

 

Finché non arriverà una proposta omnicomprensiva in grado di battere l’offerta della Juve, quella bianconera rimarrà in primo piano e la più caldeggiata, anche dal suo entourage, nonostante i colloqui in corso non prevedano la presenza dello storico agente Darko Ristic, il primo a spingerlo verso altre destinazioni. Nel gioco delle richieste, può sembrare banale, rientra pure questo finale di stagione: Vlahovic è tornato con due gol in due partite, pure decisivi. Cerca il terzo consecutivo: gli manca dal mese di ottobre del 2024, quando aveva messo insieme 5 realizzazioni in 3 partite tra Serie A e Champions League. Considerando il solo campionato, invece, occorre tornare all’inizio dello stesso anno: reti con Salernitana, Sassuolo, Lecce ed Empoli.

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Vlahovic come Higuain

Nel frattempo ha raggiunto Higuain nella classifica all time, quota 66: una firma con la Fiorentina - alla quale, da ex, non ha mai fatto gol - e andrebbe a superare persino il Pipita. Insomma: così male non ha fatto, pur in una stagione in cui quasi metà annata l’ha passata in tribuna, dietro le quinte, a supportare i compagni e a farsi vedere di tanto in tanto, pur covando il desiderio di continuare o di lasciare in qualche modo il segno. Gli restano 180 minuti e la sensazione - aiuta - che la Juve abbia bisogno di lui più di quanto lui potrebbe averne bisogno. Si torna sempre lì: ai giochi di forza. Che portano ai tira e molla. Che diventano attesa. Ma il tempo sta finendo, le occasioni anche, la pazienza figuriamoci. Dentro o fuori, non c’è altra strada. Spalletti spera di ricominciare dalla stessa che sta battendo in queste settimane. Del resto, gli ha già dato soddisfazioni, poi chiarito una necessità: che sia Vlahovic oppure no, guai a rivedere una Juventus senza punta fisica.

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TORINO - Allenamento invisibile, ieri. Oggi? Tutti in campo. In vista della Fiorentina e con qualche certezza in più su giorni, situazioni e condizioni. Oh, la Juve torna alla normalità, e lo fa dopo giorni di incertezza legata alla data del match, ma anche ai carichi e scarichi di lavoro. Non un tema di poco conto, ancor di più in un momento in cui ci si giocano milioni (tanti) e futuro (buona parte), in cui persino i destini e quindi il mercato si legano a doppio filo. Tant’è: chiuso il capitolo dei dubbi, la strada verso la Viola s’è fatta più serena, e un ultimo, unico per la verità, dubbio è finito per attanagliare Luciano Spalletti. È quello legato alle condizioni di Thuram, da ieri fresco di esclusione dal Mondiale, proprio come Kalulu. Il francese sta bene. Cioè: sta smaltendo gli acciacchi, gli stessi che hanno costretto il tecnico a virare altrove, però in generale non preoccupa e si farà in modo di recuperarlo per la Fiorentina, magari anche per il primo minuto.

McKennie a supporto di Vlahovic

In questo senso, un giorno in più verso la prossima sfida avrebbe fatto tutta la differenza, anche solo per aumentare la tenuta del centrocampista, ugualmente candidato a prendere il posto di Koopmeiners nel 4-2-3-1 pressoché identico rispetto a quanto visto a Lecce. Dunque con McKennie da finto numero dieci a svariare e a dialogare con la punta, senza alcun dubbio Vlahovic.

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