“Frustrante, non dormo la notte”, Comolli a nudo: “La cessione in più, Yildiz e la verità Spalletti”

Da Elkann all’allenatore e alla squadra, l’ad bianconero dice tutto: “Abbiamo già cominciato a studiare l’Europa League”

Per Damien Comolli non aver raggiunto la Champions è «un fallimento» che porta a «un dolore fisico, come una fitta allo stomaco». Da condividere con tutti quelli che lavorano della Juventus: «Come ha detto Luciano Spalletti, anche io non dormo di notte. E mi prendo la piena responsabilità di quanto accaduto». L’ad bianconero stila il bilancio di una stagione che non è andata come avrebbe voluto e detta le linee guida di un futuro che dovrà necessariamente riportare il club bianconero al vertice, per tornare a vincere in Italia e in Europa. Pur con un occhio ai bilanci e con sacrifici che non dovranno compromettere le ambizioni. In attesa venerdì o lunedì, in base agli impegni del numero uno di Exor, del vertice tra Elkann, Comolli e Spalletti, per capirsi e, se necessario, mettere i classici “puntini sulle i”.

 

 

Comolli e 'il fallimento'

«È frustrante - spiega Comolli - non essere riusciti a raggiungere gli obiettivi pur essendo arrivati vicini, sembrava tutto nelle nostre mani e la partita della fiorentina ha cambiato tutto. Ma io ho fiducia cieca in tutto lo staff e nei processi che abbiamo avviato, dobbiamo credere nel progetto. Noi non abbiamo un piano A o B o C, noi abbiamo un piano solo: riportare la Juventus in alto. Le ambizioni che abbiamo riguardano la necessità di mettere la squadra in condizione di vincere non abbasseremo le nostre ambizioni, magari faremo qualche aggiustamento, ma nulla cambia rispetto a prima».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Comolli ed Elkann

«Con John Elkann parlo diverse volte alla settimana, indipendentemente dai risultati. Abbiamo parlato al mattino dopo la sconfitta con la Fiorentina: siamo allineati sugli aggiustamenti da fare, anche con Spalletti. In termini di aggiustamenti, dopo il mancato raggiungimento della Champions, potremmo effettuare una cessione in più di quanto avevamo in mente perché dobbiamo far funzionare l’aspetto finanziario. Ma non darò nomi dei giocatori. Questo non significa che indeboliremo la squadra: vogliamo costruire una rosa competitiva. Non c’è necessità per una ricapitalizzazione, i conti si chiuderanno il 30 settembre. Stiamo lavorando a un accordo transattivo con la Uefa, riguardante le stagioni 2022/23, 2023/24, 2024/25, arriveremo a una decisione finale fine giugno. Questo significa che, se firmiamo l’accordo, se nella lista, quella stilata il 2 febbraio, toglieremo un giocatore dovrà arrivarne un altro che costi meno. Pareggio di bilancio? Noi pensiamo di essere nella posizione di raggiungere il pareggio o arrivarci vicino nel 2026/27, di sicuro ci arriveremo nel 2027/28. L’accordo transattivo che trattiamo con la uefa non ci dà molta scelta se non raggiungere il pareggio».

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Comolli e Spalletti

«Non ho mai pensato che Elkann intendesse sollevarmi dall’incarico, anche perché tra me e John c’è un dialogo costante. Sono sorpreso nel leggere che il mio rapporto con Spalletti non sia buono: con Luciano abbiamo condivisione di idee, c’è comunicazione costante, anche individuale. Anche sul mercato abbiamo condiviso piani, nomi, strategie. I giocatori presi a gennaio li abbiamo presi insieme, eravamo d’accordo. Luciano ha parlato con i giocatori che vogliamo per la prossima stagione. Lui è totalmente coinvolto in questo processo, spesso è più informato di me sul mercato dal nostro ds Marco Ottolini. Quando abbiamo scelto Luciano, io lo volevo perché ero e sono convinto sia la persona giusta per guidare la squadra. E ho spinto per rinnovare il contratto, condividendo questo pensiero anche con l’azionista di maggioranza, per dare continuità e forza al progetto. Se ci chiedete: possiamo lavorare meglio insieme? Certo che possiamo e dobbiamo, ma ci conosciamo da 7 mesi e ci vuole un po’ di tempo per migliorare. Avremo una finestra più ampia di mercato in estate per lavorare: se Spalletti ci chiederà “che ne pensate di quel giocatore?” noi gli risponderemo in base all’accordo transattivo con l’Uefa, se possiamo permettercelo. E Luciano è anche molto incuriosito dall’analisi dei dati e gli algoritmi, che possono aiutare anche nel valutare la personalità di un calciatore. Ed è proprio ciò che ho capito in questi mesi: alla Juve servono giocatori con personalità. Finora nessuno dei giocatori con cui abbiamo parlato in chiave ci ha detto che non verrà alla Juventus perché non è andata in Champions. Vogliono venire perché questa è la Juventus, al di là della Champions. E anche dopo la partita col Torino questi calciatori non mi risulta che abbiano cambiato idea».

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Comolli e la squadra

«Yildiz non si muove: di sicuro non è a rischio di cessione. Su Vlahovic dico che vorremmo andare avanti, ma come non lo so. Dusan e suo padre, l’ultima volta che avevamo parlato, dicevano che avremmo parlato a fine stagione in base anche al raggiungimento della Champions. Su Openda mi prendo la responsabilità, non ho niente da nascondere: stiamo cercando di capire cosa non abbia funzionato. Vero anche che c’è stato un cambio di allenatore: Tudor aveva un certo tipo di gioco, Luciano un altro, quello può avere inciso. Comunque pensiamo di avere una base forte di giocatori e vogliamo proteggerla, costruirci attorno la squadra. Basta qualche aggiunta mirata. Il lavoro di un Ceo deve essere valutato, secondo me, in un percorso di 5 anni, ma noi dobbiamo tornare a vincere il prima possibile. Abbiamo già cominciato a studiare l’Europa League e i possibili avversari, è una competizione che dobbiamo affrontare con grandi ambizioni. Il nostro obiettivo è mettere la squadra nella condizione di essere competitiva su ogni fronte».

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Per Damien Comolli non aver raggiunto la Champions è «un fallimento» che porta a «un dolore fisico, come una fitta allo stomaco». Da condividere con tutti quelli che lavorano della Juventus: «Come ha detto Luciano Spalletti, anche io non dormo di notte. E mi prendo la piena responsabilità di quanto accaduto». L’ad bianconero stila il bilancio di una stagione che non è andata come avrebbe voluto e detta le linee guida di un futuro che dovrà necessariamente riportare il club bianconero al vertice, per tornare a vincere in Italia e in Europa. Pur con un occhio ai bilanci e con sacrifici che non dovranno compromettere le ambizioni. In attesa venerdì o lunedì, in base agli impegni del numero uno di Exor, del vertice tra Elkann, Comolli e Spalletti, per capirsi e, se necessario, mettere i classici “puntini sulle i”.

 

 

Comolli e 'il fallimento'

«È frustrante - spiega Comolli - non essere riusciti a raggiungere gli obiettivi pur essendo arrivati vicini, sembrava tutto nelle nostre mani e la partita della fiorentina ha cambiato tutto. Ma io ho fiducia cieca in tutto lo staff e nei processi che abbiamo avviato, dobbiamo credere nel progetto. Noi non abbiamo un piano A o B o C, noi abbiamo un piano solo: riportare la Juventus in alto. Le ambizioni che abbiamo riguardano la necessità di mettere la squadra in condizione di vincere non abbasseremo le nostre ambizioni, magari faremo qualche aggiustamento, ma nulla cambia rispetto a prima».

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