Per Damien Comolli non aver raggiunto la Champions è «un fallimento» che porta a «un dolore fisico, come una fitta allo stomaco». Da condividere con tutti quelli che lavorano della Juventus: «Come ha detto Luciano Spalletti, anche io non dormo di notte. E mi prendo la piena responsabilità di quanto accaduto». L’ad bianconero stila il bilancio di una stagione che non è andata come avrebbe voluto e detta le linee guida di un futuro che dovrà necessariamente riportare il club bianconero al vertice, per tornare a vincere in Italia e in Europa. Pur con un occhio ai bilanci e con sacrifici che non dovranno compromettere le ambizioni. In attesa venerdì o lunedì, in base agli impegni del numero uno di Exor, del vertice tra Elkann, Comolli e Spalletti, per capirsi e, se necessario, mettere i classici “puntini sulle i”.
Comolli e 'il fallimento'
«È frustrante - spiega Comolli - non essere riusciti a raggiungere gli obiettivi pur essendo arrivati vicini, sembrava tutto nelle nostre mani e la partita della fiorentina ha cambiato tutto. Ma io ho fiducia cieca in tutto lo staff e nei processi che abbiamo avviato, dobbiamo credere nel progetto. Noi non abbiamo un piano A o B o C, noi abbiamo un piano solo: riportare la Juventus in alto. Le ambizioni che abbiamo riguardano la necessità di mettere la squadra in condizione di vincere non abbasseremo le nostre ambizioni, magari faremo qualche aggiustamento, ma nulla cambia rispetto a prima».
