Il fischio finale è arrivato ieri mattina alla Camera, a quarantuno anni di distanza dalla tragica notte di Bruxelles del 29 maggio 1985. Una ferita aperta nel costato del calcio internazionale, ricoperta da una patina di polvere e approssimazione. Trentanove anime rimaste sospese nel vuoto di una finale che non si sarebbe mai dovuta giocare. Per troppo tempo quel dolore altro non è stato che un affare privato, o una memoria intermittente per il resto del movimento. Ma le cose, ora sono destinate a cambiare. Con l’ultimo voto a Montecitorio, il disegno di legge sul ricordo delle vittime dell’Heysel si prepara a diventare realtà. Manca giusto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la memoria avrà modo di fondersi con il tessuto legislativo dello Stato. Un traguardo inseguito da tempo e che va ben oltre il semplice concetto di istituire sul calendario una giornata per il ricordo di chi perse la vita tra gli spalti del settore Z, negli attimi antecedenti all’ultimo atto della Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.
"Un segnale importante"
«Oggi in commissione Cultura e Sport del Senato è stato votato il ddl sull’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’Heysel - si legge nella nota del senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e Sport -. L’approvazione di questa misura è un segnale importante in ricordo di nostri connazionali morti tragicamente, in uno stadio, durante una trasferta calcistica in Belgio. Ma è anche un segnale di distensione, che torna a essere oltremodo necessaria in questa fase storica, perché il calcio, in quanto sport, deve rappresentare soltanto valori sani e non folli degenerazioni violente. Per questo ritengo fondamentale l’impegno di tutte le parti coinvolte, istituzioni e privati, per rendere gli stadi sempre più sicuri ed accoglienti nei confronti delle famiglie e non dei malintenzionati». La speranza è che da quella tragedia si possa provare a costruire qualcosa di buono. Un nuovo argine culturale e pedagogico, utile ad educare e sensibilizzare le nuove generazioni di tifosi. Come? Disinnescando l’odio becero che alberga nella maggior parte degli stadi italiani e cancellando in via definitiva quei cori infami che ancora oggi, troppo spesso, profanano quella tragedia.
Comba: "Atto di rispetto verso le famiglie delle vittime"
Come del resto ha sottolineato ieri Fabrizio Comba (FDI), padre dell’iniziativa parlamentare approvata lo scorso 29 aprile dalla Commissione Cultura della camera: «Con questa norma la Repubblica riconosce ufficialmente il dovere della memoria nei confronti delle 39 vittime della tragedia del 29 maggio 1985, una delle pagine più drammatiche della storia dello sport europeo. È un atto di rispetto verso le famiglie delle vittime e verso tutti coloro che, in questi anni, hanno custodito il ricordo di quella tragedia con compostezza e dignità. L’istituzione della Giornata nazionale non ha soltanto un significato commemorativo, ma assume anche un forte valore educativo e culturale. Promuovere nelle scuole, nelle università, nelle associazioni sportive e nelle istituzioni momenti di approfondimento sull’Heysel significa riaffermare i principi della legalità, della non violenza, del rispetto delle regole e della convivenza civile. Il 29 maggio - conclude Comba - diventerà così una giornata dedicata alla memoria, alla riflessione e alla responsabilità collettiva, affinché tragedie come quella dell’Heysel non abbiano mai più a ripetersi».
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