Calciomercato Juve, Brahim Diaz più di un'idea: il Real apre, ma tutto dipende da Mourinho e Nico Paz

Non è un segreto che l’entourage del fantasista marocchino abbia da tempo avviato i discorsi con il club bianconero: la situazione

TORINO - La brama del campo sopra ogni cosa. Al costo di rinunciare ai soldi, al lusso di Valdebebas e a tutto ciò che di elitario e speciale avrebbe ancora da offrigli il Real Madrid. La piazza in cui si è consacrato, spogliandosi da quel fare a metà tra l’approssimazione e l’autocompiacimento dei suoi anni in rossonero, per diventare un giocatore vero. Spietato, quando serve, sotto porta. Brillante e generoso in mezzo al campo, dove ha imparato a orchestrare la manovra e a sacrificarsi in fase di non possesso. La stessa parabola a cui ambirebbe Chico Conceiçao. E chissà che nel corso della prossima stagione, non possa essere proprio Brahim Diaz a dargli qualche chicca quotidiana sul manto della Continassa. Come imporrebbe il “manuale del buon compagno di squadra”.

I numeri di Brahim Diaz

Non è un segreto infatti che l’entourage del fantasista marocchino abbia da tempo avviato i discorsi con la Juve per il suo potenziale passaggio in bianconero nei prossimi mesi. Non perché il Real abbia intenzione di metterlo alla porta. I Blancos sono ben contenti del suo rendimento, così come i tifosi. E non è un dettaglio da poco nell’economia di una stagione disastrosa - per gli standard del Real - in cui tutti e proprio tutti sono finiti nell’occhio del ciclone. Se Brahim si è “salvato” lo deve alla sua cultura del lavoro. E al suo rendimento encomiabile tra Liga e Champions: 42 presenze, condite da 2 gol e 9 assist. Guai dunque a bussare alle porte del Real nell’ottica di una possibile cessione a titolo definitivo, se non a fronte di un’offerta monstre. Irrinunciabile persino per chi, da sempre, è abituato a spolpare di campioni il resto delle avversarie europee.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

L'analisi di Spalletti

L’unica via per strappare Brahim ai Blancos, stando a quanto filtra dalla Spagna, resta quella del prestito secco senza diritto di riscatto (a breve dovrebbero rincominciare i discorsi per il suo rinnovo di contratto, in scadenza a giugno 2027). Scenario che al Real, a fronte della folta concorrenza a centrocampo, tornerebbe quantomai comodo. A meno che non sia Mourinho a volerlo scongiurare sul nascere. Difficile da credere, in ogni caso. Ai già “rodati” Arda Guler, Rodrygo, Mbappé, Vinicius, Bellingham, Mastantuono ed Endrick, in estate - salvo ripensamenti della dirigenza blanca - dovrebbe aggiungersi pure Nico Paz, di rientro dal Como. Una concorrenza spietata, folta, che rischierebbe di relegare Brahim ai margini. Anche a seguito dell’ottima annata in archivio . Da qui, l’ok al suo entourage circa l’ipotesi di trasferirsi in prestito in bianconero. Un anno di “Erasmus” che Brahim non disdegnerebbe per nulla, dal momento che Spalletti ne farebbe uno dei cardini della sua nuova Juve. Quella in cui ci sarà disperato bisogno di un profilo che - a detta di Lucio - possa “portare qualità nella palude della trequarti”. «Ci manca quello che è il trequartista bravo a giocare nello stretto - l’analisi di Spalletti a seguito del pari casalingo con il Verona - perché poi davanti all’area di rigore avversaria diventa una zona fangosa».

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L'apertura di Brahim Diaz

Insomma, l’apertura al prestito da parte di Brahim c’è, ora andrà capita la posizione del Real. Di certo, non un tema “risolvibile” a stretto giro, dal momento che il club ha ben altre priorità, a cominciare dalle elezioni presidenziali, previste tra una settimana e che vedranno Florentino Perez contendersi la cattedra Blanca con Enrique Riquelme, e dal conseguente annuncio di José Mourinho come nuovo tecnico. Per non parlare proprio della situazione di Nico Paz: non è da escludere che i Blancos possano lasciarlo un altro anno al Como per prendere maggior dimestichezza con la Champions League.

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TORINO - La brama del campo sopra ogni cosa. Al costo di rinunciare ai soldi, al lusso di Valdebebas e a tutto ciò che di elitario e speciale avrebbe ancora da offrigli il Real Madrid. La piazza in cui si è consacrato, spogliandosi da quel fare a metà tra l’approssimazione e l’autocompiacimento dei suoi anni in rossonero, per diventare un giocatore vero. Spietato, quando serve, sotto porta. Brillante e generoso in mezzo al campo, dove ha imparato a orchestrare la manovra e a sacrificarsi in fase di non possesso. La stessa parabola a cui ambirebbe Chico Conceiçao. E chissà che nel corso della prossima stagione, non possa essere proprio Brahim Diaz a dargli qualche chicca quotidiana sul manto della Continassa. Come imporrebbe il “manuale del buon compagno di squadra”.

I numeri di Brahim Diaz

Non è un segreto infatti che l’entourage del fantasista marocchino abbia da tempo avviato i discorsi con la Juve per il suo potenziale passaggio in bianconero nei prossimi mesi. Non perché il Real abbia intenzione di metterlo alla porta. I Blancos sono ben contenti del suo rendimento, così come i tifosi. E non è un dettaglio da poco nell’economia di una stagione disastrosa - per gli standard del Real - in cui tutti e proprio tutti sono finiti nell’occhio del ciclone. Se Brahim si è “salvato” lo deve alla sua cultura del lavoro. E al suo rendimento encomiabile tra Liga e Champions: 42 presenze, condite da 2 gol e 9 assist. Guai dunque a bussare alle porte del Real nell’ottica di una possibile cessione a titolo definitivo, se non a fronte di un’offerta monstre. Irrinunciabile persino per chi, da sempre, è abituato a spolpare di campioni il resto delle avversarie europee.

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