I gol sbagliati sono costati 20 punti

L'editoriale del direttore di Tuttosport Guido Vaciago

Se la Juve non è andata in Champions League è perché non ha fatto abbastanza gol, nonostante una notevole mole di tiri. Contro il Torino (11ª), Fiorentina (12ª), Lecce (18ª), Cagliari (21ª), Lazio (24ª), Sassuolo (30ª) Verona (37ª) e Torino (38ª) la squadra di Spalletti ha buttato via venti punti. Venti punti contro squadre che le sono arrivate dietro in classifica e che avevano, tutte, una qualità tecnica inferiore da mettere in campo. Cinquasette tiri in porta in nove partite, nelle quali ha sempre avuto un possesso palla (si va dal 58% al 78%) e un numero di occasioni sempre nettamente superiori all’avversario. Nel conteggio bisogna anche aggiungere due rigori sbagliati (David contro il Lecce e Locatelli contro il Sassuolo), macigni sulla classifica. Venti punti gettati per errori, a volte, banali e mancanza di lucidità in area. Venti punti. Lasciando perdere l’irreale ipotesi di conquistarli tutti (in quel caso la Juve sarebbe stata campione d’Italia a quota 89, +2 sulla’Inter), ma anche portandone a casa la metà, la Juve sarebbe arrivata seconda.

La questione Vlahovic

La premessa è indispensabile per capire quanto sia importante per la Juventus la questione centravanti e, più in generale, attaccanti. Il disastroso rendimento di David e Openda (unito allo sfortunato reiterarsi degli infortuni di Vlahovic) è stato determinante per il mancato raggiungimento della Champions. Costruire un reparto offensivo con un centravanti da almeno 18 gol e un vice che ne segni la metà è il minimo per una squadra che nutre ambizioni scudetto e deve obbligatoriamente arrivare al quarto posto. La questione Vlahovic è stata gestita male nel corso della stagione. Prima lo si è ritenuto marginale, poi lo si è considerato utile, adesso - più per Spalletti, meno per la dirigenza - è quasi indispensabile. Da parte sua Vlahovic, o meglio il suo entourage, non sta dimostrando una piena consapevolezza del potere contrattuale di chi, quest’anno, ha giocato pochissimo e, nelle precedenti non ha mai fatto sfracelli (in Serie A: 10, 16 e 10 gol). E, attenzione, trascinare troppo a lungo la vicenda Vlahovic significherebbe ritardare la soluzione del problema del gol, forse il più urgente di tutti in casa Juve. Visto quanto è costato.

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