Faticanti e non solo: chi sono i sei talenti della Juventus che possono essere convocati da Spalletti

Il regista fresco d’esordio in maglia azzurra punta alla chiamata di Lucio per la preparazione estiva dei bianconeri. Nel vivaio i gioielli ci sono: tutti i nomi che potrebbero finire in lista

TORINO - No Jack, non è andata come te l’immaginavi anni fa. Ma sono le strade che non avresti mai pensato di percorrere quelle che, alla fine, ti portano a destinazione. La carriera di Giacomo Faticanti era cominciata sotto il segno della predestinazione. È quasi sempre ingannevole. L’ascesa nel settore giovanile della Roma, culminata con l’esordio assoluto da 18enne, con Mourinho in Europa League, lasciava presagire che questo centrocampista (allora l’italiano più precoce nella competizione) si sarebbe preso tutto e subito.

 

 

Ma da lì in avanti il percorso del classe 2004 si è complicato: prima la mancata conferma nella Capitale, poi le difficoltà di Lecce e infine la retrocessione in C con la Ternana. Giacomo ha sofferto, ha perso la fiducia. Non l’ambizione di continuare a lavorare per un obiettivo coerente col suo talento, in cui ha creduto la Juventus, quando quasi tutti avevano smesso di farlo. Claudio Chiellini, Head of Next Gen Area, lo ha voluto una prima e una seconda volta in prestito dal Lecce. È a Torino che Faticanti ha ritrovato la convinzione, la centralità e se stesso. L’ultima stagione da protagonista assoluto gli ha permesso di realizzare uno dei due sogni nel cassetto: il debutto con la Nazionale dei grandi (si era già laureato campione d’Europa con l’Italia U19).

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I sogni di Faticanti

«Appartenenza, onore, orgoglio» sono le tre parole scelte dal ragazzo di Sora per verbalizzare la propria emozione sui social dopo essere stato mandato in campo da Baldini al minuto 87 di Grecia-Italia. È diventato così il primo calciatore italiano a vestire la maglia della Nazionale maggiore da giocatore di terza serie: non è il primato del prodigio ma del sacrificio. E dell’orgoglio Juve che, dopo Fagioli e Miretti, vede un altro talento transitato dalla Seconda Squadra prendersi l’Italia. Il secondo sogno di Faticanti, ora, è quello di seguire le orme dei due predecessori: la Prima Squadra bianconera è inevitabilmente un’aspirazione, che può diventare tangibile a partire dal 13 di luglio quando la Juventus lo avrà ormai riscattato dal Lecce (1 milione) e potrebbe fargli cominciare il ritiro con Spalletti. Sempre che prima non si concretizzino le mire della B: per lui c’è in pressing l’Avellino. La stessa squadra che quest’anno ha valorizzato al massimo Daffara, anche lui convocato da Baldini e preso seriamente in considerazione dalla Juve per futuro e raduno. Alla Continassa potrebbero essere testati, tra gli altri, anche Licina (convocato dalla Germania per l’Europeo U19 e principale indiziato al salto), la rivelazione Puczka, Gil, Oboavwoduo e Pagnucco.

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Servirà più tempo a Corigliano e Giaretta

Servirà un po’ più di tempo per i 2009 Corigliano e Giaretta, freschi vincitori dell’Europeo U17. Il primo è un numero 10 di talento purissimo che grazie a un’annata strabordante si è conquistato la Primavera - già in gol - nell’ultimo segmento della stagione; il secondo è un portiere risultato determinante nella vittoria dello scudetto Under 16 dello scorso anno. Entrambi hanno già firmato da professionisti e saranno seguiti dal club in un percorso adeguato al loro potenziale. Ne ha da vendere anche il 2010 Pipitò, craque dell’Under 16 con 30 reti all’attivo. La storia di Faticanti insegna che il tragitto non è sempre lineare, ma nel vivaio Juve qualcuno che può arrivare a destinazione c’è.

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TORINO - No Jack, non è andata come te l’immaginavi anni fa. Ma sono le strade che non avresti mai pensato di percorrere quelle che, alla fine, ti portano a destinazione. La carriera di Giacomo Faticanti era cominciata sotto il segno della predestinazione. È quasi sempre ingannevole. L’ascesa nel settore giovanile della Roma, culminata con l’esordio assoluto da 18enne, con Mourinho in Europa League, lasciava presagire che questo centrocampista (allora l’italiano più precoce nella competizione) si sarebbe preso tutto e subito.

 

 

Ma da lì in avanti il percorso del classe 2004 si è complicato: prima la mancata conferma nella Capitale, poi le difficoltà di Lecce e infine la retrocessione in C con la Ternana. Giacomo ha sofferto, ha perso la fiducia. Non l’ambizione di continuare a lavorare per un obiettivo coerente col suo talento, in cui ha creduto la Juventus, quando quasi tutti avevano smesso di farlo. Claudio Chiellini, Head of Next Gen Area, lo ha voluto una prima e una seconda volta in prestito dal Lecce. È a Torino che Faticanti ha ritrovato la convinzione, la centralità e se stesso. L’ultima stagione da protagonista assoluto gli ha permesso di realizzare uno dei due sogni nel cassetto: il debutto con la Nazionale dei grandi (si era già laureato campione d’Europa con l’Italia U19).

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