Carnevali prende il comando: il piano per ridisegnare la Juve in cinque mosse 

Le richieste di Elkann al nuovo ad e dg: l'ex Sassuolo è pronto a dare nuova linfa alla Vecchia Signora prendendo le redini in mano sin da subito

Da lunedì Giovanni Carnevali prenderà pieno possesso del suo nuovo ufficio alla Continassa e sarà ufficialmente operativo nel mondo Juventus, che ieri lo ha accolto con l’annuncio ufficiale: doppio incarico, quello di amministratore delegato e direttore generale, da delibera del Consiglio di Amministrazione, con «l’obiettivo di rafforzare il progetto sportivo e industriale bianconero». Ecco, ma nello specifico che cosa chiede la proprietà al nuovo plenipotenziario? La missione di Carnevali si può riassumere in cinque punti, che sono poi gli aspetti in cui la gestione Comolli ha mostrato evidenti falle. Il primo: rapidità ed efficienza sul mercato in entrata, con investimenti mirati e un occhio attento alle esigenze di bilancio. Sembra banale, ma così non è: la Juventus, da questo punto di vista, parte già in ritardo. Anche perché i tentennamenti sulle trattative in entrata sono strettamente legate al secondo punto delle richieste della proprietà al nuovo ad/dg: le cessioni. Fondamentali per sbloccare gli acquisti e far quadrare tutti i conti: anche su tale aspetto, il compito della gestione Carnevali sarà quello di operare con chirurgica precisione in uscita, soprattutto per i calciatori in esubero difficili da piazzare (come Douglas Luiz, Arthur, lo stesso Nico Gonzalez e via discorrendo).

Il progetto Next Gen al centro

Pure in questo specifico fondamentale, l’anno di gestione Comolli ha mostrato delle evidenti difficoltà, perché le situazioni spinose sono per lo più rimaste irrisolte e in più sono arrivati giocatori, come per esempio Openda ma non solo lui, che ora rappresentano una problematica in più per chi eredita il testimone dal dirigente francese. Definiti i due compiti di mercato, la terza “missione” di Carnevali sarà rimettere il progetto Next Gen al centro del villaggio, rilanciando la produzione di talenti che aveva registrato un brusco stop con l’avvento di Giuntoli: la seconda squadra è un discorso nodale e l’ex ad del Sassuolo è molto sensibile sull’argomento, trattato più volte anche pubblicamente. «Le seconde squadre dovrebbero essere quasi obbligatorie. Devono avere utilità per la prima squadra, ma anche per il sistema Italia. Certo, va studiato un modo per non perdere la territorialità del calcio in Italia, perché è l’anima dell’intero movimento. Ma i club devono valorizzare i giovani», aveva detto Carnevali a Tuttosport a fine dicembre 2025. Il quarto punto si intreccia con quello precedente: cercare di rendere la Juve di nuovo più “azzurrabile”, dunque producendo più talenti italiani, tra mercato e cantera.

Peso politico e nuove figure dirigenziali

Nei decenni la Juve è sempre stato un serbatoio inesauribile per la Nazionale, ma da qualche tempo non è più così: nelle idee delle proprietà, deve tornare a esserlo. Il quinto punto, non meno importante, è il peso specifico che il club bianconero deve tornare ad avere nel panorama nostrano, ma anche internazionale. Ed è anche il senso del messaggio di Carnevali nel comunicato ufficiale di saluto: «Sono orgoglioso e onorato di entrare a far parte di questo Club ricco di storia e identità – ha sottolineato il nuovo ad e dg -. Ringrazio la società, l’azionista di maggioranza e John Elkann per la fiducia che mi è stata accordata. Affronto questa nuova sfida con grande senso di responsabilità e con la convinzione che, attraverso l’impegno quotidiano, sia possibile costruire un percorso di crescita duraturo e un futuro di successi. Insieme a tutte le componenti della società lavoreremo per rendere la Juventus sempre più protagonista in ambito nazionale e internazionale nel rispetto della storia del club e delle ambizioni dei tifosi bianconeri». Più peso politico, rapporti migliori a tutti i livelli: Carnevali ha già parlato con Luciano Spalletti e con Giorgio Chiellini, da lunedì si comincerà a fare sul serio. Non è da escludere che possano arrivare nuove figure dirigenziali: con le uscite attese di Modesto, Burgess e Silverstone, si parla di un ritorno di Tognozzi in bianconero (anche con la conferma di Ottolini), si vocifera pure di Massara, Benatia e (più defilato) Giovanni Rossi. E di possibili innesti provenienti proprio dai quadri societari del Sassuolo.

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