La normalità, nella Juve di oggi, è proprio quell’impresa eccezionale cantata da Lucio Dalla. Una società strapazzata da una serie di stagioni storte, frullata da un vorticoso cambio di dirigenti e allenatori, oggi ha soprattutto bisogno di scelte logiche e naturali nei processi decisionali interni e nelle strategie di mercato. Giovanni Carnevali non deve reinventare il calcio e neppure la storia del management per fare bene alla Juve, che ha spalle coperte da una proprietà innamorata e ultracentenaria. Certo, l’aspetto economico è quello più critico, perché non sarà facile ricostruire senza i milioni della Champions e con i paletti dell’Uefa. Equilibrismi e creatività finanziaria saranno ingredienti fondamentali della prima campagna acquisti bianconera condotta da Carnevali. Tuttavia, in questi giorni di cambiamenti, fra i tifosi juventini ribolle qualcosa di più che la speranza di un mercato finalmente azzeccato ed è il desiderio di vedere il loro club nuovamente rispettato. Chiamatelo “peso politico”, chiamatelo “importanza” o “rilievo istituzionale”, chiamatelo come volete, ma il nocciolo della questione è che la Juve torni a contare qualcosa.
La Juve ha bisogno di essere difesa
L’impressione della gente bianconera, a volte corroborata da fatti oggettivi, è di una Juve maltrattata dalle istituzioni, dalla giustizia e dagli arbitri (nella stagione appena conclusa è la squadra che ha avuto contro più errori “riconosciuti dall’Aia” di tutte le altre: cinque). Carnevali è un navigatore esperto nel mare di Lega e Figc, frequenta la politica e conosce bene il mondo economico per essere stato l’amministratore delegato della squadra di Giorgio Squinzi, quand’egli era presidente di Confindustria. Insomma, è dotato di quel know how indispensabile a un dirigente da un grande club, per essendo stato sempre al Sassuolo. La Juve o, meglio, il suo popolo ha bisogno di sentire il club difeso, sul palcoscenico mediatico e nelle stanze meno visibili del Palazzo. Non per avere vantaggi, ma per non subire più certi svantaggi. Questione di rispetto, appunto. Se Carnevali riuscisse su quel fronte, entrerebbe nel cuore del popolo juventino quasi come se vincesse lo scudetto al primo tentativo. Intercettare quei sentimenti e proteggerli è un compito che è stato molto spesso trascurato negli anni successivi alla presidenza Agnelli e, quindi è diventato un elemento prezioso per chi tifa Juve.
L'esempio dell'episodio Bastoni-Kalulu
Non c’è bisogno di credere alla “Marotta League” per vedere certe storture che hanno caratterizzato il trattamento riservato alla Juve e ai suoi giocatori rispetto a quello di cui hanno goduto altri. Proprio in questi giorni va in scena una surreale battaglia per la riabilitazione di Bastoni, secondo alcuni vittima di un’indegna gogna mediatica. Bastoni, durante una sfida decisiva sia per lo scudetto che per l’assegnazione di un posto Champions, ha simulato di aver ricevuto un fallo (peccato veniale e diffuso), ha provocato l’espulsione di un avversario (cosa che lo rende meno veniale, ma vabbè), ha negato la richiesta di dire la verità da parte degli avversari (umano, ma non encomiabile) e, infine, ha esultato in faccia all’avversario espulso, come se avesse segnato un gol (gesto piuttosto ignobile, anche con l’attenuante della trance agonistica). Quell’espulsione ha condizionato una partita decisiva ed è costata al giocatore della Juve, Kalulu, una squalifica per la giornata successiva (che l’ottusa giurisprudenza sportiva non è stata in grado di cancellare). Bastoni è stato, per qualche settimana, oggetto di numerose reprimende morali per il suo comportamento. Poi la cosa è scemata nel nulla e hanno smesso di parlarne tutti, tranne quelli che lo vorrebbero trasformare nella vera vittima di quell’ingiustizia che ha penalizzato Kalulu e la Juventus. Ecco, se Carnevali vuole tastare il polso al popolo juventino, provi a chiedere a un tifosi qualsiasi cosa ne pensa del caso Bastoni-Kalulu e di come è stato trattato. Capirà subito che, se il centravanti è senza dubbio “la” priorità, non è l’unica da mettere in agenda.
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