Vlahovic, spiraglio Juve dopo la rottura? Summit Spalletti-Carnevali e strategia mercato: la situazione

Ribadita la priorità di vendere e incassare, ma Lucio ora si fida. Il serbo è rimasto a Torino e...

Non a Torino, ma a Forte dei Marmi. Non certo un luogo insolito per gli addetti ai lavori, ma sicuramente fa capire quanta voglia di nuova Juve ci sia. Da una parte Giovanni Carnevali, dall’altra Luciano Spalletti. Una lunga chiacchierata venerdì, un incontro ieri nella località più glamour della Toscana. Non c’è tempo per i piaceri del weekend, perché entrambi sanno benissimo che a breve saranno attesi da una montagna di lavoro. Così è andato in scena il primo vero summit del rinnovato assetto. Tra persone che dialogano. Tra professionisti che parlano la stessa lingua e che non hanno bisogno di giri larghi per arrivare al nocciolo delle questioni. Il nuovo amministratore delegato, che inizierà da domani la propria missione alla Continassa, è stato molto esplicito col tecnico: la prima necessità dei bianconeri è vendere. Quanto più possibile per far quadrare i conti, per i quali serviranno acrobazie di ogni tipo. Non si toccano solo gli intoccabili: Yildiz, Kalulu, Locatelli e McKennie, peraltro protagonista di un’altra grande prova all’esordio ai Mondiali con gli Stati Uniti.

Tutti gli altri sul mercato

Tutti gli altri elementi a disposizione di Spalletti sono potenzialmente da considerare sul mercato: i soldi arriveranno dagli uomini che Carnevali saprà vendere meglio e alle migliori condizioni possibili. I dossier sul tavolo del nuovo amministratore delegato riguardano anche il tema del direttore sportivo: un appoggio a Marco Ottolini è oggetto di riflessioni. Il primo candidato è Matteo Tognozzi, gli altri inseguono: da Massara a Benatia, passando per il più lontano Rossi. Carnevali deciderà nelle prossime ore. Ma tra i temi toccati, oltre alle trattative già impostate in precedenza, è tornato in auge Dusan Vlahovic. Clamorosamente? Sì, clamorosamente. Perché, al di là delle distanze siderali in termini di rapporti tra l’entourage del centravanti serbo e Damien Comolli, i metodi col quale la punta ha gestito le negoziazioni non sono state gradite all’interno del mondo Juve. Carnevali, però, in questo momento ha il dovere di esaminare tutti i giocatori in rosa. Compreso Vlahovic.

 

 

Riprendere il discorso Vlahovic

E così sta cercando di capire se ci siano margini per rimettere insieme i cocci di un vaso distrutto pochi giorni fa. Anche perché le casse da rimpinguare gli impongono di ragionare pure su Dusan: pagare il cartellino di un attaccante in più, ovvero di uno tra Sorloth e Kolo Muani, è un sacrificio che la Juve si può permettere solo a fronte di diverse cessioni. Riprendere in mano il discorso Vlahovic fa bene alle casse, ma solo alle condizioni bianconere: a 8 milioni a stagione non se ne parla, a 8 milioni di commissioni nemmeno. Con prospettive economiche drasticamente ridimensionate, invece, il rinnovo potrebbe improvvisamente diventare la strada meno faticosa da percorrere. Spalletti, dal suo punto di vista, è aperto a qualsiasi scenario su Dusan, purché il serbo non intacchi i sacri equilibri dello spogliatoio. DV9 è rimasto a Torino in questi giorni: sta sperando, più che aspettando, segnali dalla Juve mentre continua a svolgere le terapie alle quali si sta sottoponendo da qualche settimana a questa parte. I club a cui è stato offerto, in Italia e in Europa, si sono frizzati di fronte alle cifre messe sul tavolo da papà Milos. Un dietrofront su Vlahovic non è da escludere, ma solo nel caso in cui il serbo scegliesse la via dell’umiltà. Un po’ di cenere cosparsa sul capo, in caso di nuove negoziazioni, potrebbe essere prevista dal dress code di casa Juve.

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