Brahim Diaz, uno dà e l'altro toglie: l'unica via della Juve. Spalletti chiaro per la "palude"

A fine Mondiale il summit del marocchino con Mourinho per capire il da farsi con il Real Madrid. Il tecnico bianconero si aspetta...

Stop al tempo. Dopo settimane di riflessioni, sondaggi e avances plateali, la Juve ha chiuso il suo primo turno pigiando con forza sull’orologio da scacchiera. Ora non resta che incrociare le braccia e armarsi di tanta pazienza in attesa che il Real Madrid muova la prossima pedina. La partita per Brahim Diaz, del resto, non offre scorciatoie. Ma la Juve ha scelto comunque di giocarla fino in fondo. Di esperire ogni tentativo possibile prima di virare con decisione su tavoli più “comodi” per la trequarti.

Mourinho, Brahim e Nico Paz

Nessuna scenografia alla “Godot”, con Spalletti e Carnevali nelle vesti dei due protagonisti del celebre romanzo di Beckett. La scadenza per Brahim coinciderà al massimo con le ultime settimane di luglio, e cioè quando il marocchino - archiviata l’esperienza con la Nazionale nel torneo iridato americano - farà ritorno a Valdebebas per il raduno estivo.

Ad attenderlo ci sarà Jose Mourinho. Non si sa ancora se per dargli buone o cattive notizie. Ovviamente, Brahim Diaz confida che il tecnico si dica disposto a concedergli una chance per la stagione a venire. E questo al netto dei tanti innesti che i blancos chiuderanno da qui alla fine dell’estate. A cominciare dalla trequarti dove non si registrerà il rientro a casa di Nico Paz: l’argentino resterà un altro anno tra le fila del Como per prendere dimestichezza con la Champions League.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Brahim, poco spazio al Real?

Sulla carta, un assist progettuale per il marocchino, se non fosse che Florentino ha comunque optato per l’usato sicuro, soffiando ai rivali di Atletico e Barça un certo Bernardo Silva. Altro sogno - sfumato sul nascere - dell’ormai ex ad bianconero, Damien Comolli. Spetterà a lui aggiungere qualità sulla trequarti e, soprattutto, ricucire con ordine e rigore gli squarci emotivi dello spogliatoio blanco. Brahim arriva, sì, da un’annata più che positiva, ma è altrettanto vero che con tutta questa concorrenza farà molta fatica a ritagliarsi spazio.

Eppure, non si è detto per nulla preoccupato. Il mandato agli agenti è chiaro: priorità al Real. Inevitabile, però, che se dovesse essere lo stesso Mou a consigliargli di cambiare aria, Brahim non avrebbe carte diverse da giocarsi rispetto all’ipotesi trasferirsi in prestito in un altro big club europeo. Da escludere, infatti, che il Real possa aprire alla cessione a titolo definitivo.

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Juve, l'unica via

Se non arriveranno offerte irrinunciabili, l’unica via per la Juventus coinciderà con il prestito secco, senza diritto. E considerando il già risicato margine finanziario del club bianconero, ci sarà poco da fare gli schizzinosi. Spalletti stravede per lui. Non solo per la sfilza di peculiarità tecniche che potrebbe aggiungere al suo 11 - il tecnico ha espresso più volte l’urgenza di ingaggiare un profilo che sapesse “muoversi nella palude della trequarti” - ma anche per la sua cultura del lavoro.

Chi ci ha lavorato insieme al Milan gli ha fatto sapere di poter stare sereno: il marocchino si allena a duemila, ha personalità e non fa i capricci quando si ritrova in panchina. Non a caso, è tra i pochi giocatori del Real ad essersi divincolato dal tritacarne del tifo madrileno che, anzi, non ha mai smesso di applaudirlo e spogliarlo da qualsiasi responsabilità per quanto accaduto negli ultimi 12 mesi. A fine Mondiale - dicevamo - tutto sarà più chiaro.

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Spalletti, richiesta chiara

Se il pollice dello Special One tenderà verso l’alto, la Juve si vedrà costretta a cercare altrove il suo trequartista. Per forza: Lucio lo esige almeno quanto il nuovo portiere e i due centravanti. Tra le possibili alternative low cost, non tramonta la pista per Albert Gudmundsson. La Fiorentina, decisa ad alleggerire il monte ingaggi della rosa, lo ha messo sul mercato e nelle scorse settimane ha posto in essere una cordata di telefonate per proporlo a mezza Italia. Il prezzo non è proibitivo - si parla di un quindicina di milioni -. L’ultima parola, nel suo caso, spetterà a Spalletti che - stando a quanto filtra dalla Continassa - vorrebbe vederci più chiaro prima di dare il suo ok alla dirigenza bianconera.

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Stop al tempo. Dopo settimane di riflessioni, sondaggi e avances plateali, la Juve ha chiuso il suo primo turno pigiando con forza sull’orologio da scacchiera. Ora non resta che incrociare le braccia e armarsi di tanta pazienza in attesa che il Real Madrid muova la prossima pedina. La partita per Brahim Diaz, del resto, non offre scorciatoie. Ma la Juve ha scelto comunque di giocarla fino in fondo. Di esperire ogni tentativo possibile prima di virare con decisione su tavoli più “comodi” per la trequarti.

Mourinho, Brahim e Nico Paz

Nessuna scenografia alla “Godot”, con Spalletti e Carnevali nelle vesti dei due protagonisti del celebre romanzo di Beckett. La scadenza per Brahim coinciderà al massimo con le ultime settimane di luglio, e cioè quando il marocchino - archiviata l’esperienza con la Nazionale nel torneo iridato americano - farà ritorno a Valdebebas per il raduno estivo.

Ad attenderlo ci sarà Jose Mourinho. Non si sa ancora se per dargli buone o cattive notizie. Ovviamente, Brahim Diaz confida che il tecnico si dica disposto a concedergli una chance per la stagione a venire. E questo al netto dei tanti innesti che i blancos chiuderanno da qui alla fine dell’estate. A cominciare dalla trequarti dove non si registrerà il rientro a casa di Nico Paz: l’argentino resterà un altro anno tra le fila del Como per prendere dimestichezza con la Champions League.

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