Un passo alla volta: non può pensare in maniera differente, Kenan Yildiz. E il fatto che il suo Mondiale finalmente stia partendo - certo, c’è stato il debutto, ma non era esattamente in condizione -, con la prima da titolare prevista per domani mattina contro il Paraguay (ore 5 italiane), può essere un boost tanto per sé quanto per la Turchia intera. Che l’aspetta. E che l’ha capito: un insieme di talenti non diventa squadra all’improvviso. Montella ha saputo dare un’organizzazione chiara ai biancorossi, eppure c’è bisogno di qualcosa che vada oltre. Al di là degli schemi. Una scossa a comandare persino gli impulsi. Sembrerà quasi un paradosso, ma è proprio quello che può aiutare, pure a uscire dalle sabbie mobili. N’è diventato specialista, Yildiz. Negli ultimi mesi non ha fatto altro che provare a tirare fuori dal guscio la Juventus e adesso persino la Nazionale, nonostante i suoi vent’anni, gli sta chiedendo sostanzialmente la stessa cosa. Sui quotidiani locali non si discute d’altro. E la Coppa del Mondo, i suoi riflettori, aspettano solamente il momento in cui cominci a brillare. Magari con qualche acciacco in meno, gli stessi che l’han frenato nell’ultima parte della stagione juventina.
Juve, ripartire da Yildiz
Tutta colpa di un problema al polpaccio, sommato pure ai fastidi al ginocchio che sono proseguiti nella coda stagionale. Ora c’è spazio. C’è margine. E c’è possibilità di riprendersi un po’ la scena. Con un osservatore (interessato) in più. O comunque più attento. È Giovanni Carnevali, amministratore delegato della Juve dallo scorso 12 giugno, nonché l’uomo deputato alla ricostruzione dei bianconeri. Tra gli obiettivi posti dalla proprietà, c’è in fondo anche quello di ripartire dal talento di Kenan, sempre più centrale e testimonial - in ogni senso - di questa Juventus. Yildiz resta tra i giocatori più richiesti sul mercato, nelle ultime settimane è stato sondato nuovamente dall’Arsenal, campione d’Inghilterra e vice campione d’Europa. Sarebbe stata una destinazione gradita, altroché. Ma non adesso: ora c’è la Juve, c’è l’investitura che ha ricevuto e direttamente da John Elkann. Ecco, la proprietà. Da lì è arrivato il desiderio di tornare a essere Juventus, con un’unica postilla in un mare di significati: occorrerà farlo proprio da Kenan, il numero dieci e vice capitano. Troppo presto? Non per i numeri: nella prima stagione, l’attaccante ha messo insieme 11 gol e 10 assist, arrivando a 47 partite stagionali.
"Destinato a grandi cose"
Si può dire che no, non sembra proprio aver sofferto la missione affidatagli. Anzi, proverà adesso a raddoppiarla con la Coppa del Mondo e con tutti gli occhi su di lui. Sa come si fa. Sa quali sono i punti cruciali. E conosce inoltre le modalità per farlo: tornare a far gol, diventare ancora una volta l’uomo cruciale della sua squadra. L’ultimo, del resto, aveva battezzato la primavera: 21 marzo, contro il Sassuolo, allora di Carnevali. Gli aveva portato bene, ai tempi. Adesso chissà. Di sicuro, Yildiz non è che abbia più chissà cosa da dimostrare: il nuovo banco di prova è diventato la continuità, pur comprendendone i naturali alti e bassi. Montella ha detto di lui: «Migliorerà ancora, è destinato a grandi cose». La Juventus se le immagina tutte. Anche per questo lo monitora in maniera certosina, attenta agli sviluppi del suo torneo e soprattutto delle sue condizioni fisiche. L’unica certezza, in tutta quest’attesa: come ha detto il ct, il suo momento arriverà. Magari già domani.
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