Dal vecchio pallino di Giuntoli all’attaccante del Manchester City: Juve, le due occasioni Mondiali

I piani B per il reparto offensivo portano a due profili internazionali: il primo si è messo in mostra in Eredivisie, per il secondo Guardiola ha fatto spendere 75 milioni

La trattativa per il ritorno di Randal Kolo Muani è avviata già da diverso tempo. E neppure il cambio della guardia al timone della Juve, con l’avvicendamento tra Damien Comolli e Giovanni Carnevali, ha cambiato le carte in tavola. A Torino si soffia forte per un secondo capitolo del francese. Ma non solo: anche Alexander Sorloth è in stand-by. Ha trovato l’accordo col club bianconero, ma l’intesa con l’Atletico Madrid è lontana. Forse troppo.

 

 

E allora la Juve, anche con osservatori sul posto, osserva da vicino le opportunità che potrebbe offrire il Mondiale. Ne sta approfittando, per esempio, per posare gli occhi su Ricardo Pepi. Nazionale statunitense in campo dall’inizio contro l’Australia al posto dell’acciaccato Pulisic, molto ben referenziato da Weston McKennie, non è un attore protagonista con la selezione guidata da Mauricio Pochettino ma è un giocatore che ha caratteristiche per compiere il salto di qualità. In passato era un pallino di Cristiano Giuntoli e può tornare di moda. Ora è un asso del Psv ed è reduce da una stagione particolarmente brillante: 16 gol in Eredivisie e 3 in Champions League per il texano. Punta centrale di valore, con una buona fisicità, che può completare un reparto offensivo come quello della Juve.

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Pepi, elemento futuribile

Anche la valutazione del club olandese non è proibitiva: può partire per 25-30 milioni. A ottobre ha impressionato pure Antonio Conte, quando il Napoli ha preso una sventola in faccia ad Eindhoven. Gol e assist per il classe 2003, che alla Continassa continueranno a seguire anche in chiave futura. Al netto delle uscite da perfezionare (senza svolte imminenti lato Vlahovic, restano comunque da piazzare sia David che Openda) e delle entrate per mettere Spalletti al riparo da guai nell’annata che verrà, Pepi viene ritenuto un elemento futuribile. Uno di quegli attaccanti che a fari spenti può farsi largo nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto nell’operazione Kolo Muani. Non c’è solo Pepi nel taccuino di Marco Ottolini. Attenzione, infatti, ad un’altra punta che la Juve non perde di vista. Può diventare un’opportunità golosa soprattutto ad agosto, in prestito, se i bianconeri dovessero ancora cercare una soluzione offensiva in più per il reparto offensivo. L’identikit porta dritto a Omar Marmoush. Classe ‘99, titolare inamovibile dell’Egitto, nonché grande alleato in attacco di Momo Salah. Piace, tantissimo, a Spalletti, che è rimasto colpito dalle qualità che è riuscito a esprimere in Bundesliga con l’Eintracht Francoforte. Arriva da un anno e mezzo durissimo, in cui ha pagato lo scotto di un salto enorme, quello con le pressioni del Manchester City: 16 gol in 61 presenze da quando calpesta l’erba dell’Etihad.

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La situazione di Marmoush

Pep Guardiola fece follie per l’egiziano, autore di una buona prestazione all’esordio a Seattle contro il Belgio: venne pagato 75 milioni, in un mercato di gennaio che per i Citizens ha portato più dolori che gioie. In Premier League finora non ha lasciato il segno, soffocato anche dal peso di dover fronteggiare una competitività spietata con Erling Haaland. Proprio per questo, in attesa di un giudizio da parte di Enzo Maresca, il City dovrà ragionare sul futuro del classe ‘99. Difficilissimo riuscire a venderlo senza deprezzarlo, più agevole la strada di un prestito per ridargli una nuova luce in campo internazionale. La Juve lo monitora, per capire se al pari dell’uruguaiano Darwin Nunez possa diventare una carta spendibile per fine mercato. Un elemento da instant team, anche perché oggi dalla Continassa ogni singolo milione speso per un giocatore a titolo definitivo ha un significato. Carnevali, così come la squadra mercato bianconera, non può rivolgersi ai giocatori di prima linea del Mondiale. Ma con un occhio attento può trovare soluzioni intelligenti: Pepi e Marmoush, di sicuro, rientrano in una cerchia molto ristretta di elementi graditi.

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La trattativa per il ritorno di Randal Kolo Muani è avviata già da diverso tempo. E neppure il cambio della guardia al timone della Juve, con l’avvicendamento tra Damien Comolli e Giovanni Carnevali, ha cambiato le carte in tavola. A Torino si soffia forte per un secondo capitolo del francese. Ma non solo: anche Alexander Sorloth è in stand-by. Ha trovato l’accordo col club bianconero, ma l’intesa con l’Atletico Madrid è lontana. Forse troppo.

 

 

E allora la Juve, anche con osservatori sul posto, osserva da vicino le opportunità che potrebbe offrire il Mondiale. Ne sta approfittando, per esempio, per posare gli occhi su Ricardo Pepi. Nazionale statunitense in campo dall’inizio contro l’Australia al posto dell’acciaccato Pulisic, molto ben referenziato da Weston McKennie, non è un attore protagonista con la selezione guidata da Mauricio Pochettino ma è un giocatore che ha caratteristiche per compiere il salto di qualità. In passato era un pallino di Cristiano Giuntoli e può tornare di moda. Ora è un asso del Psv ed è reduce da una stagione particolarmente brillante: 16 gol in Eredivisie e 3 in Champions League per il texano. Punta centrale di valore, con una buona fisicità, che può completare un reparto offensivo come quello della Juve.

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