David si è svegliato, tripletta Mondiale da vero bomber: cosa cambia adesso per la Juve

Il bianconero ha trascinato il suo Canada facendo esultare anche Carnevali: “Le critiche? Sono normali…”

Non c’era voglia di festeggiare, perché il grave infortunio che ha coinvolto Koné, centrocampista del Sassuolo, ha tolto il buonumore al Canada, ma per Jonathan David non c’era modo migliore per cancellare sul campo la prestazione balbettante della prima uscita al Mondiale con la Bosnia. A Vancouver si è visto il JD dei tempi di Lilla e non quello spento e fuori contesto visto nella sua prima stagione bianconera. Certo, il Qatar si è sciolto come burro al sole, però si è rivisto un attaccante vero, quello che ha scritto la storia del soccer canadese a suon di gol e record infranti: tripletta nel 6-0 ai qatarioti, primo giocatore della Serie A in grado di segnare una tripletta in questa competizione dal 1998 a oggi e il primo di un Paese ospitante dal 1966.

 

 

E uno juventino non segnava una tripletta al Mondiale da Paolo Rossi nel 1982: nessuno si scandalizzi, perché non si tratta di un paragone ma di un semplice dato statistico. Anche perché questa performance da vero David non cambia nulla all’interno delle dinamiche di mercato bianconere: Johnny resta sul mercato. Anzi, lo sarà con ancora più convinzione: del resto il Canada ha praticamente messo in cassaforte il passaggio al turno successivo, dunque ciò significa avere a disposizione una partita in più per mettere in vetrina l’attaccante prelevato a parametro zero l’estate scorsa dopo il termine del contratto con il Lilla.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Qual è il vero Jonathan David?

Ma qual è il vero Jonathan David, quello da mani nei capelli della prima uscita a Toronto oppure quello concreto e sul pezzo visto a Vancouver? Su un aspetto, in ogni caso, si può andare sul sicuro: a differenza del ct Marsch, il tecnico bianconero Luciano Spalletti non lo ritiene un centravanti: semmai una seconda punta di raccordo, al massimo un trequartista bravo nel relazionarsi palla a terra con i compagni, ma non un punto di riferimento in area di rigore. Da qui non si scappa e non saranno di sicuro un paio di partite brillanti in fase realizzativa con la Nazionale a far cambiare idea all’allenatore di Certaldo. Di certo, però, la situazione cambia a livello di mercato in uscita: da questo punto di vista, l’ad Carnevali sarebbe ben contento di vedere altri gol e prestazioni convincenti da parte dell’attaccante, ereditato dalla passata gestione Comolli. Specialmente sul mercato estero, il valore di David può impennarsi con altre partite di qualità in mondovisione: chiaro, il Canada non affronterà sempre il Qatar, tuttavia il pieno di fiducia che arriva dalla prestazione nella seconda uscita al Mondiale può spingere il numero 30 bianconero oltre i limiti evidenziati nel match contro la Bosnia.

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La Juve può sperare

E la Juve così può davvero sperare, se non proprio in un’asta, nell’aumentare del numero di richieste e di conseguenza di club molto interessati al canadese. Anche perché la cifra che la dirigenza juventina ha ben fissa nella mente per vendere David è consistente, tanto quanto il numero di maglia dell’attaccante in bianconero: 30 milioni. Insomma, ne serviranno altri di gol del canadese per portare quel prezzo al livello base di valutazione del cartellino: avendolo preso a parametro zero, la Juventus dalla eventuale cessione dell’ex Lilla potrebbe perfezionare una consistente e preziosa plusvalenza. Bisogna però, appunto, trovare anche chi sia pronto ad accollarsi uno stipendio da 6 milioni di euro netti a stagione: un ingaggio da top player, per la Juventus. Che così si libererebbe di un contratto che pesa non poco nei bilanci, fino al 2030. «Vieni criticato quando non segni. Voglio dire, è la vita di un attaccante. Quindi è normale», le parole del post match di JD, con la solita filosofia zen da Iceman, soprannome che in Italia, almeno per quanto riguarda la freddezza sottoporta, non ha rispettato appieno. Ma David in Nazionale sa trasformarsi e alla Juve in fin dei conti conviene così: finora sono arrivati sondaggi solo da qualche squadra di Ligue 1, ma la vetrina Mondiale potrebbe cambiare lo scenario in maniera radicale.

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Non c’era voglia di festeggiare, perché il grave infortunio che ha coinvolto Koné, centrocampista del Sassuolo, ha tolto il buonumore al Canada, ma per Jonathan David non c’era modo migliore per cancellare sul campo la prestazione balbettante della prima uscita al Mondiale con la Bosnia. A Vancouver si è visto il JD dei tempi di Lilla e non quello spento e fuori contesto visto nella sua prima stagione bianconera. Certo, il Qatar si è sciolto come burro al sole, però si è rivisto un attaccante vero, quello che ha scritto la storia del soccer canadese a suon di gol e record infranti: tripletta nel 6-0 ai qatarioti, primo giocatore della Serie A in grado di segnare una tripletta in questa competizione dal 1998 a oggi e il primo di un Paese ospitante dal 1966.

 

 

E uno juventino non segnava una tripletta al Mondiale da Paolo Rossi nel 1982: nessuno si scandalizzi, perché non si tratta di un paragone ma di un semplice dato statistico. Anche perché questa performance da vero David non cambia nulla all’interno delle dinamiche di mercato bianconere: Johnny resta sul mercato. Anzi, lo sarà con ancora più convinzione: del resto il Canada ha praticamente messo in cassaforte il passaggio al turno successivo, dunque ciò significa avere a disposizione una partita in più per mettere in vetrina l’attaccante prelevato a parametro zero l’estate scorsa dopo il termine del contratto con il Lilla.

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