Se il buon senso fa notizia c’è qualcosa che non va. Ma il mondo della giustizia sportiva e quello arbitrale ultimamente ci hanno abituato maluccio e, così, quando spunta un ragionamento logico diventa subito titolo. Roberto Rosetti, presidente della Commissione Arbitri della Uefa, a margine del sorteggio della Champions League di ieri pomeriggio, ha spiegato alcune novità e tra queste la possibilità di utilizzare il Var per verificare la bontà della decisione in caso di secondo giallo che porta all’espulsione. E così ha citato il caso Bastoni-Kalulu. «In un caso del genere, il Var potrà intervenire e chiedere all’arbitro di rivedere l’azione. A quel punto, il direttore di gara rivedrà l’azione e prenderà la decisione giusta. In un caso del genere, da questa stagione, l’arbitro potrà rivedere l’azione: quando è davanti al monitor, è lui che deve prendere la decisione».
Caso Kalulu e Var: le riflessioni da fare
Partono subito una serie di riflessioni. La prima, più scontata, è: ma non potevate pensarci prima? Se la ratio del Var è evitare i «chiari ed evidenti errori», ristabilendo la giustizia in casi in cui l’abbaglio dell’arbitro può condizionare la gara, per quale astrusa ragione era stato escluso dal protocollo il caso del secondo giallo che porta all’espulsione? Perché sarebbe curioso entrare nella mente del legislatore che distingue tra espulsione diretta (si può rivedere al Var) ed espulsione per doppia ammonizione (no, non si può andare a rivedere).
La seconda riflessione porta a Pierre Kalulu che, di quell’episodio, è stato doppiamente vittima: espulso ingiustamente e poi squalificato senza che sul giudice sportivo potesse intervenire in alcun modo. Ebbene, sappiate che questa situazione kafkiana si può ripetere, perché se il protocollo del Var si è corretto, non è stata corretta la rigida procedura della giustizia sportiva italiana. Per cui se dovesse accadere che un giocatore viene espulso per un errore chiaro ed evidente a tutti, verrà comunque squalificato, perché è questo il senso di giustizia che vogliamo comunicare ai tifosi, soprattutto i più giovani, casomai si facessero illusioni sul fatto che ci sia equità nel mondo.
Errore arbitrale, Var e il precedente del gol di Turone
Terza riflessione: l’errore, visto da tutti in tempo reale, riproposto dalla tv cinque secondi dopo, che ha condizionato in modo determinante una partita fondamentale del campionato, è stato considerato così clamoroso da cambiare il regolamento. Eppure, dopo un momento di vivace dibattito, è stato sepolto negli archivi e sta prendendo più polvere del gol di Turone, presunto errore (la cui evidenza televisiva è decisamente poco chiara) che risale a 45 anni fa, ma viene citato con ricorrente regolarità, come un episodio che ha cambiato la storia del calcio in Italia. Questione di narrazioni differenti, di approcci diversi, di punti di vista differentemente capziosi. Anche in questo caso, in fondo, sarebbe una questione di buon senso. Merce rara, di questi tempi, e non solo nel calcio.
"Emendamento Kalulu": la proposta sul nuovo protocollo Var
Evviva, quindi, che il protocollo del Var sia stato modificato. Proposta: chiamatelo “emendamento Kalulu”, così, per dargli un piccolo risarcimento. E magari per ricordarsi quell’episodio, tra qualche tempo.
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