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Diaconale: "Lotito è una garanzia per la Lazio, non si farà imbrogliare. Vogliono fermare il calcio per motivi politici"

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ll responsabile della comunicazione dei biancocelesti, intervenuto a Radio Punto Nuovo ha proseguito: "Tommasi si è svegliato storto e voleva impedire che si giocasse anche Juventus-Inter perché c'erano degli interessi. Trovare un calciatore positivo non sarebbe motivo per bloccare l'intero sistema"

Diaconale: "Lotito è una garanzia per la Lazio, non si farà imbrogliare. Vogliono fermare il calcio per motivi politici"
© FOTO FEDERICO GAETANO-AG ALDO LI
lunedì 9 marzo 2020

ROMA - "Imbrogliare Lotito? Ci sono state delle spinte per interessi diversi". Il responsabile della comunicazione della Lazio, Arturo Diaconale, è intervenuto in diretta a Radio Punto Nuovo: "Lotito è una garanzia per i tifosi della Lazio, difenderà gli interessi della società. Tommasi si è svegliato storto e voleva impedire che si giocasse anche Juventus-Inter perché c'erano degli interessi affinché quella partita potesse essere rinviata e chissà come sarebbe andata a finire, ma non voglio andare oltre. Detto ciò, la mia impressione è che c'è una drammatizzazione: si parlava di semplice influenza, adesso c'è una drammatizzazione che trova nel calcio un accentuamento. Fermare il campionato significa che in un Paese come l'Italia dove lo sport, il calcio, è una parte importantissima del Paese, vuol dire che siamo in uno stato di emergenza tale da non sopportare le attività normali. Parlo da analista politico di lunga esperienza, la mia impressione è che si tenti di drammatizzare tutto per poter avere facilitazioni da parte dell'Unione Europea sullo sforamento del deficit. Aumentare il deficit significherebbe che le risorse prese non potranno mai pareggiare i danni. Per combattere bene il virus, bisognerebbe potenziare al massimo le strutture sanitarie, stiamo applicando il metodo cinese che può funzionare in un Paese totalitario come la Cina, ma c'è da dire che lì in una settimana hanno creato un ospedale, qui non accadrà mai. Bisognerebbe di ridurre i decessi potenziando al massimo le strutture sanitarie, ormai il contagio è diffuso. Trovare un calciatore positivo non sarebbe motivo per bloccare l'intero sistema, sicuramente bisognerebbe correre ai ripari e garantire i controlli. I calciatori sono dei professionisti e dei ragazzi responsabili, sanno benissimo come devono comportarsi. Decidere di non giocare? Il blocco del calcio significherebbe far saltare i diritti televisivi con cui campano la maggior parte delle squadre medio piccole".

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