Mercato Lazio blindato: la scelta di Sarri e le tre vie d'uscita per Lotito

Tutti i possibili scenari sul futuro del tecnico a Formello e le possibili soluzioni per il patron biancoceleste

La Figc blinda i cancelli del mercato biancoceleste. A bloccare le trattative di Claudio Lotito è il mancato rispetto dell'Indice di liquidità, uno dei tre indici economici da cui dipende il via libera alle operazioni in entrata, nonché noto cruccio del presidente. Nello specifico, il parametro che secondo le rilevazioni della Federcalcio non sarebbe stato rispettato dalla Lazio, in quanto inferiore alla soglia minima di 0.7, misura la capacità del club di rispettare gli impegni finaziari sul breve termine, a sua volta calcolato come rapporto fra attività e passività correnti. Caso vuole che nel gennaio 2022, in piena sessione invernale, Maurizio Sarri dichiarò: "Siamo bloccati dall’indice di liquidità. Che non ho nemmeno capito che c***o sia". 

Sarri al bivio

E proprio il tecnico classe '59, tornato nella Capitale il 2 giugno scorso pronto a iniziare il suo secondo ciclo, sembra ora ritrovarsi a un bivio, con un progetto da portare avanti con le mani legate (o quasi) e il clamoroso scenario di un addio. E ancora, ironia della sorte vuole che l'indice di liquidità resterà in vigore solo per la sessione estiva 2025. Da gennaio 2026 infatti, la Figc considererà solamente l’indice di indebitamento equivalente al rapporto tra debiti e ricavi e l’indicatore del costo di lavoro allargato, fissato a un tetto massimo dell'80% di stipendi e cartellini in rapporto ai ricavi.

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Lazio-Sarri: i possibili scenari

Nel pomeriggio di venerdì 27, è emerso come il futuro di Sarri alla Lazio dipenderà dai prossimi incontri con i vertici biancocelesti. Sembra ci sia la volontà condivisa di proseguire il rapporto, considerato che la riapertura dei cancelli del mercato societario riaprirebbero in tre casi: consistente aumento di capitale da parte di Lotito (probabilmente superiore ai 10 milioni iniettati in altre occasioni), cessione dei giocatori per un ammontare sufficiente a sanare la negatività dell'indice, dismissione anticipata dell'indice di liquidità con appositi provvedimenti federali emanati già nel corso dell'estate 2025: tuttavia, la Figc ha escluso possibili modifiche retroattive.  

Il comunicato della Lazio

Nel mentre, la Lazio ha diffuso una nota ufficiale in cui giudica "fuorvianti" le notizie sulla situazione economico-finanziaria della società: "In merito alle notizie diffuse oggi da alcuni organi di stampa in modo fuorviante sulla situazione economico-finanziaria della Società, si ritiene doveroso precisare che non esiste alcun motivo di preoccupazione. La S.S. Lazio dispone di risorse proprie e di una struttura gestionale consolidata, che da oltre vent’anni affronta ogni passaggio con lucidità, responsabilità e rigore. La solidità economica - finanziaria, la sostenibilità del progetto sportivo e la coerenza strategica rappresentano da sempre ed ancor di più oggi pilastri su cui si fonda l’identità del Club". 

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Casini: "Un terzo dei club in difficoltà"

Sulla vicenda, è intervenuto anche l'ex presidente della Lega serie A Lorenzo Casini: "Un terzo delle squadre della serie A si sono trovate in difficoltà - ha dichiarato ai microfoni Rai - . Sei hanno un blocco del mercato soft, cioè devono vendere per comprare. Una si trova con un blocco hard, quindi non può né vendere né comprare se non sana questa situazione. L'indice di liquidità si misura il 31 marzo e valuta nella prospettiva di un anno il rapporto tra entrate e uscite. Deve essere di 0,8, quindi 80 di entrate e 100 di uscite come massimo tollerato. Sulla Lazio non parlerei di comportamento meno virtuoso, il valore di 0,8 è molto alto e non era mai scattato come controllo. La norma è scritta in modo che non si possa vendere. Ma è emerso che si tratta di una sanzione talmente sproporzionata che, in realtà, potrebbe vendere sino a ripianare per poi acquistare. Questa è la linea interpretativa che si sta imponendo".

 

Calcio: "Indice liquidità vecchio"

"Quando si cambia un sistema di regole spesso non si disegnano correttamente le norme transitorie. Nel marzo del 2024 la Figc ha accolto le istanze delle squadre di serie A di avere un sistema di controllo uguale a quello dell'Uefa, usando le licenze Uefa. Questo sistema doveva partire dal 2025-2026 ma inizierà a gennaio. Da gennaio il controllo sulle squadre sarà quello dell'Uefa: costo del lavoro, salari e quanto si spende per giocatori, agenti e altro. Nelle more quest'estate sono scattati vecchi indicatori che non ci saranno più, come quello di liquidità, che con valori molto alti sono usati per verificare la situazione delle società".

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Casini: "Blocco nato da indicatori che non ci saranno più"

"È una situazione frequente in Italia, non solo nel calcio, per cui, quando si va a cambiare da un sistema di regole ad un altro, spesso non si disegnano correttamente le norme transitorie. Questa vicenda è frutto di una scarsa capacità  del sistema Italia. A marzo 2024 la Figc aveva approvato un'istanza che le squadre di Serie A portano avanti da tempo, ovvero quella di avere un sistema di controllo uguale a quello dell'Uefa, che partirà a gennaio. Per quest'estate sono scattati i vecchi indicatori di controllo che a gennaio non ci saranno più e che per l'ultima volta hanno esercitato il loro peso. Un terzo delle squadre di Serie A si sono trovate in difficoltà: sei sono incappate nel blocco di mercato 'soft', mentre una nel blocco 'hard' per aver mancato tre indicatori- La società è incappata in questi indicatori che per l'ultima volta hanno esercitato un peso. È ovvio che, se si parte con un nuovo sistema, anche il mercato estivo lo fai con le regole di quello invernale: era la richiesta della Serie A. La richiesta non è stata accolta, e quindi ci si è ritrovati con questa sovrapposizione".

 

Casini: "La norma non è chiara"

"L'indice di liquiditìà, fotografa la situazione al 31 marzo e non misura la patrimonializzazione di una società. Se una società ha un patrimonio molto forte, questo non viene contato. Il correttivo sarebbe di tenere conto del patrimonio e del debito, che deve essere progressivamente abbattuto. La Serie A ha sempre contestato che il costo del lavoro al 31 marzo non prospetta i dodici mesi, perché si possono avere delle uscite già note. È assurdo che non si riveda il costo del lavoro a giugno o luglio, che è la richiesta di correttivo che la Serie A sta facendo anche adesso. La norma è scritta in un modo per cui sembra che non possa vendere, ma in realtà, da quello che è emerso, sarebbe talmente sproporzionata la sanzione che la squadra interessata potrebbe vendere fino a ripianare. Ma la norma non è chiara", ha concluso Casini.

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La Figc blinda i cancelli del mercato biancoceleste. A bloccare le trattative di Claudio Lotito è il mancato rispetto dell'Indice di liquidità, uno dei tre indici economici da cui dipende il via libera alle operazioni in entrata, nonché noto cruccio del presidente. Nello specifico, il parametro che secondo le rilevazioni della Federcalcio non sarebbe stato rispettato dalla Lazio, in quanto inferiore alla soglia minima di 0.7, misura la capacità del club di rispettare gli impegni finaziari sul breve termine, a sua volta calcolato come rapporto fra attività e passività correnti. Caso vuole che nel gennaio 2022, in piena sessione invernale, Maurizio Sarri dichiarò: "Siamo bloccati dall’indice di liquidità. Che non ho nemmeno capito che c***o sia". 

Sarri al bivio

E proprio il tecnico classe '59, tornato nella Capitale il 2 giugno scorso pronto a iniziare il suo secondo ciclo, sembra ora ritrovarsi a un bivio, con un progetto da portare avanti con le mani legate (o quasi) e il clamoroso scenario di un addio. E ancora, ironia della sorte vuole che l'indice di liquidità resterà in vigore solo per la sessione estiva 2025. Da gennaio 2026 infatti, la Figc considererà solamente l’indice di indebitamento equivalente al rapporto tra debiti e ricavi e l’indicatore del costo di lavoro allargato, fissato a un tetto massimo dell'80% di stipendi e cartellini in rapporto ai ricavi.

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