
La semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta diventa molto più di una semplice tappa verso la finale: è uno snodo che misura ambizioni, limiti e prospettive della Lazio, reduce salla sconfitta contro il Torino. In conferenza stampa, Maurizio Sarri allarga l’orizzonte oltre i novanta minuti, tornando sul concetto di "anno zero" e indicando la necessità di trasformare la prossima stagione in un "anno uno" fatto di investimenti e programmazione. Tra autocritica per il blackout visto contro i granata, paragoni con il percorso strutturale dell’Atalanta e riflessioni sul futuro tecnico ed economico del club, il tecnico biancoceleste affronta anche i temi più caldi: le responsabilità condivise, gli infortuni, il rapporto con l’ambiente e il peso di una piazza dove chi si lascia travolgere dalle polemiche rischia di bruciarsi in fretta.
L'anno zero e uno della Lazio di Sarri
A inizio stagione Sarri aveva parlato di anno zero e ancora una volta ha confermato questo pensiero, tirando anche una frecciatina a tutto il mondo biancoceleste: "Era chiaro fin dall'inizio che la situazione sarebbe stata di questo tipo, bisogna per forza di cose avere pazienza. Da parte di tutti, io ci ho messo una bella dose. Sarebbe bello che ce la mettessero tutti". Poi ha proseguito: "Che peso ha la partita di domani? Per il futuro non ha grande peso, il prossimo anno dovrà essere un anno uno, non un anno zero. Domani dobbiamo giocare una partita che sarà difficilissima contro una squadra forte che è ancora in Champions. Dobbiamo avere orgoglio, siamo arrivati alla semifinale eliminando le finaliste dell'anno scorso, ci vuole l'entusiasmo di chi sa che può giocarsela. Se ci sono stati confronti con la società rispetto a questo anno uno? Ho parlato col direttore sportivo anche mezz'ora fa. I programmi li fa la società, ma non cambia nulla. Bisognerà fare investimenti per l'anno uno, è difficile capire i giocatori che potranno essere sul mercato tra mesi quindi non è facile programmare".