Sarri: "Qui ci si ammazza in 15 giorni. Messa tanta pazienza, lo dice anche Guardiola…"

L'allenatore della Lazio ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta
Sarri: "Qui ci si ammazza in 15 giorni. Messa tanta pazienza, lo dice anche Guardiola…"

La semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta  diventa molto più di una semplice tappa verso la finale: è uno snodo che misura ambizioni, limiti e prospettive della Lazio, reduce salla sconfitta contro il Torino. In conferenza stampa, Maurizio Sarri allarga l’orizzonte oltre i novanta minuti, tornando sul concetto di "anno zero" e indicando la necessità di trasformare la prossima stagione in un "anno uno" fatto di investimenti e programmazione. Tra autocritica per il blackout visto contro i granata, paragoni con il percorso strutturale dell’Atalanta e riflessioni sul futuro tecnico ed economico del club, il tecnico biancoceleste affronta anche i temi più caldi: le responsabilità condivise, gli infortuni, il rapporto con l’ambiente e il peso di una piazza dove chi si lascia travolgere dalle polemiche rischia di bruciarsi in fretta.

L'anno zero e uno della Lazio di Sarri

A inizio stagione Sarri aveva parlato di anno zero e ancora una volta ha confermato questo pensiero, tirando anche una frecciatina a tutto il mondo biancoceleste: "Era chiaro fin dall'inizio che la situazione sarebbe stata di questo tipo, bisogna per forza di cose avere pazienza. Da parte di tutti, io ci ho messo una bella dose. Sarebbe bello che ce la mettessero tutti". Poi ha proseguito: "Che peso ha la partita di domani? Per il futuro non ha grande peso, il prossimo anno dovrà essere un anno uno, non un anno zero. Domani dobbiamo giocare una partita che sarà difficilissima contro una squadra forte che è ancora in Champions. Dobbiamo avere orgoglio, siamo arrivati alla semifinale eliminando le finaliste dell'anno scorso, ci vuole l'entusiasmo di chi sa che può giocarsela. Se ci sono stati confronti con la società rispetto a questo anno uno? Ho parlato col direttore sportivo anche mezz'ora fa. I programmi li fa la società, ma non cambia nulla. Bisognerà fare investimenti per l'anno uno, è difficile capire i giocatori che potranno essere sul mercato tra mesi quindi non è facile programmare".

 

 

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Le responsabilità e il paragone con l'Atalanta

Il tecnico della Lazio ha poi parlato dello stato d'animo della squadra dopo la sconfitta contro il Torino: "Si può ritrovare l'entusiasmo in due giorni? Se si è vista questa squadra domenica non può essere responsabilità solo dei giocatori, è responsabilità dello staff, dell'allenatore e della società. La squadra era spenta sorprendentemente, due settimane fa abbiamo fatto tre partite di buon livello in sei giorni. Questo calo di energie mentali era inaspettato, domani ne avremo la riprova. Se il motivo era l'attesa di questa partita rinasceremo tutti insieme, altrimenti rimarremo tutti in difficoltà". Qual è la differenza tra la gestione della Lazio e dell'Atalanta? Sarri lo ha spiegato con chiarezza: "All'Atalanta è stato fatto un percorso lungo iniziato dieci anni fa e che l'hanno portata a conquistare l'Europa con continuità, facendo investimenti diversi rispetto a dieci anni fa. Ora si può permettere giocatori di livello e il gap aumenta, la Lazio deve fare questo percorso e fare investimenti per tornare con continuità in Europa per avere forza economica superiore".

Chi recupera per Lazio-Atalanta

Poi sulla condizione della squadra e gli infortuni: "Recupera qualcuno per domani? Ieri hanno fatto parte dell'allenamento in gruppo Gila e Pedro, non Basic che valuteremo oggi. Insieme a Maldini valuteremo chi dei quattro potrà essere recuperabile". Due anni fa la Lazio si giocò gli ottavi di finale di Champions. Cosa ha sbagliato la Lazio in questi due anni? Lo ha spiegato il tecnico: "La differenza con la Lazio di due anni fa è che quella era una squadra forte a fine ciclo. Al momento la squadra attuale è inferiore rispetto a quella, vediamo se alla fine di questi tre anni sarà forte come quella Lazio. C'erano giocatori del '91, '92 e che erano qui da tanto tempo, hanno fatto altre scelte di carriera".

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"Se si sta dietro le polemiche, ci si ammazza dopo 15 giorni"

"Se allenare la Lazio mi dà ancora gusto? Se uno a Roma sta dietro alle polemiche si ammazza dopo 15 giorni. Ciò che viene detto all'esterno non lo prendo in considerazione e non mi interessa, tutti gli allenatori del mondo vorrebbero una squadra più forte di quella che hanno, lo dice anche Guardiola. Questo fa parte del nostro mestiere e delle nostre ambizioni, oltre che della nostra competitività. Mi diverto, questa è una squadra allenabile e il gruppo squadra è piuttosto sano, non ci sono grandi problematiche. È una squadra che ti dà gusto da allenare, peccato perché ogni tanto ci sono le partite e ti incazzi". I tifosi hanno richiesto di far passare il pullman a Ponte Milvio, ma l'allenatore ha spiegato che non si potrà fare: "Purtroppo mi sono informato con la società e la Questura non concede di cambiare il tragitto, dispiace perché sarebbe stato importante avere un contatto. Rispetto le scelte delle persone, hanno i loro motivi e li rispetto. Sottolineo che a noi mancano. Io spero che i tifosi si possano sentire da dentro, già sentirli sarebbe un grande segno di partecipazione alla partita da parte loro".

 

 

 

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La semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta  diventa molto più di una semplice tappa verso la finale: è uno snodo che misura ambizioni, limiti e prospettive della Lazio, reduce salla sconfitta contro il Torino. In conferenza stampa, Maurizio Sarri allarga l’orizzonte oltre i novanta minuti, tornando sul concetto di "anno zero" e indicando la necessità di trasformare la prossima stagione in un "anno uno" fatto di investimenti e programmazione. Tra autocritica per il blackout visto contro i granata, paragoni con il percorso strutturale dell’Atalanta e riflessioni sul futuro tecnico ed economico del club, il tecnico biancoceleste affronta anche i temi più caldi: le responsabilità condivise, gli infortuni, il rapporto con l’ambiente e il peso di una piazza dove chi si lascia travolgere dalle polemiche rischia di bruciarsi in fretta.

L'anno zero e uno della Lazio di Sarri

A inizio stagione Sarri aveva parlato di anno zero e ancora una volta ha confermato questo pensiero, tirando anche una frecciatina a tutto il mondo biancoceleste: "Era chiaro fin dall'inizio che la situazione sarebbe stata di questo tipo, bisogna per forza di cose avere pazienza. Da parte di tutti, io ci ho messo una bella dose. Sarebbe bello che ce la mettessero tutti". Poi ha proseguito: "Che peso ha la partita di domani? Per il futuro non ha grande peso, il prossimo anno dovrà essere un anno uno, non un anno zero. Domani dobbiamo giocare una partita che sarà difficilissima contro una squadra forte che è ancora in Champions. Dobbiamo avere orgoglio, siamo arrivati alla semifinale eliminando le finaliste dell'anno scorso, ci vuole l'entusiasmo di chi sa che può giocarsela. Se ci sono stati confronti con la società rispetto a questo anno uno? Ho parlato col direttore sportivo anche mezz'ora fa. I programmi li fa la società, ma non cambia nulla. Bisognerà fare investimenti per l'anno uno, è difficile capire i giocatori che potranno essere sul mercato tra mesi quindi non è facile programmare".

 

 

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