© LAPRESSEE pensare che in famiglia sognavano di vederlo andare a canestro con in mano la palla a spicchi. Omri Gandelman, invece, da ragazzo ha scelto di giocare a calcio. Guardando i risultati, viene da dire che tutto sommato è andata bene così anche se l’israeliano se la cavava bene pure a basket. D’altronde buon sangue non mente: il nonno e il papà (brasiliano d’origine) sono stati giocatori professionisti di pallacanestro e avrebbero visto di buon occhio il proseguimento di quella che potremmo definire una tradizione di famiglia. Peccato che in età fanciullesca Omri sia stato folgorato dalle prodezze di Ricky Kakà. Progressioni palla al piede e gol spettacolari che incantano il piccolo Gandelman, da allora deciso a cercare di emulare le gesta del campione sudamericano. Motivo per cui, appena ha ricevuto la chiamata dall’Italia di Pantaleo Corvino qualche settimana fa, accetta al volo la proposta del Lecce per mettersi in gioco nel campionato che rese grande il suo idolo: la Serie A, appunto.
Altro colpo di Corvino
Il torneo ideale per valorizzare anche le doti dell’israeliano, abilissimo negli inserimenti vincenti in zona-gol come testimoniano le prime apparizioni nell’Olimpo del calcio italiano. Due reti nelle ultime apparizioni contro Udinese e Cagliari per trascinare i salentini verso vittorie pesantissime e griffare 6 punti preziosi in classifica per un Lecce, che grazie al suo arrivo è tornato a sognare la salvezza. Merito pure di Eusebio Di Francesco che ha ristrutturato la formazione giallorossa per valorizzare nel migliore dei modi l’estro del classe 2000. L’ennesima intuizione vincente di quel formidabile talent scout che risponde al nome di Pantaleo Corvino. Uno che il talento sa e riesce a sempre a riconoscerlo prima degli altri. Ecco perché i 3 milioni spesi (più eventuali 1,5 di bonus, legati alla salvezza) per strapparlo al Gent durante l’ultima finestra invernale rappresentano un colpaccio, dato che il trequartista mancino adesso vale già il triplo. Dovesse continuare così, la sua valutazione appare destinata ad impennarsi e potrebbe regalare l’ennesima maxi plusvalenza alla società del presidente Sticchi Damiani.
