MILANO - Un’indiscrezione eccita il mondo Milan da qualche giorno, ovvero il possibile ritorno di Adriano Galliani nella galassia rossonera. Sarebbe qualcosa di clamorosamente romantico, in linea con quel "Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano" che l’attuale amministratore delegato del Monza fece risuonare a fine agosto del 2013, nell’allora Sala Milan di Giannino, per celebrare il ritorno di Kakà. Ma le cose vanno narrate per quello che sono, perché, seppur le voci corrano veloci, ci sono dei passaggi che non potranno essere bypassati. In primis è giusto ricordare come Galliani sia ancora in carica nella sua posizione di amministratore delegato del Monza e che, fino ad almeno metà settembre, dovrà traghettare la società nelle operazioni di passaggio delle quote da Fininvest al gruppo di investitori americani Beckett Laynes Ventures. Fino al closing definitivo, Galliani rimarrà in carica poi, se tutto andrà per il verso giusto, sarà libero di fare eventualmente nuove scelte professionali. Qualora il cambio di proprietà del Monza dovesse invece subire delle deviazioni ad oggi non pronosticabili, allora difficilmente Galliani potrebbe lasciare il suo attuale club.
Galliani al Milan: l'idea sul ruolo
Se però le cose dovessero procedere nel verso giusto, come si potrebbe configurare il ritorno dello storico braccio destro di Silvio Berlusconi al Milan? La strada porta ad un ruolo di super consulente esterno al club, ma con poteri di rappresentanza in Lega Serie A (delega che attualmente è di competenza del presidente Paolo Scaroni). Dunque, Galliani non entrerebbe nell’organigramma del Milan, ma potrebbe essere ingaggiato da RedBird per andare a prendere un ruolo da advisor come accaduto a Zlatan Ibrahimovic, ovviamente con mansioni differenti. Per altro non è da escludere che sia stato proprio lo svedese a parlare di Galliani a Gerry Cardinale. Si mormora ci sia stato un contatto tra l’uomo d’affari americano e il dirigente brianzolo, ma non a Forte dei Marmi sullo yacht di Flavio Briatore. Sulla vicenda non arrivano smentite secche e convinte, segno evidente che qualcosa stia bollendo in pentola. Un ritorno di Galliani all’interno dell’universo Milan era già stato chiesto ad Adriano da alcuni tifosi rossoneri il giorno dopo la finale di Coppa Italia a Roma, quando fu intercettato alla stazione Termini.

Galliani al Milan: se e quando
In quell’occasione sorrise senza sbottonarsi, ma il Milan è sempre nel suo cuore. Galliani come rappresentante del club rossonero in Lega Serie A sarebbe sicuramente un grande innesto per il Milan che dopo l’addio di Gazidis ha perso peso politico all’interno delle stanze del potere nonostante Scaroni sia membro del CdA della Lega stessa. L’eventuale ritorno di Galliani al Milan con questo ruolo potrebbe cambiare la geopolitica interna alla Lega stessa visto che rimane uno dei dirigenti più apprezzati e ascoltati del movimento. Le tempistiche sono abbastanza chiare: se qualcosa dovrà accadere, accadrà da metà settembre in avanti, non prima. E in ultima istanza va ricordato anche il legame quasi padre-figlio che c’è tra lo stesso Galliani e Massimiliano Allegri, con il “boss” (come lo chiama Ibra) che potrebbe dare un’ulteriore mano a Tare e Furlani anche nella protezione dell’allenatore, ma pure di ricostruzione di quella fiducia che il Milan attuale non gode nei suoi stessi tifosi. Tempo al tempo e poi si capirà se certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano.
