© AC Milan via Getty ImagesÈ il giocatore da cui dipendono le sortite offensive del Milan. Al netto dei suoi pregi e difetti, è un elemento a cui in casa rossonera non si può rinunciare, nonostante ora sia infortunato e salterà pure la sfida di Coppa Italia di questa sera con il Lecce. Non a caso è l'unico superstite della rosa campione d'Italia del 2022 insieme a Maignan, Gabbia, Tomori e Saelemaekers. Eppure Rafael Leao rischiava di trasferirsi nell'altra sponda di Milano prima di accettare l'offerta del Diavolo. Ne ha parlato lo stesso attaccante portoghese nel podcast Say Less: "Stavo per andare all'Inter inizialmente. Il direttore sportivo mi disse che mi stavano per vendere all'Inter. Io gli dissi di no: avevo fatto bene in quella stagione, volevo rimanere un altro anno in modo da essere più pronto per la prossima sfida".
L'offerta del Milan
Nella stagione 2018/19, l'unica con la maglia del Lille prima del trasferimento in Italia, Leao ricorda le parole del ds del Lille, che era favorevole alla cessione: "È una buona opportunità per te e per noi, ci danno tanti soldi". Il portoghese però preferiva la sponda rossonera a quella nerazzurra: "Quando mi disse che c'era anche l'interesse del Milan, gli risposi: "Se si presentano con un'offerta, accetterò". Tra Inter e Milan scelgo 100 volte il Milan", ha detto nel podcast. Poi l'aneddoto della chiamata di Maldini: "Dopo un paio di giorni arrivò l'offerta. Il direttore mi disse che qualcuno voleva parlare con me. Mi ha passato il telefono ed era Maldini: "Devi venire, ti stiamo aspettando". Lì avevo deciso".
Il rimpianto del Benfica
Quando aveva otto anni, Leao era già seguito con attenzione dal Benfica: "Volevano ingaggiarmi. Mio padre disse di sì, è anche tifoso del Benfica, però a quei tempi non avevamo la macchina, non c'era modo di andare agli allenamenti". Il club lusitano aveva promesso un van che lo avrebbe preso da scuola e portato al campo d'allenamento. L'attaccante rossonero ha però rivelato che "il van non è mai arrivato. Non è mai arrivato nessuno per una settimana. Iniziai a piangere. Non feci mai un allenamento con loro, così decidemmo di firmare con lo Sporting". Il mea culpa del Benfica è arrivato direttamente dal presidente Rui Costa, che ha incontrato il padre di Leao. "Mi dispiace per tuo figlio", gli ha detto in un simpatico siparietto. Lo ha rivelato lo stesso Leao.