© Marco CanonieroSono passati 17 anni dalla prima volta che si sfidarono in panchina. Allora era la nona giornata del campionato ’08-09, il primo da allenatore in Serie A per Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese guidava il Cagliari e a Marassi affrontò il Genoa di Gian Piero Gasperini, forte già di un’annata nel massimo torneo italiano, terminato con un sorprendente decimo posto con una squadra neopromossa. Vinse il Genoa per 2-1 - reti di Papastathopoulos e Thiago Motta per i liguri, Bianco per i sardi -, era il 29 ottobre 2008, Gasperini aveva 50 anni, Allegri 41: un’era fa. Domani a San Siro sarà il 2 novembre, si giocherà la decima giornata e saranno passati diciassette anni e ventinove scontri fra i due allenatori. Allegri contro Gasperini rappresenta oggi la sfida con più precedenti fra i tecnici attualmente in attività in Serie A: si è imposto 13 volte Allegri, 6 Gasperini, 10 i pareggi. I due si sono affrontati anche in due finali, con esito sempre in favore del toscano. Il 6 agosto 2011 a Pechino il Milan di Allegri vinse la Supercoppa italiana contro l’Inter di Gasperini, dando la prima picconata alla panchina nerazzurra del tecnico di Grugliasco che sarebbe poi stato cacciato da Moratti 46 giorni dopo.
L'ultima sfida
La seconda finale è anche l’ultima volta che i due si sono sfidati. Ancora un successo per Max, il 15 maggio 2024 a Roma nella finale di Coppa Italia fra Juventus e Atalanta (1-0 gol di Vlahovic). Coppa ed esonero, il giorno successivo, per Allegri, furibondo contro tutto e tutti quella sera per un secondo triennio in bianconero che lo aveva esasperato sotto diversi punti di vista. Oggi la vita di Allegri è ripartita con ben altro spirito rispetto a come era terminato il bis in bianconero. La seconda esperienza al Milan è cominciata meglio di quanto potesse pensare e, nonostante le tante assenze che stanno condizionando questo ciclo di partite del mese di ottobre, il Diavolo è in piena zona Champions, dove tutti a Casa Milan sperano di essere anche a fine stagione. Non potrebbe andare meglio anche per Gasperini. Il mercato non gli ha regalato tutto quello che sognava - vale anche per Allegri, parzialmente ripagato nell’ultime settimana di agosto dall’arrivo di Nkunku e il pupillo Rabiot -, ma il tecnico dopo l’epopea a Bergamo sta volando nella Capitale.
Allegri, Gasperini e Galeone
È primo, contro ogni pronostico, e sta puntellando il percorso con un vestito per lui inedito: pochi gol, figli di un attacco a lui poco congeniale per caratteristiche tecniche, ma difesa di ferro (solo 4 reti incassate). Entrambi hanno giocatori che farebbero comodo al rivale: Gasperini farebbe carte false per un attaccante esterno da mettere a sinistra come Leao o Nkunku; ad Allegri manca un ariete come Dovbyk (che infatti avrebbe preso a fine mercato per Gimenez) o Ferguson, ma siamo certi che accoglierebbe a braccia aperte anche Dybala che lui fece diventare "grande" a Torino. In ballo domani ci saranno tre punti fondamentali: Allegri per l'aggancio, Gasperini per l'allungo. La storia di sfide fra i due è lunga 17 anni, ma il filo che lì unisce è un romanzo lungo oltre 35 anni e parte da Pescara, con un minimo comune denominatore: Giovanni Galeone. Gasperini giocò nella squadra abruzzese fra il 1985 e il 1990 e per tre stagioni fu allenato dal tecnico napoletano che ne fece il cardine del suo centrocampo fra Serie A e B.
