© LAPRESSEMILANO - Milan Badelj, oggi assistente allenatore dell’Under 19 della Dinamo Zagabria, ha trascorso una vita a macinare chilometri in Serie A. E con la nazionale croata è stato a fianco di quel Modric che oggi disputerà il suo primo derby di Milano: «Luka anno dopo anno straconvince e mostra ancora cose impressionanti. Pochi hanno e avevano quello che ha lui, in passato parliamo di Xavi e Iniesta, giocatori che hanno il calcio dentro di loro, il senso del gioco, l'intelligenza situazionale. E quindi mi sto godendo ancora di più adesso Modric perché prima o poi dovrà smettere». Cos’ha in particolare Luka di diverso dagli altri? «A me ha sempre stupito la sua voglia di vincere. Fai mille allenamenti all'anno, mille partite ed è comunque molto difficile avere sempre la stessa determinazione, grinta, la gioia massima per la vittoria. Non è semplice essere sempre pronti a tutto per vincere. Modric è quello, lo ricordo nelle sedute della nazionale: se lui perdeva, ma anche a calcio tennis, gli uscivano le vene. È un qualcosa che ha dentro. Io sotto questo punto di vista non ho mai visto uno come Luka. Pensi alla sua esultanza dopo la partita contro Napoli. Non c'entra il gol, l'assist, un contrasto vinto, non c'entra niente, c'entra l'emozione della vittoria. Lui è davvero sempre pronto a dare tutto, quindi alla fine vince. E trasmette il tutto ai compagni».
Badelj: "Modric è ancora determinante"
Oggi una fortuna per i milanisti.
«A 40 è determinante: ora per lui è molto più facile trascinare, proprio per tutto questo che ha vinto, per la sua età, per la persona che è. Quando hai 30 anni è diverso, non sei così tanto trascinatore, sei un giocatore che fa la differenza, ma non sei ancora trascinatore, anche se trasmetti la tua energia. Adesso invece Modric è proprio quello e tutti gli altri calciatori che stanno al suo fianco migliorano tanto, prendono esempio, lo seguono».
Nell’Inter c’è il suo connazionale Sucic.
«Secondo me con gli anni può migliorare ancora e ancora, diventando uno dei centrocampisti più forti dell'Europa».
È il nuovo Brozovic?
«Difficile fare un paragone con Marcelo, lui poteva tranquillamente fare il 6 e l’8, ma soprattutto era arrivato in un’Inter che non era così forte come quella attuale. Brozovic aveva avuto qualche difficoltà di adattamento, crescendo con gli anni. Sucic magari alla fine della prima stagione avrà un minutaggio inferiore, ma sarà più semplice per lui entrare nel contesto Inter, oggi una macchina assolutamente strutturata. Sucic da mezzala può raggiungere picchi importanti e fare una carriera di 10-12 anni in nerazzurro, quindi stiamo parlando di livelli massimi».
