MILANO - Il tempo gioca a favore di Max. Che prima ha perso Leao per 40 giorni, quindi Pulisic e Rabiot per un mese, ma non ha battuto ciglio. Via via ha dovuto fare a meno anche di elementi importanti come Jashari, Tomori, Estupinan, Loftus-Cheek, Nkunku e infine Gimenez, l’unico indisponibile nel derby, ma sulla via del recupero. Massimiliano Allegri, con una rosa ridotta all’osso, finora ha comunque raccolto tantissimo e si trova al secondo posto in classifica a meno due dalla Roma. Anzi, ha pure lasciato per strada qualche punto con Juventus (il rigore sbagliato da Pulisic) e Parma (da 2-0 a 2-2). E nel frattempo ha battuto oltre all’Inter, pure Roma, Napoli e Bologna, pareggiando in trasferta con i bianconeri (e l'Atalanta).
Milan senza coppe: Allegri ha il tempo dalla sua parte
Nonostante un calendario dunque tutt'altro che scontato e le tante assenze, il buon Allegri ha saputo trovare in meno di cinque mesi la quadra per ribaltare il Milan, trasformando in squadra un gruppo sì rinnovato, ma reduce da una stagione da montagne russe. Coesione, spirito e concentrazione: i festeggiamenti post derby sono stati ridotti al minimo, lo staff pretende un profilo basso e la massima attenzione. E adesso il tempo torna a giocare in favore di Max che, a differenza di tutte le competitor per scudetto e zona Champions, non ha impegni nelle coppe europee. Si dirà: meglio giocarle che stare a casa. Verissimo. Antonio Conte però dodici mesi fa ha dimostrato come avere settimane libere a disposizione permetta di tramutare un decimo posto in scudetto. Se il prezzo da pagare per l'esilio di un anno dall'Europa è salire in cima alla Serie A, allora... Allegri questo vantaggio se l'è giocato alla grande e ora avrà davanti a sé altri due mesi da sfruttare.
Milan, il vantaggio di Allegri rispetto ai colleghi
Perché il Milan da qui al primo febbraio, salvo l'accesso alla finale di Supercoppa italiana a Riad il 22 dicembre (semifinale il 18 col Napoli), al di là di avere in calendario meno partite complessive rispetto alle principali rivali - 14 certe contro le 17 di Inter, Napoli e Bologna e le 16 della Roma -, potrà godere di più giorni a disposizione per gestire allenamenti veri e giorni di riposo. Allegri, infatti, tolte le sedute prima e dopo le partite (rifinitura e scarico), avrà circa 26 giorni "puliti" per allenare la squadra, finalmente al completo, e valutare se e quando dare ventiquatt'ore libere ai suoi giocatori, privilegio che Chivu, Conte, Gasperini e Italiano, per prendere in esame le prime cinque in classifica, non avranno. Inter, Napoli e Bologna avranno circa 16 giorni, la Roma - che non sarà a Riad per la Supercoppa - 22. Inoltre, il Milan da qui a febbraio in campionato affronterà molte medio-piccole e avrà solo tre sfide con le prime sette in classifica (Como più il ritorno con Roma e Bologna); l'Inter ne avrà altrettante, ma pure le stancanti, fisicamente e mentalmente, gare di Champions con Atletico, Liverpool, Arsenal e Borussia Dortmund. Il Napoli, così come Roma e Bologna, avrà quattro scontri diretti, ma dovrà pure guadagnarsi l'accesso alla seconda fase di Champions.
