MILANO - Quando Max sceglie il “nove”, difficilmente sbaglia e Rafael Leao, oggi, sta godendo dell’intuito del suo nuovo mentore. Solo a maggio si capirà se la scelta di Massimiliano Allegri di schierare il portoghese al centro, togliendolo dall’amata fascia sinistra, sarà stata vincente, ma al momento i numeri gli stanno dando ragione perché mai Leao aveva cominciato così una stagione in Serie A, segnando 5 gol in 9 partite; raggiungendo così quota 76 nella sua avventura al Milan ed eguagliando al 17° posto di sempre nella storia del club rossonero Pietro Paolo Virdis. In fondo, la carriera di Allegri da allenatore finora non è stata solamente costellata di scudetti e Coppe Italia.
Tutti i nove di Max Allegri
Il tecnico toscano, infatti, ha sempre saputo individuare l’attaccante giusto su cui poggiare la manovra offensiva. Certo, a volte è stato facilitato dal mercato delle sue società, perché quando arrivò la prima volta al Milan nell’estate del 2010, per esempio, Adriano Galliani gli regalò un certo Zlatan Ibrahimovic (42 gol in due campionati); mentre nel ‘16-17 e nel ‘18-19, per continuare a vincere scudetti con la Juventus, il presidente Andrea Agnelli gli consegnò prima Gonzalo Higuain (24 reti) e poi Cristiano Ronaldo (21). Tutto questo per dire che con Allegri i centravanti segnano. Perché il tecnico di Livorno non sarà il Guardiola di turno, resta quello del "calcio è semplice", il "cinico e concreto" come lo ha definito qualche giorno fa Beppe Marotta, ma con lui chi gioca davanti, la porta la vede. E come. Nella terza stagione al Milan (‘12-13), cominciò con Pazzini e concluse poi con Balotelli: il primo segnò 15 reti, il secondo 12. E con la Juve hanno sempre trovato i gol con regolarità i vari Dybala, Tevez, Morata, Mandzukic e Vlahovic. E il loro, pur giocando meno, lo avevano fatto anche Milik e Kean, senza dimenticare Chiesa, utilizzato da seconda punta un po’ come oggi viene schierato Pulisic, guarda caso bomber stagionale del Milan con 7 gol in 10 gare. A proposito: oggi si capirà se l'americano, out per un affaticamento con la Lazio, recupererà per la "rivincita" in Coppa Italia in programma giovedì all'Olimpico. Da capire anche le condizioni di Fofana (uscito per un lieve fastidio) e Gimenez (caviglia, potrebbe recuperare per la panchina).
Maignan e il rinnovo con il Milan: il punto
Leao - che da quando è arrivato in Serie A nell’estate 2019 ha già preso parte a 101 gol fra reti segnate (60) e assist (41), quarto giocatore a farlo con una sola squadra dopo Berardi (115, Sassuolo), Immobile (125, Lazio) e Lautaro Martinez (141, Inter) - il suo contratto l’ha rinnovato già tempo fa, nell’estate 2023, prolungando fino al 2028 e ottenendo in cambio in ingaggio super da 7 milioni, oltre la soglia dei 5 stabilita come limite dal club. Quel tetto che avrebbe dovuto toccare Mike Maignan col suo nuovo contratto nella primavera scorsa, quando il suo entourage aveva trovato l’intesa con la dirigenza. Poi il Milan bloccò tutto e l’evolversi della vicenda è ormai noto. Il ds Tare sabato ha spiegato che le parti hanno fatto un patto, vivere la stagione senza farsi pressioni e poi vedere come andrà. Allegri però è in forcing già da giugno quando si impose per trattenerlo, ora è il turno dei compagni come Matteo Gabbia. Il difensore dopo il successo con la Lazio aveva fatto un post su Instagram di ringraziamento ai tifosi, Maignan l’ha commentato con due emoji raffiguranti il cervello (“serve testa”) e allora a quel punto Gabbia ha replicato con un secco "per favore" e una penna. Firma Mike, forza. Anche se, come noto, non dipende solo dal francese che - va ricordato - è rimasto molto male sette mesi fa sul cambio di direzione del club.
