Nkunku, mezzogiorno alla Leao: Allegri attende il ‘clic’ anche in Serie A

Senza Rafa domani tocca al francese affiancare Pulisic: finora ha segnato solo in Coppa Italia

Provaci ancora Chris. Come Christopher e non Christian. Perché Christian, Pulisic, di gol e di giornate o serate di gloria se n’è già prese diverse col Milan, da quando è arrivato in rossonero, ma anche e soprattutto in questa stagione dove, al netto delle cinque partite saltate per infortunio, ha segnato fra campionato e Coppa Italia ben 9 reti, capocannoniere della squadra di Massimiliano Allegri e punto di riferimento offensivo anche domani all’ora di pranzo, quando il Milan ospiterà a San Siro il Sassuolo. Al suo fianco, però, non ci sarà Leao, ko a Torino e al lavoro per tornare abile e arruolabile in quel di Riad per la semifinale di Supercoppa italiana il 18 contro il Napoli. In attacco, a giostrare da centravanti, ci sarà per la terza partita consecutiva l’altro Chris, ovvero Christopher Nkunku. Per l’ex attaccante di Psg, Lipsia e Chelsea, un mezzogiorno da... Leao. Finora non è stata una prima parte di stagione brillante per il giocatore francese. È riuscito a gonfiare il palloncino - sua tipica esultanza - solamente in un’occasione, il 23 settembre contro il Lecce in Coppa Italia.

Allegri su Nkunku

Sembrava il primo di tanti gol, invece Nkunku si è fermato nonostante Allegri abbia puntato tanto su di lui. Perché tolta la panchina col Napoli e un piccolo problema all’alluce di un piede che lo ha fermato contro la Fiorentina il 19 ottobre (colpo preso in nazionale), Nkunku ha sempre giocato, da subentrante o da titolare, mettendo insieme 10 presenze in Serie A. Anche perché nel frattempo il tecnico rossonero ha dovuto fare a meno di volta in volta di Leao, Pulisic e Gimenez. Chi da fine ottobre in poi ha sempre risposto presente è proprio Nkunku, l’acquisto più caro dell’estate rossonera. I suoi 37 milioni più bonus, però, finora non ha prodotto punti in campionato. Allegri ovviamente giudica il calciatore e non quanto è costato, tant’è che domenica, prima della partita col Torino, si è soffermato sul suo rendimento - «lasciamo perdere l’investimento, a me interessa il giocatore che ha qualità tecniche straordinarie che nessuno può discutere, deve solo convincersi che deve e può essere determinante». Contro i granata, così come i compagni, nel primo tempo non è riuscito a essere incisivo, è andato meglio nella ripresa, anche se non ha messo la firma sulla rimonta.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Milan

I numeri di Nkunku

Adesso il Milan gli chiede il primo gol in campionato e di “rimpiazzare” al meglio Leao. In fondo, i numeri realizzativi delle ultime stagioni di Nkunku sono migliori di quelle del portoghese. Prendendo in esame le annate dal ’19-20, ovvero da quanto Leao è arrivato al Milan, si può serenamente vedere come Rafa abbia segnato in tutto 76 gol in 272 partite fra campionato e coppe; Nkunku fra Lipsia (’19-23), Chelsea (’23-25) e Milan, è a quota 88 in 234 gare. E anche aggiungendo le uscite in nazionale, il conteggio rimane in favore del francese: 81 gol in 314 incontri per Leao; 90 in 251 per Nkunku. La media gol a partita non mente: una rete ogni 3.88 gare per Rafa, una ogni 2.79 per Chris. Dunque, come si suol dire, il gol che tutto l'ambiente rossonero speri arrivi domani contro il Sassuolo, potrebbe essere la classica scintilla per sbloccare un giocatore che quattro-cinque anni fa veniva dipinto come uno dei più grandi talenti del calcio europeo. Certo, non è una prima punta e questo probabilmente non lo sta aiutando, ma il Milan e Allegri ne hanno bisogno in quella posizione e comunque Nkunku lì ci ha giocato spesso, soprattutto al Lipsia. Il francese dovrà cercare di essere più connesso con i compagni, entrare di più nel vivo del gioco (17.1 i tocchi medi a partita in campionato) e... gonfiare un palloncino.

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Provaci ancora Chris. Come Christopher e non Christian. Perché Christian, Pulisic, di gol e di giornate o serate di gloria se n’è già prese diverse col Milan, da quando è arrivato in rossonero, ma anche e soprattutto in questa stagione dove, al netto delle cinque partite saltate per infortunio, ha segnato fra campionato e Coppa Italia ben 9 reti, capocannoniere della squadra di Massimiliano Allegri e punto di riferimento offensivo anche domani all’ora di pranzo, quando il Milan ospiterà a San Siro il Sassuolo. Al suo fianco, però, non ci sarà Leao, ko a Torino e al lavoro per tornare abile e arruolabile in quel di Riad per la semifinale di Supercoppa italiana il 18 contro il Napoli. In attacco, a giostrare da centravanti, ci sarà per la terza partita consecutiva l’altro Chris, ovvero Christopher Nkunku. Per l’ex attaccante di Psg, Lipsia e Chelsea, un mezzogiorno da... Leao. Finora non è stata una prima parte di stagione brillante per il giocatore francese. È riuscito a gonfiare il palloncino - sua tipica esultanza - solamente in un’occasione, il 23 settembre contro il Lecce in Coppa Italia.

Allegri su Nkunku

Sembrava il primo di tanti gol, invece Nkunku si è fermato nonostante Allegri abbia puntato tanto su di lui. Perché tolta la panchina col Napoli e un piccolo problema all’alluce di un piede che lo ha fermato contro la Fiorentina il 19 ottobre (colpo preso in nazionale), Nkunku ha sempre giocato, da subentrante o da titolare, mettendo insieme 10 presenze in Serie A. Anche perché nel frattempo il tecnico rossonero ha dovuto fare a meno di volta in volta di Leao, Pulisic e Gimenez. Chi da fine ottobre in poi ha sempre risposto presente è proprio Nkunku, l’acquisto più caro dell’estate rossonera. I suoi 37 milioni più bonus, però, finora non ha prodotto punti in campionato. Allegri ovviamente giudica il calciatore e non quanto è costato, tant’è che domenica, prima della partita col Torino, si è soffermato sul suo rendimento - «lasciamo perdere l’investimento, a me interessa il giocatore che ha qualità tecniche straordinarie che nessuno può discutere, deve solo convincersi che deve e può essere determinante». Contro i granata, così come i compagni, nel primo tempo non è riuscito a essere incisivo, è andato meglio nella ripresa, anche se non ha messo la firma sulla rimonta.

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