Allegri, fattore Rabiot: è la carta Scudetto del Milan, i numeri non mentono

Tra i migliori pure contro il Lecce. L’ex Marsiglia determinante: paga la mossa estiva di Max

Il turbo... scudetto si chiama Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, arrivato sul gong del mercato estivo per decisa volontà di Massimiliano Allegri che aveva iniziato a corteggiarlo già a giugno, dando poi la spinta finale ai suoi dirigenti dopo il ko interno con la Cremonese alla prima giornata, sfruttando pure la rissa dell'ex centrocampista juventino con Rowe in quel di Marsiglia, è ormai un fattore nella squadra rossonera. L'impatto di Rabiot è stato evidente a tutti: il nazionale transalpino ha portato carisma, fisicità, gamba e ultimamente anche gol, quelli più volte richiesti dal suo mentore Allegri. Tutte caratteristiche di cui aveva bisogno il centrocampo rossonero già impreziosito dalla leadership, dalla qualità e dall'esperienza di Modric. Dopo cinque mesi, però, si può stilare un bilancio e c'è una decisa differenza fra il Milan con Rabiot titolare in mezzo al campo e il Milan che, per motivi differenti - infortuni più o meno importanti -, deve fare a meno di lui. Allegri senza il suo pupillo ha dovuto giocare otto partite, sette perché "Cavallo Pazzo" non era a disposizione - le prime due perché non era ancora stato comprato, poi per l'infortunio al polpaccio rimediato in nazionale a ottobre -, una, a Firenze, perché fu lasciato inizialmente in panchina a causa di una botta presa in allenamento.

Con o senza Rabiot, il confronto

Bene, il Milan in queste otto gare ha collezionato solamente 13 punti (compresa l'unica sconfitta in campionato), per una media di 1.6 a incontro. Per certi versi imbarazzante il confronto con le 13 partite giocate con Rabiot titolare: 33 i punti conquistati per una media a gara di 2.5. Ipoteticamente, con Rabiot sempre in campo nelle restanti diciassette giornate di campionato, il Milan oggi a quota 46 punti, potrebbe chiudere a 88 punti circa, guarda caso la quota scudetto citata proprio dal tecnico livornese domenica sera dopo il successo con il Lecce. Insomma, i numeri da settembre ad oggi dicono ad Allegri che se il fisico di Rabiot non tradirà, il Milan potrà lottare davvero per il titolo. Anche perché col francese in mezzo al ring, migliorano tutti i dati della squadra: 1.7 i gol di media segnati a partita contro 1.5 senza; 0.5 quelli subiti contro 1.1. Rabiot anche contro il Lecce, seppur non mettendo il piede nell'azione del gol di Füllkrug, è stato fra i migliori. Ieri il francese ha goduto del secondo giorno di riposo dato da Allegri che da oggi inizierà a preparare la delicata trasferta a Roma di domenica sera, gara in cui potrebbe mancare Saelemaekers alle prese con un risentimento all'adduttore sinistro. Ieri a Milanello si è comunque presentato Leao che, fra una sfilata e l’altra (dove è stato avvistato insieme all’amico Kean), ha voluto lavorare per recuperare la migliore condizione.

 

 

 

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