Vlahovic-Milan, Tare spinge! Sbuca Kean e il profilo internazionale: c'è un indizio

Per la prossima stagione Allegri chiede un bomber da 15-20 gol abituato ai campionati importanti. Dusan e Moise sono due vecchie conoscenze dai tempi della Juve

Una poltrona per tre. In via Aldo Rossi sono già partiti i casting per il remake in salsa milanista del celebre film con protagonisti Eddie Murphy e Dan Aykroyd. Al loro posto c’è, però, un tris di attaccanti ad animare i pensieri della dirigenza in vista dell’estate. Con Santi Gimenez destinato a fare i bagagli dopo il Mondiale e il futuro del duo Christopher Nkunku (il rendimento del girone di ritorno sarà decisivo)-Niclas Füllkrug (è in prestito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni dal West Ham) ancora tutto da scrivere, la priorità rossonera è un centravanti da 15-20 gol a stagione che tuttora manca nella rosa di Max Allegri. Quest’ultimo vorrebbe un bomber già rodato nel campionato italiano, così da evitare pericolosi salti nel buio. Ecco perché può prendere quota il nome di Moise Kean, che da tempo è in orbita milanista.

Kean, perché il Milan c'è

Già tre anni e mezzo fa il dt Geoffrey Moncada aveva provato a prenderlo. Inoltre il goleador della Fiorentina risponde in pieno ai parametri societari: giovane e con ancora ampi margini di miglioramento, visto che ha soltanto 25 anni. Strapparlo alla Viola però sarà tutt’altro che semplice, al netto della clausola rescissoria da 62 milioni che si attiva e sarà valida dall’1 al 15 luglio. Per Kean c’è anche il gradimento di Allegri che l’ha lanciato e valorizzato ai tempi della Juve, arrivando a difenderlo pubblicamente due anni fa quando il classe 2000 era stato fischiato a causa degli zero gol segnati. Un’annata sfortunata, cancellata poi a suon di reti a Firenze. Per questo il Milan lo tiene d’occhio, anche se la punta italiana non è l’unica vecchia conoscenza allegriana che stuzzica il Diavolo.

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Vlahovic-Milan, Tare spinge

Il ds Igli Tare, infatti, in queste settimane, è tornato alla carica con l’agente Darko Ristic per provare a portare Dusan Vlahovic in rossonero. Una soluzione gradita allo stesso attaccante, che ormai ritiene l’Italia la sua seconda casa. Peccato che il quadriennale da 6 milioni annui non sembri bastare al serbo e ai suoi rappresentanti, che puntano a strappare un ingaggio in doppia cifra. Motivo per cui - a certe condizioni - diventa difficile per il Milan riuscire ad affondare il colpo. Vedremo se Dusan troverà chi soddisferà determinate pretese economiche, altrimenti la sensazione è che il suo nome possa tornare d’attualità dalle parti di Milanello verso maggio. Ai parametri però della dirigenza rossonera.

Sullo sfondo si staglia, poi, la candidatura affascinante di un terzo incomodo e, curriculum alla mano, di maggior impatto internazionale. Quel Gabriel Jesus il cui contratto con l’Arsenal scade nel 2027 e al momento non si registrano sostanziali accelerazioni. Ecco perché da Milano tengono monitorata la vicenda, pronti a sondare il terreno in caso di addio del brasiliano ai Gunners. Gli infortuni che l’hanno frenato nell’ultimo biennio sono ormai un lontano ricordo e Jesus adesso sta bene. Tanto da essersi ripreso il posto da titolare al centro dell’attacco della squadra di Arteta.

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Gabriel Jesus, l'indizio

La scelta di affidarsi a un agente italiano come Giovanni Branchini potrebbe rappresentare un indizio per il futuro. Hai visto mai che il campione verdeoro abbia voglia di fare un’esperienza in Serie A? In fondo Milano, proprio dieci anni fa, poteva essere nel suo destino quando Piero Ausilio era stato a un passo dal portarlo sull’altra sponda meneghina. L’Inter, infatti, nell’estate 2016 era stata in trattative avanzate per ingaggiare Gabriel dal Palmeiras, ma Suning alla fine preferì ascoltare l’intermediario Kia Joorabchian e virare sul connazionale Gabigol. Inutile ricordare l’abbaglio preso. Anche per questo motivo il possibile passaggio al Milan potrebbe stuzzicare Gabriel Jesus…

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Una poltrona per tre. In via Aldo Rossi sono già partiti i casting per il remake in salsa milanista del celebre film con protagonisti Eddie Murphy e Dan Aykroyd. Al loro posto c’è, però, un tris di attaccanti ad animare i pensieri della dirigenza in vista dell’estate. Con Santi Gimenez destinato a fare i bagagli dopo il Mondiale e il futuro del duo Christopher Nkunku (il rendimento del girone di ritorno sarà decisivo)-Niclas Füllkrug (è in prestito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni dal West Ham) ancora tutto da scrivere, la priorità rossonera è un centravanti da 15-20 gol a stagione che tuttora manca nella rosa di Max Allegri. Quest’ultimo vorrebbe un bomber già rodato nel campionato italiano, così da evitare pericolosi salti nel buio. Ecco perché può prendere quota il nome di Moise Kean, che da tempo è in orbita milanista.

Kean, perché il Milan c'è

Già tre anni e mezzo fa il dt Geoffrey Moncada aveva provato a prenderlo. Inoltre il goleador della Fiorentina risponde in pieno ai parametri societari: giovane e con ancora ampi margini di miglioramento, visto che ha soltanto 25 anni. Strapparlo alla Viola però sarà tutt’altro che semplice, al netto della clausola rescissoria da 62 milioni che si attiva e sarà valida dall’1 al 15 luglio. Per Kean c’è anche il gradimento di Allegri che l’ha lanciato e valorizzato ai tempi della Juve, arrivando a difenderlo pubblicamente due anni fa quando il classe 2000 era stato fischiato a causa degli zero gol segnati. Un’annata sfortunata, cancellata poi a suon di reti a Firenze. Per questo il Milan lo tiene d’occhio, anche se la punta italiana non è l’unica vecchia conoscenza allegriana che stuzzica il Diavolo.

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