Una stagione a due facce, con l’ultimo capitolo ancora da scrivere. Christian Pulisic, da agosto a dicembre 2025, è stato il frontman del Milan di Massimiliano Allegri, risultando decisivo in tantissime partite e dando la sensazione di poter essere entrato nella sua stagione “prime”. Fin dall’estate lo statunitense si è messo a disposizione immediata del nuovo allenatore, mutando in maniera sistematica il suo modo di fare l’attaccante per abbracciare i dettami del 3-5-2, che inizialmente doveva essere un modulo di sostegno ma che a fine agosto è diventato il vestito scelto da Allegri per il suo Milan-bis. Pulisic, stante la prima lunga assenza di Rafael Leao a causa dell’infortunio al polpaccio rimediato contro il Bari in Coppa Italia, si era messo sulle spalle il peso dell’attacco del Milan, sopperendo non solo all’assenza del portoghese, ma anche all’inconsistenza realizzativa e di prestazioni di Santiago Gimenez e Christopher Nkunku. Tra gol e assist, Pulisic ha partecipato attivamente a 10 gol del Milan nel primo trimestre di campionato con in mezzo anche uno stop di 40 giorni per l’infortunio alla caviglia rimediato nella pausa di ottobre per le nazionali.
Pulisic, polveri bagnate
Il gol nel derby d’andata aveva consentito al Milan di poter continuare la streak di risultati utili nella stracittadina, ma qualcosa è andato via via inceppandosi. L’ultimo gol ufficiale di Pulisic risale a due mesi fa, contro il Verona per il momentaneo 1-0 (poi sarebbe arrivata la doppietta di Nkunku), ma Capitan America anche lì non era al top della condizione. La caviglia ed altri problemi fisici non gli hanno più consentito di poter essere al cento per cento della condizione, con la recente borsite che gli ha impedito di poter riprendere un buono stato di forma. E lo si è potuto vedere nelle tante occasioni da gol fallite in diverse partite (specialmente a Firenze dove si divorò ben tre palle gol nitide). Rafa Leao, con il gol al Como, lo ha raggiunto a quota otto gol in campionato, ma il problema è che Pulisic ha avuto, fino al Parma, le polveri bagnate. La fiducia nei suoi confronti non è mai venuta meno, ed è trasversale. Gerry Cardinale, nella sua penultima visita a Milanello, intrattenne con lui un lungo colloquio a testimonianza di come la proprietà consideri Pulisic centrale nel suo progetto a medio-lungo termine, anche se non si è ancora arrivati al concordato finale sul rinnovo del contratto.
Meglio con un attacco a tre
Per Allegri è un calciatore importante e spera di poterlo rivedere brillante già da domenica contro la Cremonese, perché per blindare la posizione Champions League, il Milan ha bisogno anche di ritrovare i gol del miglior Pulisic. Che tra l’altro non potrà di certo arrivare in scarsa condizione fisica alla Coppa del Mondo di giugno e luglio, dove gli Stati Uniti ospiteranno 78 delle 103 partite della competizione. Certo, quest’anno lui si è sacrificato molto sull’altare del 3-5-2, ma i numeri degli ultimi anni ci dicono che Pulisic renda decisamente meglio con un attacco a tre (così come Leao) e anche in virtù di questa situazione che Allegri dovrà ragionare per la prossima stagione su come mutare, eventualmente, l’attuale sistema tattico. Poi, si sa, il rendimento di Pulisic al Milan non è mai passato inosservato né in Premier League né in altri contesti, specie quello arabo e non è da escludere che in estate possano arrivare offerte.
