Altafini affossa il Milan: “Attacco sbagliato, tutto da rifare. Allegri non può fare di più”

“Non capisco le accuse a Max. Pure in difesa e a centrocampo c’è bisogno di un grande colpo”

«Per parlare dell’attacco del Milan prendo in prestito le parole del grande Gino Bartali: “L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare…”». La tocca piano e lascia il segno in maniera decisamente marcata José Altafini. Un po’ come quando si muoveva in maniera implacabile nelle aree di rigore. Per informazioni chiedere alle malcapitate difese avversarie. Lì dove sapeva essere mortifero e micidiale. D’altronde stiamo parlando di uno dei più grandi attaccanti della storia della Serie A con 216 gol segnati, dei quali ben 120 proprio con la maglia del Milan. Numeri clamorosi quelli del centravanti brasiliano in rossonero: 150 reti in 235 apparizioni. Acuti decisivi che sono serviti al Diavolo soprattutto per vincere due scudetti e la prima Coppa dei Campioni della storia milanista nel 1963. Un trionfo a Wembley firmato proprio dalla doppietta di José al Benfica. Altafini, il suo Milan ha dato l’addio al sogno Scudetto perdendo a Napoli, in casa di un’altra sua vecchia squadra… «Me lo aspettavo e sinceramente non sono sorpreso né dalla sconfitta, né dall’uscita dei rossoneri dal giro scudetto». 

"Allegri non poteva fare di più"

Come mai? «Allegri con questa squadra non poteva fare di più. La rosa del Milan vale l’attuale classifica: stanno ottenendo il massimo e non possono andare oltre. Inter e Napoli restano superiori. Alla lunga i valori sono emersi e la classifica attuale mi sembra corretta per quello che abbiamo visto finora». A chi critica l’operato di Massimiliano Allegri cosa si sente di rispondere? «Non capisco proprio queste accuse. Ha preso un Milan reduce da un anno difficile e che veniva da un ottavo posto. L’ha riportato a essere competitivo e nelle prime posizioni senza particolari acquisti di alto livello. Mica sono arrivati Van Basten e Gullit in estate! Coi giocatori attualmente a disposizione ha ottenuto il massimo. C’era poco da fare…». Come dovrebbero operare in estate i rossoneri sul mercato per diventare da scudetto? «Va rinforzata la spina dorsale della squadra. Questa dev’essere la priorità della società. In estate serve un difensore forte, poi va aggiunto un altro centrocampista di alto livello da mettere al fianco di Modric e Rabiot». E per rinforzare l’attacco il Milan come dovrebbe muoversi? «Lì è il reparto che necessita di maggiori interventi. Per prima cosa va acquistato un grande attaccante. A questo Milan manca soprattutto un bomber da 20 gol all’anno. Anzi più di uno…».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Milan

"L’attacco del Milan va rifatto"

In che senso? «L’attacco del Milan va rifatto daccapo. Oltre al centravanti titolare vanno prese un altro paio di punte al posto di quelle attuali. Solo così il reparto offensivo si alzerà di livello». A questo punto sorge spontanea una domandona: cosa farebbe con Leao che divide sempre tifosi e opinione pubblica. Il portoghese è da vendere o da blindare? «Sarebbe ora di fare qualche scambio con qualcuno di forte e più utile al gioco del Milan. Rafa resta comunque un giocatore bravo e di talento. A quel punto andrà a giocare bene altrove…». Per il ruolo di nuovo numero 9 si parla di Mateo Retegui, Moise Kean, Nicolas Jackson e Santi Castro. Su chi punterebbe? «Mi piace Kean». Lo ritiene un attaccante da Milan nonostante l’Italia sia rimasta fuori dal Mondiale? «Non per colpa sua. Kean tra Fiorentina e Nazionale ha fatto diversi gol ed è cresciuto molto negli ultimi due anni. Lo reputo un centravanti bravo e dalle potenzialità interessanti. Per questo dico che lo vedrei bene in maglia rossonera».

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«Per parlare dell’attacco del Milan prendo in prestito le parole del grande Gino Bartali: “L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare…”». La tocca piano e lascia il segno in maniera decisamente marcata José Altafini. Un po’ come quando si muoveva in maniera implacabile nelle aree di rigore. Per informazioni chiedere alle malcapitate difese avversarie. Lì dove sapeva essere mortifero e micidiale. D’altronde stiamo parlando di uno dei più grandi attaccanti della storia della Serie A con 216 gol segnati, dei quali ben 120 proprio con la maglia del Milan. Numeri clamorosi quelli del centravanti brasiliano in rossonero: 150 reti in 235 apparizioni. Acuti decisivi che sono serviti al Diavolo soprattutto per vincere due scudetti e la prima Coppa dei Campioni della storia milanista nel 1963. Un trionfo a Wembley firmato proprio dalla doppietta di José al Benfica. Altafini, il suo Milan ha dato l’addio al sogno Scudetto perdendo a Napoli, in casa di un’altra sua vecchia squadra… «Me lo aspettavo e sinceramente non sono sorpreso né dalla sconfitta, né dall’uscita dei rossoneri dal giro scudetto». 

"Allegri non poteva fare di più"

Come mai? «Allegri con questa squadra non poteva fare di più. La rosa del Milan vale l’attuale classifica: stanno ottenendo il massimo e non possono andare oltre. Inter e Napoli restano superiori. Alla lunga i valori sono emersi e la classifica attuale mi sembra corretta per quello che abbiamo visto finora». A chi critica l’operato di Massimiliano Allegri cosa si sente di rispondere? «Non capisco proprio queste accuse. Ha preso un Milan reduce da un anno difficile e che veniva da un ottavo posto. L’ha riportato a essere competitivo e nelle prime posizioni senza particolari acquisti di alto livello. Mica sono arrivati Van Basten e Gullit in estate! Coi giocatori attualmente a disposizione ha ottenuto il massimo. C’era poco da fare…». Come dovrebbero operare in estate i rossoneri sul mercato per diventare da scudetto? «Va rinforzata la spina dorsale della squadra. Questa dev’essere la priorità della società. In estate serve un difensore forte, poi va aggiunto un altro centrocampista di alto livello da mettere al fianco di Modric e Rabiot». E per rinforzare l’attacco il Milan come dovrebbe muoversi? «Lì è il reparto che necessita di maggiori interventi. Per prima cosa va acquistato un grande attaccante. A questo Milan manca soprattutto un bomber da 20 gol all’anno. Anzi più di uno…».

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"L’attacco del Milan va rifatto"