Ralf Rangnick non ha ancora dato una risposta a Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahiomovic e Massimo Calvelli in merito alla proposta fattagli di diventare direttore tecnico del Milan e questo standby non fa bene al club, che sta esaurendo la seconda settimana di colloqui e summit, tutti svolti all’estero, per incontrare e vagliare le potenziali figure che dovranno poi colmare i vuoti lasciati dall’editto di due lunedì fa da parte della proprietà, che ha azzerato i vertici tecnici e gestionali del Milan. Ma se la continuità aziendale è garantita dalla spartizione delle deleghe avvenuta tra Paolo Scaroni e Massimo Calvelli, c’è ancora uno stallo importante per quella che è l’area fondamentale del club, ovvero il dipartimento sportivo. Rangnick non si è ancora esposto in via definitiva (tra l’altro pare ci siano anche valutazioni familiari in corso), anche perché ha sul tavolo ha la proposta di rinnovo della federazione austriaca, che vorrebbe proseguire il lavoro con lui. Ma la novità delle ultime ore è che sono stati tenuti vivi i contatti con Mauricio Pochettino e con il suo entourage. Il commissario tecnico della nazionale statunitense avrebbe anche già accettato una proposta-base per quanto concerne il lato economico, ma è ovvio ed evidente che con la Coppa del Mondo di mezzo, i tempi si possano dilatare.
Pochettino è l'alternativa
E il Milan, questo, non può permetterselo essendo già in ritardo sulla linea temporale della programmazione della stagione 2026-27, che a questo punto sarà una lunga rincorsa al tempo perduto. In sostanza si sta rivivendo quello che accadde proprio quattro anni fa, quando il mercato era sostanzialmente bloccato dal mancato rinnovo di contratto di Paolo Maldini e Ricky Massara. Pochettino sarebbe contento di tornare ad allenare una squadra di club ed è parte del disegno tecnico alternativo a quello che prevede Ralf Rangnick come plenipotenziario dell’area sport (non vorrebbe intromissioni esterne né uomini non suoi, come Kirovski) e Oliver Glasner in panchina, il cui colloquio con Ibrahimovic e Cardinale sarebbe andato bene ma senza arrivare ad una stretta di mano definitiva tra le parti, da tradurre poi in un contratto.
Anche Slot sullo sfondo
Sullo sfondo rimane anche il profilo di Arne Slot, anche lui legato al piano parallelo a Rangnick, con Ramon Planes individuato come potenziale nuovo direttore sportivo in una struttura più snella e “latina” rispetto alla completa ristrutturazione che avrebbe in mente Rangnick, che vorrebbe incidere anche sul settore giovanile azzerando tutto fino all’Under 10 e imponendo il suo metodo. Intanto il tempo passa e con l’attesa che sale per quella che sarà la scelta di Rangnick, gli uomini della proprietà del Milan cercano di cautelarsi con la pista alternativa per panchina e direzione sportiva. La cosa buffa è che tra pochi giorni, diversi protagonisti di questo lungo casting saranno tutti negli Stati Uniti visto che oltre a Rangnick e Pochettino, impegnati con le rispettive nazionali da guidare, anche Zlatan Ibrahimovic arriverà negli States per il ruolo di talent a Fox Sports.
Tare indagato per riciclaggio in Albania
Secondo quanto emerso sulla stampa albanese, ci potrebbero essere delle noie giudiziarie per Igli Tare. L’ex direttore sportivo del Milan sarebbe finito sotto inchiesta in Albania, suo Paese d’origine, nell’ambito di un’indagine della Procura speciale contro la criminalità organizzata e la corruzione, la Spak. Il capo d’indagine a suo carico sarebbe - sempre secondo fonti della procura albanese - quello di presunto riciclaggio. Il nome di Tare emerge nelle carte dell’inchiesta che coinvolge l’ex vicepremier albanese Belinda Balluku, alla quale sono state contestate violazioni in gare d’appalto. Ieri la procura ha reso noto di aver iscritto nel registro degli indagati anche Tare, unendo al presunto riciclaggio l’ipotesi di reato della corruzione. L’ex ds milanista è stato sottoposto a interrogatorio da parte delle autorità, per un colloquio con gli inquirenti durato oltre sei ore, al termine del quale - come preventivabile - Tare non ha rilasciato dichiarazioni. Tare rimarrà a disposizione degli inquirenti nel caso necessitassero di ulteriori approfondimenti. Ricordiamo che il dirigente albanese, due lunedì fa, è stato licenziato insieme a Furlani, Moncada e Allegri.
