Glasner in stand-by ma favorito. E il Milan fissa nuovi appuntamenti con Amorim e Jaissle

Ai rossoneri manca ancora il successore di Allegri. Il portoghese è stato esonerato lo scorso 5 gennaio dal Manchester United dopo 14 mesi alla guida dei Red Devils. L’allenatore dell’Al-Ahli è caro: clausola da 6 milioni e ingaggio da 10

MILANO - La scelta del nuovo allenatore del Milan si sta trasformando, per la lunghezza dei termini, in una serie Netflix. Proprio quando sembrava che tutte le strade portassero a Oliver Glasner (che rimane il candidato forte con una bozza di accordo per un biennale con opzione per il terzo anno) ecco che emergono dei nuovi appuntamenti con altri due profili candidabili alla successione di Massimiliano Allegri. Si tratta del già sondato Matthias Jaissle (in forza agli arabi dell’Al-Ahli) e di Ruben Amorim, allenatore portoghese esonerato lo scorso 5 gennaio dal Manchester United dopo 14 mesi alla guida dei Red Devils. Due profili più giovani dal punto di vista anagrafico rispetto a Glasner, che interpretano il calcio verso una visione più vicina a quella dettata da Cardinale quasi tre settimane fa. Specialmente Amorim è un “giochista”. Sono ore e giorni delicati, decisivi per le scelte finali che lo stesso Gerry Cardinale dovrà fare visto che si è arrogato l’ultima parola in sede decisionale. E pare che oggi ci siano già fissati tre colloqui con i candidati che sono arrivati in questa short-list. Tra l’altro con Jaissle, a inizio settimana, c’è stato un contatto ma lui, rispetto a Glasner e Amorim, andrebbe liberato dall’Al-Ahli, visto che ha una clausola da 6 milioni e percepisce un ingaggio molto importante, che supera i 10 milioni a stagione.

Milan, la strategia per il nuovo ciclo tecnico prende forma

L’andamento di questi giorni conferma quanto era emerso una settimana fa, ovvero che il Milan si sarebbe preso tutto il tempo necessario per fare le sue valutazioni per arrivare a prendere una decisione finale che andrà a caratterizzare il prossimo ciclo tecnico. Una dichiarazione d’intenti importante, perché vuol dire – almeno nei concetti – che c’è l’intenzione di ripartire per più anni con una guida tecnica di un certo tipo, sia in panchina sia dietro la scrivania. E sotto questo aspetto, viene da pensare che sia evidente che i nomi di Glasner, Jaissle e Amorim siano stati vagliati con esito positivo dal Ralf Rangnick, che ad oggi risulta essere il candidato unico alla poltrona di direttore tecnico del Milan.

Ralf Rangnick e il futuro del Milan tra decisioni e contestazioni

Il selezionatore della nazionale austriaca ha posto le sue condizioni sul tavolo delle trattative con Cardinale e non ammetterà intromissioni da parte di nessuno, in primis Ibrahimovic, nella programmazione del suo lavoro. I media austriaci oscillano quotidianamente con gli exit poll in merito alla permanenza o meno di Rangnick alla guida dell’Austria fino al 2028. La sensazione è che tutto passi dalla scelta che Cardinale sarà chiamato a fare nei prossimi giorni, con l’Austria impegnata nell’esordio in Coppa del Mondo tra cinque giorni, contro la Giordania al Levi’s Stadium di Santa Clara.

 

 

Anche se non si ha certezza che vi sia una deadline precisa, per una forma di rispetto nei confronti dell’impegno di Rangnick, una risposta dovrà arrivare entro quella data anche perché la federazione austriaca attende la scelta del suo commissario tecnico, al quale ha proposto un rinnovo biennale. E mentre il tempo scorre, la contestazione con i manifesti “Liberate il nostro Milan” sono arrivati anche a Londra, dove sono stati affissi tra il Big Ben e il London Eye.

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