De Laurentiis: "Siamo tornati dopo un incidente ancelottiano"

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Nella conferenza stampa per la presentazione del prossimo ritiro estivo a Castel di Sangro, il presidente del Napoli parla anche di altro: "La Serie A dovrebbe ripartire a ottobre"

De Laurentiis:
lunedì 13 luglio 2020

NAPOLI - Presso l'Hotel Britannique, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha presentato il ritiro a Castel di Sangro: "La mia antipatia è una capacità di sintesi che a molti non piace. Ma d'altronde a Napoli ci sono ancora i Borbone. Sono molto incasinato fino a giovedì, ma sono aperto a fare un incontro con voi per parlare di mercato. Ora però dobbiamo valorizzare questo evento a Castel Di Sangro. Arriverà un milione di napoletani, siamo distanti appena un'ora e si muoverà tanta gente. Il Covid ci ha chiaramente limitato nelle scelte, ma Castel di Sangro ha delle strutture che io ignoravo. C'è un campo di calcio spettacolare, sono rimasto impressionato. Nemmeno al San Paolo abbiamo certe attrezzature. Dopo la gara con il Barcellona - ha proseguito - in programma l'8, nel caso in cui dovessimo essere eliminati, daremo 12 giorni di riposo alla squadra, quindi ritiro inizierebbe il 20. Nel caso in cui si dovesse passare il turno invece inizierebbe più tardi. C'era indicazione folle della Lega di ricominciare il 12 di settembre, ma se uno deve far riposare i calciatori e poi farli allenare per la nuova stagione, come si fa? Per me il campionato dovrebbe ripartire a fine settembre, o meglio il 4 ottobre".

Napoli, De Laurentiis su Osimhen

Ovviamente c'è modo di parlare anche di altri argomenti, a partire da Osimhen: "Chi lo sa se sarà presente a Castel di Sangro, è il bello del gioco. Se inizierà il ciclo di Gattuso con un rinnovo per tre anni? C'è bisogno di sottolinearlo? Scrivete ciò che volete. Avete visto il Sassuolo? Quanti gol ha fatto quel Caputo a 32 anni? Bisogna essere umili, non cercare sempre nomi e proclami che si riversano sempre contro. Ultimatum nel Tweet? Non lo capisco. Chi può dire che giovedì non abbia qualcosa da annunciare? Fatemi sapere, o vengo io qui o venite voi a Capri. Se chi viene da un altro continente e non ha il nuovo agente, senza più i vecchi, magari qualche cretino gli dice 'ma dove ti portano?'. Ma che ne sanno loro? Parliamo di un'altra cultura e un'altra religione, il cibo per loro è una cosa diversa: i nostri cuochi devono cucinare per varie culture".

"Eca e Uefa parlino per uniformarsi"

Sempre tornando al ritiro, invece, il presidente manifesta i problemi per organizzare le amichevoli: "Castel di Sangro, Pescara, Teramo e un club internazionale? È tutto in divenire, vedremo cosa si può fare localmente, poi per le altre squadre bisognerà vedere, in altri paesi forse si riprenderà prima. Una cazzata totale è che l'ECA o l'Uefa non parlano mai di partire insieme, ognuno ha un problema e c'è l'anarchia completa e vedremo chi vorrà giocare con noi, siamo amici del Liverpool, del Barcellona, di tante squadre, ma non siamo padroni in casa degli altri e molti hanno già accordi contrattuali da rispettare".

Un "incidente ancelottiano"

Sul futuro di Callejon De Laurentiis risponde così: "Quién sabe?". Poi, alla domanda se con Osimhen il Napoli sarebbe da Champions: "Il Napoli è sempre stato una macchina da Europa, quest'annno abbiamo avuto un incidente ancellottiano e abbiamo dovuto recuperare. Dovete ringraziare il Signore che mi mette una mano sulla spalla, ai 60 anni di Ancelotti parlai tre ore con Gattuso. Ne rimasi impressionato, il mondo dei calciatori non è che ti dia tanti argomenti, mentre con Rino si poteva parlare di tutto. Non era un uomo inquieto, ma appagato personalmente ed economicamente. Non c'è uno spasmodico rincorrere miglioramenti, sono persone che svolgono la propria professione per amore e danno il meglio tramite la professione".

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