Riparte il campionato, con il Napoli di Antonio Conte che era arrivato alla sosta da primo in classifica alla pari della Roma e che nel match di domani in casa del Torino proverà a mantenere la vetta della graduatoria. Una sfida, quella coi granata, che aprirà il tour de force azzurro con 7 gare in 22 giorni tra tutte le competizioni. Tra i temi affrontati da Conte, oltre alla questione infermeria e all'aumento degli infortuni, anche quelli relativi ad alcuni singoli come McTominay, che sembra non incidere in questa prima fase di campionato come lo scorso anno.
Napoli, Conte su infermeria e tour de force
Si parte dall'infermeria: "Abbiamo recuperato i nazionali, molti dei quali hanno giocato due partite. Vanno reinseriti bene negli allenamenti nel preparare la partita. Buongiorno è in gruppo ormai da tre o quattro allenamenti ed è recuperato, anche Politano è in gruppo. Rrahmani sta proseguendo il suo recupero e, al momento, tutto sta andando bene. Anche Lobotka ha iniziato la fase di recupero". Ora un tour de force con 7 partite in 22 giorni: "L'obiettivo principale è osservare come reagiremo a questo tour de force. È inevitabile che ci sia un grande dispendio di energie, quindi ci saranno delle rotazioni. Avremo bisogno di tutta la rosa e siamo curiosi di vedere come risponderemo a questo periodo intenso".
Il modulo contro il Torino
Sulla sfida col Torino e il modulo da usare: "Alla fine la base rimane un 4-3-3, con due esterni, oppure si inserisce un centrocampista in più. La difficoltà sta nel fatto che, durante la partita, il gioco può cambiare tra fase offensiva e difensiva. Non esiste un modulo rigido, ma due certezze: i quattro centrocampisti e i due esterni d’attacco, che cercheremo sempre di mettere in campo. I risultati sono variabili: con lo Sporting, siamo partiti con i quattro centrocampisti ed eravamo 1-1, poi con i due esterni e il 4-3-3 abbiamo vinto. Contro il Genoa è successo il contrario: avevamo iniziato con il 4-3-3 e poi siamo passati ai quattro centrocampisti ribaltando la partita. Non bisogna giudicare solo l’ultimo risultato, perché a volte è l'andamento delle partite che conta. Le identità tattiche sono chiare, e su queste soluzioni continueremo a lavorare".