"Alla Roma di Spalletti più talenti che al Napoli"
Pensa di essere stato sottovalutato in Italia? “No, non mi sono mai sentito così. Sono sempre cresciuto, anno dopo anno. Ho lottato sempre, mi sono evoluto, non ho mai ascoltato tanto il mondo esterno: è stata la mia forza”. Il giocatore più forte con cui ha condiviso il campo? “Totti nell’ultimo anno di carriera aveva dei colpi assurdi. Ma in quella Roma c’erano dei campioni incredibili: penso a De Rossi, Salah, Nainggolan. Anche il Napoli che ho vissuto aveva dei fuoriclasse: Hamsik, Reina, Albiol, Koulibaly. E poi Kvara e Osimhen: sono stato fortunato”. Più forte l’ultima Roma di Spalletti o il Napoli del terzo scudetto?“Aveva più talento quella Roma, ma il mio Napoli aveva uno spirito incredibile. E pensare che per un momento abbiamo sognato anche di vincere la Champions League: ci abbiamo creduto, quando arrivi ai quarti ci speri e a livello di prestazioni facevamo paura a tutta Europa. Passò il Milan, anche con qualche episodio arbitrale spiacevole ai nostri danni”.
"Isco e Zielinski i più sottovalutati"
A proposito di scudetto, quanto era forte il legame Spalletti-Osimhen? “È stato decisivo. Ecco, Victor è uno che può giocare in qualsiasi top club del mondo. Sarebbe un problema per la Serie A se tornasse. Penso alla Juve: con uno così davanti il valore della rosa cambierebbe drasticamente”. Qual è l’uomo più sottovalutato con cui ha giocato? “Isco nelle giovanili del Valencia: era veramente un fenomeno. Al Real Madrid ha vinto di tutto e di più, ma a livello individuale poteva fare ancora di più. E poi penso a Piotr Zielinski: giocatore straordinario e ragazzo splendido. Con le qualità che ha poteva essere nei top 5 centrocampisti al mondo”. Quanto finisce Napoli-Juve? “Non lo so, ma sarà una partita importante per il campionato. Il Napoli può dare un segnale alle altre, la Juve può tornare in corsa per lo scudetto se vince. E sarebbero dolori per tutti: in panchina c’è Spalletti, uno che ha già vinto. Vuol dire tanto”.

