NAPOLI - Perdersi per poi ritrovarsi. Più forti di prima. Non è un caso che la stagione del Napoli abbia avuto la vera svolta all’indomani dell’ultimatum lanciato da Antonio Conte a Bologna: “Io il morto non lo accompagno”. Da quel giorno e dopo i dovuti chiarimenti, gli azzurri sono letteralmente risorti. Cambiando passo e identità: cinque vittorie consecutive in tutte le competizioni non si registravano da quasi un anno, dal ciclo vincente compreso tra il 14 dicembre 2024 e il 25 gennaio 2025. E non è un caso nemmeno che la lunga lista degli infortunati – attualmente sono sette – abbia permesso a don Antonio di trovare nuovamente l’assetto più adatto alla sua squadra. L’allenatore salentino ha rispolverato il 3-4-2-1 e con questo modulo, nelle ultime 5 partite, il Napoli ha sempre vinto. Un rendimento diametralmente opposto al 4-3-3 (una sola vittoria in quattro gare) e al 4-4-1-1, che aveva fruttato appena 6 successi e 4 sconfitte in 10 incontri. I campioni d’Italia in carica hanno chiuso il 2025 al Maradona con il successo contro la Juventus, congedandosi dal proprio pubblico forti di un record storico: unica squadra imbattuta in casa nell’intero anno solare tra i cinque maggiori campionati europei. Un primato che a Napoli non si registrava dal lontano 1987.
Super Napoli: brillano gli attaccanti
L’emergenza a centrocampo – quattro titolari out (Anguissa, Lobotka, Gilmour e De Bruyne) – ha finito per liberare le qualità degli attaccanti partenopei. Fino alla trasferta di Bologna l’intero reparto offensivo aveva contribuito ad appena 8 reti (5 gol e 3 assist) in 12 partite, mentre nelle successive 5 gare sono arrivati ben 7 gol e 7 assist. Hojlund ha segnato 2 reti e fornito 2 assist, Lucca e Lang un gol a testa, mentre Neres si è rivelato decisivo: 3 reti e 1 assist, ma soprattutto una capacità (apparentemente) inedita di creare superiorità numerica, saltare l’uomo e saper concretizzare. È proprio il brasiliano l’uomo-copertina di questa rinascita partenopea. L’intesa con Hojlund cresce di partita in partita: due dei tre gol dell’ex Benfica sono arrivati grazie a due assist del danese. Così come uno degli ultimi due centri di Hojlund nasce da un’invenzione di Neres. Gli azzurri ora sono lassù con 31 punti e hanno staccato la Roma - distante 4 punti - il Bologna - quinto a meno 6 - e mantenuto una lunghezza di vantaggio sull’Inter. Oggi voleranno a Lisbona, dove domani ci sarà la sesta partita della loro Champions League, contro il Benfica di Mourinho.
Conte, ora la sfida a Mourinho
Conte è consapevole che in Europa non sono più ammessi passi falsi: gli azzurri occupano attualmente la 20esima posizione, la quart’ultima che garantisca l’accesso ai playoff. Contro Mourinho il bilancio sorride al tecnico salentino: in 7 precedenti ha ottenuto 4 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte. La coperta, però, resta cortissima e don Antonio non potrà rivoluzionare la formazione. Persino McTominay, nonostante qualche acciacco lieve, ha dovuto stringere i denti per 90 minuti contro la Juventus e probabilmente lo farà ancora. Bisognerà resistere almeno fino al 18 gennaio, data della semifinale di Supercoppa contro il Milan, quando dovrebbero rientrare Lobotka e Gutierrez. Le alternative, quindi, sono poche e i dubbi limitati. Contro il Benfica dovrebbero rientrare Spinazzola e Politano al posto di Olivera e Neres, mentre nel ballottaggio tra Beukema e Juan Jesus, l’olandese resta in vantaggio.
