Conte, 150 milioni e l'ennesimo euroflop: è il peggior Napoli di De Laurentiis!

Nell’era di Aurelio mai così male i partenopei in Europa per la media punti a partita. E l’allenatore ormai è diventato recidivo nelle Coppe...

NAPOLI - Da dove si ricomincia? Innanzitutto dagli stessi che hanno sfidato a testa alta il Chelsea e che domani saranno costretti ancora a stringere i denti per provare a battere la Fiorentina allo stadio Maradona. Magari ci sarà un cambio in formazione, il rientro di Gutierrez per Olivera, con Giovane che potrà riprendere posto in panchina in attesa di capire se finirà la punizione per Marianucci ed Ambrosino: attualmente si allenano in orari diversi dal resto della squadra. E De Laurentiis? Per il momento è chiuso nel silenzio, nel mentre continua ad effettuare sopralluoghi alla ricerca di un’area giusta per la realizzazione del centro tecnico: ieri è stato avvisato nella zona ad Est di Napoli, dove un tempo sorgevamo le cisterne della Q8.

Il peggior Napoli

Che il patron puntasse su di un cammino virtuoso in Champions League, era chiaro fin dalla scorsa estate, quando investì più di 150 milioni di euro per attrezzare un organico in grado di reggere il peso delle tre partite a settimana. Non è andata come lui aveva programmato ed il club non potrà incassare altri 10 milioni di euro per essersi piazzato al trentesimo posto, su 36 partecipanti alla fase campionato. I numeri sono impietosi e raccontano del peggior Napoli dell’era De Laurentiis per quanto riguarda la massima competizione continentale: la media di un punto a partita è un dato peggiore anche della stagione 2017- 2018, quando con Maurizio Sarri la squadra azzurra ottenne 1,5 punti per ogni singola partita.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Napoli

Conte, era pronosticabile

Era pronosticatile? Leggendo la storia di Conte in Europa, probabilmente sì. Soltanto due volte negli ultimi 20 anni la squadra che ha vinto lo scudetto non è riuscita ad accedere agli ottavi, la Juventus della stagione 2013-2014 ed il Napoli attuale, entrambe allenate da Conte. Senza dimenticare che quest’anno c’è stata la quarta eliminazione incassata da don Antonio nella fase a gironi. De Laurentiis rilegge nomi e numeri, rammaricandosi per quello che avrebbe dovuto essere un cammino europeo più virtuoso, alla luce del calendario della scorsa estate.

Tre delle avversarie affrontate dai partenopei hanno avuto accesso diretto agli ottavi di finale, il Manchester City, il Chelsea e lo Sporting CP battuto allo stadio Maradona; due hanno fatto accesso ai playoff , il Qarabag sconfitto a Fuorigrotta ed il Benfica che aveva vinto a Lisbona; le altre tre sono state eliminate come il Napoli: il Psv che aveva battuto gli azzurri ad Eindhoven, il Copenaghen che era riuscito a pareggiare in 10 uomini ed il Francoforte che aveva strappato uno scialbo 0-0 al Maradona: contro di loro, la squadra di Conte aveva il dovere di fare molto più dei soli due punti in tre gare.

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Napoli, testa al campionato e al mercato

Testa al campionato adesso, con la Fiorentina che arriverà agguerrita per il desiderio di abbandonare il terzultimo posto in graduatoria ed arrabbiata per l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del terribile Como. Quella di domani potrebbe essere l’ultima gara con l’organico ridotto, perchè entro lunedì il club azzurro vorrebbe chiudere almeno un’altra operazione. Nel rispetto del mercato “a saldo zero”, il ds Manna sta chiedendo rinforzi in prestito dalle società che oggi ne hanno in esubero. Uno di questi è Kamaldeen Sulemana, 23enne esterno off ensivo ghanese in forza all’Atalanta. Il Napoli ha offerto un prestito oneroso con diritto di riscatto, ma occhio alla concorrenza, perchè sul calciatore è forte l’interesse della Roma, che lo ha chiesto alla famiglia Percassi con le stesse prerogative: prestito oneroso con diritto. L’altra pista porta dritto a Lisbona, lato Sporting, dove il Napoli ha preso di mira Alisson Santos, 23enne brasiliano che mercoledì sera ha segnato il gol decisivo per la qualifi cazione agli ottavi di Champions League, segnando il 2-3 all’Athletic Bilbao e giocando solo gli ultimi 5’. Ma questa sua rete potrebbe complicare la trattativa che il Napoli stava portando avanti ovviamente con la formula del prestito.

 

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NAPOLI - Da dove si ricomincia? Innanzitutto dagli stessi che hanno sfidato a testa alta il Chelsea e che domani saranno costretti ancora a stringere i denti per provare a battere la Fiorentina allo stadio Maradona. Magari ci sarà un cambio in formazione, il rientro di Gutierrez per Olivera, con Giovane che potrà riprendere posto in panchina in attesa di capire se finirà la punizione per Marianucci ed Ambrosino: attualmente si allenano in orari diversi dal resto della squadra. E De Laurentiis? Per il momento è chiuso nel silenzio, nel mentre continua ad effettuare sopralluoghi alla ricerca di un’area giusta per la realizzazione del centro tecnico: ieri è stato avvisato nella zona ad Est di Napoli, dove un tempo sorgevamo le cisterne della Q8.

Il peggior Napoli

Che il patron puntasse su di un cammino virtuoso in Champions League, era chiaro fin dalla scorsa estate, quando investì più di 150 milioni di euro per attrezzare un organico in grado di reggere il peso delle tre partite a settimana. Non è andata come lui aveva programmato ed il club non potrà incassare altri 10 milioni di euro per essersi piazzato al trentesimo posto, su 36 partecipanti alla fase campionato. I numeri sono impietosi e raccontano del peggior Napoli dell’era De Laurentiis per quanto riguarda la massima competizione continentale: la media di un punto a partita è un dato peggiore anche della stagione 2017- 2018, quando con Maurizio Sarri la squadra azzurra ottenne 1,5 punti per ogni singola partita.

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