A Castelvolturno esiste solo il presente, quello di un campionato che non ha ancora emesso alcun verdetto. La parola «futuro» è bandita dal vocabolario di Antonio Conte: esiste solo il qui ed ora. Nella testa c’è solo la sfida di lunedì contro il Milan, oltre alle ultime 7 giornate di campionato. Don Antonio ha deciso di blindare ogni distrazione. La querelle con Lukaku e le amarezze vissute con le rispettive Nazionali durante la sosta, sono state rinviate a fine stagione. Il tecnico ha ritrovato un gruppo coeso, compatto e animato dal suo stesso desiderio di rimonta. Vincere per salire al secondo posto, ma anche per difendere il trend casalingo: dall’8 dicembre 2024 il Napoli non ha più perso una partita di serie A allo stadio Maradona. E’ la striscia più lunga nei top 5 campionati europei. I partenopei, inoltre, dall’arrivo del coach salentino hanno vinto 6 delle 7 gare disputate immediatamente dopo le soste per le Nazionali, perdendo soltanto contro il Torino lo scorso ottobre. Verranno valutate le condizioni di Politano, leggermente affaticato per gli impegni con l’Italia, però dovrebbe essere in campo dal primo minuto.
Il fattore De Bruyne
Qualora non dovesse farcela, spazio a Gutierrez, che ha ricoperto più volte quel ruolo quest’anno. Da monitorare anche McTominay, uscito al termine del primo tempo nell’ultima amichevole giocata con la sua Scozia. In netto miglioramento, invece, le condizioni di Anguissa: il camerunense ha sfruttato al meglio queste due settimane di sosta per ottimizzare la propria forma fisica e va verso una maglia da titolare contro i rossoneri. Ci sarà Kevin De Bruyne, un po’ stordito per il jet lag, che punta a raggiungere quota 100 gol nei top 5 campionati europei. Ma non è soltanto una questione di numeri o di reti, perché con KDB in campo il Napoli diventa (quasi) imbattibile: su 14 partite disputate, tra tutte le competizioni, con il belga titolare, gli azzurri hanno raccolto 10 vittorie, per una percentuale di successi del 71%. Senza De Bruyne, invece, sono state solo 13 le vittorie in 28 gare, con la percentuale che scende drasticamente al 46%. Mancheranno sicuramente cinque azzurri: Di Lorenzo, Rrahmani, Vergara, Neres e Lukaku.
Il ritorno di Juan Jesus
Dovrebbe tornare anche Juan Jesus, reduce da un affaticamento muscolare, nel terzetto arretrato con Beukema e Buongiorno. Ma Conte vuole una continuità difensiva: prima del clean sheet contro il Cagliari, infatti, gli azzurri avevano subito almeno un gol per 11 match consecutivi. Il Napoli, inoltre, è l’ottava difesa del campionato e affronta il Milan che, invece, fa della retroguardia una delle sue armi migliori. Il coach salentino vanta un ottimo bilancio nei precedenti contro i rossoneri: 13 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte in 20 gare, con una media di 2,15 punti a partita ed una percentuale di sconfitta minima del 15%. Vuole continuare su questa strada per sorpassare Allegri e, perché no, provare il colpo grosso. Don Antonio ci crede e proverà a sfruttare l’entusiasmo della piazza partenopea, che ha già risposto presente con l’ennesimo sold out: contro il Milan saranno 55mila i tifosi azzurri al Maradona. Perché esiste solo il “qui” e “ora”.
