NAPOLI - Il futuro è alle porte. Lo ha ripetuto con forza Antonio Conte: l’incontro con il presidente De Laurentiis si terrà solo quando la qualificazione alla prossima Champions League sarà aritmetica. Agli azzurri basterà una vittoria nelle ultime tre giornate per blindare un posto tra le prime quattro. Dopo aver salutato ufficialmente lo Scudetto, gli (ormai) ex Campioni d’Italia vogliono chiudere almeno al secondo posto. Ed è un obiettivo ben diverso da quello immaginato agli albori della stagione. Don Aurelio non aveva messo in conto di chiudere al 30° posto - su 36 - nella fase a gironi di Champions, di uscire ai quarti di Coppa Italia e, soprattutto, di non lottare fino alla fine per lo Scudetto.
Strategia Napoli: monte ingaggi, cessioni e ringiovanimento della rosa
Sul tavolo del vertice tra Conte e De Laurentiis ci saranno tanti temi delicati. In primis il monte ingaggi, lievitato fino a 109 milioni lordi (135 con i bonus), di cui ben 66,5 milioni - il 61% del totale - legati agli stipendi dei calciatori over 30. Una zavorra pesante che porta dritto al secondo nodo da sciogliere: lo svecchiamento di una rosa che oggi conta dieci elementi già oltre la soglia dei trent’anni e altri cinque che la supereranno nella prossima stagione. L’obiettivo sarà proprio quello di alleggerire gli ingaggi puntando su calciatori giovani e sulle cessioni di alcuni azzurri. Juan Jesus, in scadenza il 30 giugno 2026, dovrebbe liberarsi a parametro zero, così come Spinazzola. Anche l’esperienza di Lukaku, il terzo più pagato della rosa con un ingaggio pari a 7,6 milioni lordi, è ai titoli di coda. In dubbio il futuro del suo connazionale De Bruyne, che ha un contratto fino al 2027 ed è il più pagato dal club con 11,1 milioni lordi a stagione. Lo stesso vale per Meret, il quale percepisce 4,6 milioni e non è più il titolare dall’arrivo di Milinkovic-Savic. Si parlerà, infatti, anche dell’ultimo mercato estivo, della gestione della rosa e delle strategie in uscita.
A fine stagione potrebbero rientrare addirittura venti calciatori dai prestiti: l’unico con obbligo di riscatto è Zerbin, condizionato alla salvezza della Cremonese. Venti esuberi acquistati per un valore complessivo di 142,5 milioni di euro, di cui 80 spesi proprio nella gestione Conte per rinforzi come Lucca, Lang, Marianucci e Rafa Marin. Il Napoli, negli ultimi due anni, ha investito 389,5 milioni sul mercato - cifra che potrebbe schizzare a 421,5 milioni considerando i riscatti - e ne ha incassati 225: un negativo, solo tra acquisti e cessioni dei giocatori, di ben 164,5 milioni. Altro capitolo caldo saranno gli infortuni: 42 stop complessivi, 33 dei quali di origine muscolare. Un dato che il patron vuole approfondire con chiarezza.
Napoli, analisi stagione: risultati, gol e numeri sotto la guida Conte
Sul campo, invece, questa sarà la peggior stagione del coach salentino dal suo primo anno alla Juventus, visto che chiuderà il campionato senza superare la soglia degli 80 punti: mai successo in passato. Anche i gol, tanto richiesti dal tecnico salentino all’inizio della stagione, non sono arrivati con la frequenza sperata. Gli azzurri hanno chiuso ben 8 volte su 35 senza segnare: un bilancio negativo che, dal ritorno in Serie A, era capitato solo tre volte a questo punto del campionato (2007-08, 2008-09 e 2023-24). Considerando tutte le competizioni, sono 18 su 88 le partite finite senza segnare sotto la guida di Conte (21%): in percentuale solo Calzona (33%), Donadoni e Reja (22%) hanno fatto peggio negli ultimi 18 anni. Oggi i partenopei si ritrovano a Castelvolturno, dopo i due giorni di riposo concessi dal tecnico, per preparare la gara contro il Bologna, che può chiudere definitivamente i discorsi qualificazione alla prossima Champions.
