Conte, De Laurentiis riflette e valuta il futuro: possibile contatto per il ritorno di Sarri

Il presidente del Napoli pronto a far pesare al tecnico i guai sportivi e quelli legati alla gestione finanziaria

Leccarsi le ferite e poi caricare a testa bassa in direzione Champions League. Il Napoli non ha più tempo, ha sprecato troppe occasioni per vivere sereno la parte finale di una stagione molto controversa. Manca un’altra vittoria per poter partecipare anche l’anno prossimo alla massima competizione europea e adesso sembra tutto difficile, perché alla squadra di Conte ormai è venuto il braccino corto. Dopo le 5 vittorie di fila, l’ultima delle quali contro il Milan che all’epoca era secondo, ci sono state altre cinque gare con una sola vittoria (contro la Cremonese), due pareggi (Parma e Como) e le sconfitte casalinghe contro Lazio e Bologna.

La risposta di Conte

E quello di lunedì sera al Maradona è stato l’ottavo ko in campionato, un numero elevato e che sta costringendo De Laurentiis a profonde riflessioni. Forse si aspettava che Conte gli fornisse una risposta alla sua domanda di un mese a fa negli Usa («Mi deve dire vuole restare oppure se vuole andare via. Altrimenti dovrò cercare un altro allenatore tra aprile maggio», disse pubblicamente il patron), invece il coach salentino se n’è guardato bene, rifugiandosi dietro il più classico dei «ne parlerò in privato con il presidente». Intanto il patron si sta guardando intorno, c’è chi giura che un contatto con Sarri per il suo ritorno in azzurro ci sarebbe già stato, nel mentre Italiano faceva brillare nuovamente gli occhi a don Aurelio, da anni ammiratore del coach rossoblù. Prima di prendere altre strade, il patron azzurro dovrà parlare con Conte, titolare di un contratto fino al 2027 che, insieme ai suoi 13 collaboratori, ammonta a circa 22 milioni lordi. Un esborso esorbitante, non più sostenibile per una società che oggi ha un monte ingaggi da 109 milioni: la prossima stagione bisognerà abbassarlo fino ad un massimo 90.

La cura del Napoli

Questa cura dimagrante prevede la dismissione dei calciatori con contratti faraonici: il Napoli dovrà cambiare pelle, tornando ad essere una società di calcio che fa del player trading la sua fonte principale di sostentamento. I prossimi acquisti dovranno essere nati massimo nel 2003 e la domanda che tutti si stanno facendo è la seguente: saprebbe Conte guidare questa trasformazione green di un Napoli che, con gli acquisti da lui voluti, è diventata la squadra più vecchia d’Europa? De Laurentiis glielo chiederà, ma gli fornirà anche alcuni dati che dimostreranno quanto la stagione non sia stata positiva. Se gli azzurri vinceranno le prossime due partite, il Napoli chiuderà il campionato a 76 punti, uno in meno della squadra che con Gattuso allenatore arrivò quinta con 77 punti: il Napoli di Conte in quel campionato avrebbe chiuso al massimo al settimo posto. Quello che sta per concludersi è il terzo peggior campionato delle ultime 11 stagioni, perché la stagione 19-20 - quella a gestione Ancelotti e poi Gattuso - si chiuse a 62 punti e quella del post-scudetto a firma Spalletti (con il Napoli decimo in classifica) fu caratterizzato dai 53 punti finali. Ma De Laurentiis ha raccolto tanti altri dati che rendono pesante una stagione che, in virtù dei 230 milioni investiti sul mercato, avrebbe dovuto avere un volto completamente diverso.

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